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Almeno 30 elefanti barbaramente massacrati in Ciad

In Ciad, i bracconieri hanno ucciso almeno 30 elefanti nelle prime ore dello scorso 24 luglio.

Durante la notte, la presidente dell’organizzazione SOS Elephants Stephanie Vergniault ha descritto sulla sua pagina Facebook come un gruppo di uomini a cavallo avesse inseguito un branco di elefanti con “armi da guerra”, proprio nei pressi del campo di SOS Elephant di Chari Baguirmi.

All’alba, i volontari dell’associazione hanno ritrovato almeno 28 corpi senza vita, molti dei quali mutilati delle zanne.

Il numero esatto di vittime animali è, al momento attuale, non ancora chiaro perché il team non ha potuto continuare il pattugliamento: i bracconieri erano ancora nella zona e questo rendeva la situazione estremamente pericolosa.

Il massacro degli elefanti è avvenuto proprio in concomitanza del 62esimo incontro del CITES, tenutosi negli scorsi giorni a Ginevra, in Svizzera: l’argomento del bracconaggio per l’avorio era, paradossalmente, in cima alla lista delle discussioni.

Mentre una trentina di elefanti venivano brutalmente abbattuti, il CITES discuteva della stretta corrispondenza tra l’aumento del bracconaggio ai danni dei pachidermi e il sequestro su larga scala di grandi quantitativi di avorio, chiedendo di implementare le misure di sicurezza ovunque il rischio fosse alto.

Il team di SOS Elephant in Ciad è talmente cosciente della pericolosità della situazione da essere costretto a vivere nel campo di soccorso per gli animali.

Alla scoperta del massacro degli scorsi giorni, il presidente della associazione non ha potuto fare altro che contattare le autorità locali, che hanno inviato alcuni soldati sulle tracce dei bracconieri.

Il giorno seguente l’attacco, il team di SOS Elephant ha ritrovato nell’area colpita un cucciolo di elefante rimasto orfano. Sua madre era probabilmente tra gli esemplari femmina ritrovati uccisi.

Il piccolo, un maschio di sole tre settimane di età, è stato soccorso e trasportato al campo: si chiama Toto, e viene nutrito con del latte surrogato nella speranza che possa sopravvivere.

Si sospetta che quest’ultimo massacro sia stato portato a termine da alcuni cittadini del Ciad facenti parte di quella che viene definita “mafia dell’avorio”, che sia stato sostenuto da alcuni membri delle forze dell’ordine corrotte e che fosse destinato al mercato cinese.

Secondo IFAW, la popolazione degli elefanti in Ciad è passata da 4000 esemplari nel 2006 a 2500 nel 2010, anno dell’ultimo censimento. Sfortunatamente, è ormai evidente che il numero si sia ulteriormente abbassato a seguito dei massacri degli ultimi 18 mesi.

SOS Elephant stima che in tutto il Paese gli elefanti rimasti siano a malapena 1500. Se il bracconaggio dovesse continuare, “non un solo elefante del Ciad sarà ancora vivo tra tre anni”, ha dichiarato l’associazione.

Per l’ennesima volta, si chiede l’istituzione di unità militari permanenti contro i bracconieri e l’implementazione delle pene per i responsabili di questi massacri.

In tutto il Ciad, SOS Elephant è la sola organizzazione dedicata alla preservazione dei pachidermi e del loro habitat.

Nella foto: uno degli elefanti uccisi lo scorso 24 luglio (fonte).

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3 Commenti

  1. come si fa a commentare una cosa del genere sto diventando sempre più razzista ma nei confronti di tutta la razza umana: voto per l’estinzione NOSTRA

  2. stammati gennaro

    PENA DI MORTE

  3. Se fosse per la sottoscritta la cina dovrebbe essere sotterrata sotto kilometri di terra, fango e scorie radioattive… magari riusciamo a levarceli dalle palle… stanno devastando il pianeta… definirli cavallette è un insulto, ma per le povere cavallette.

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