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WWF e bracconaggio: maglia nera a Cina, Thailandia e Vietnam

Sono Cina, Thailandia e Vietnam i Paesi con il più alto tasso di traffico illegale di avorio, bracconaggio e commercio clandestino di corno di rinoceronte e parti di tigre.

La notizia arriva dal rapporto del WWF intitolato “Crime Wildlife Scorecard: Valutazione e applicazione degli impegni CITES per tigri, rinoceronti ed elefanti”.

L’obiettivo della ricerca è il reperimento di informazioni relative alla caccia di frodo e conseguenti commerci illeciti in 23 Paesi dislocati tra Asia e Africa.

Ciascuno degli Stati esaminati dal WWF ritiene un punteggio e un colore (rosso, verde o giallo) relativamente al rischio di estinzione di ogni singola specie di animale.

I tre Paesi asiatici non brillano per particolare rispetto nel trattamento degli animali: Il Vietnam ha infatti ottenuto un bollino rosso sia per le tigri che per i rinoceronti. È proprio la nazione asiatica, infatti, ad alimentare stabilmente il bracconaggio di rinoceronti in Sud Africa, a causa dell’altissima richiesta di corni.

“È tempo prima di tutto per il Vietnam di affrontare il fatto che il suo consumo illegale di corno di rinoceronte è la causa principale del bracconaggio in Africa. E parliamo delle specie in via di estinzione. L’impegno che il Vietnam deve assumersi è relativo alla repressione del commercio illegale di queste specie, ma anche di tante altre. Il Vietnam dovrebbe rivedere le sue norme, le sue sanzioni e subito ridurre il mercato al dettaglio – compresa la pubblicità su Internet per il corno”, spiega il WWF.

La reputazione del Vietnam si è ulteriormente macchiata quando persino alcuni diplomatici del Paese sono stati accusati di aver acquistato illegalmente corna di rinoceronti bracconati in Africa.

Per quanto riguarda la Cina, ottiene un bollino giallo nella protezione degli elefanti, sempre e comunque sottoposti a pesantissime vessazioni. È evidente che il gigante asiatico, nonostante la sua crescita esponenziale in tanti settori, non sia o non voglia essere in grado di difendere una delle sue creature più preziose dal commercio illegale dell’avorio.

La Thailandia riesce addirittura a far peggio, e ottiene un bollino rosso. Motivazione? Le sue misure di controllo e prevenzione del bracconaggio sono praticamente nulle.

Continua ancora il WWF: “In Thailandia l’avorio illegale africano viene apertamente venduto nelle boutique che si rivolgono agli ignari turisti. I governi dovranno affrontare la questione questa settimana. Fino ad ora la Thailandia non ha risposto adeguatamente alle preoccupazioni poste, e con la grossa quantità di avorio di origine incerta attualmente in circolazione, l’unica possibilità credibile è il divieto totale del commercio dell’avorio”.

Per quanto riguarda i bollini verdi, India e Nepal stanno facendo bene su tutte e tre le specie segnalate. Un plauso particolare va al Nepal che, lo scorso anno e a fatica, è riuscito ad evitare qualunque azione di bracconaggio ai danni dei suoi rinoceronti.

Infine, una nota di merito al Gabon, che il mese scorso ha bruciato interamente la riserva d’avorio del Paese, in modo da assicurarsi che le zanne degli elefanti uccisi non rientrassero in commercio.

Nella foto: il corpo senza vita di un rinoceronte privato del suo corno, in Sud Africa (fonte).

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