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[VIDEO] Caso Lennox: tante domande senza risposta e nuove voci di corridoio

Il mondo si è fermato per un istante, lo scorso 11 luglio, quando il Belfast City Council ha ufficialmente annunciato che Lennox, l’incrocio bulldog-labrador per cui centinaia di migliaia di persone combattevano da oltre due anni, era stato eutanasizzato.

Lennox, in quel momento, è diventato ancor più l’emblema dell’ingiustizia umana e la vittima sacrificale di quell’incubo chiamato Breed Specific Legislation, nella sua accezione anglosassone: Dangerous Dog Act.

Ora che lo shock iniziale ha lasciato spazio a considerazioni più lucide, vale la pena ricordare la miriade di domande senza risposta e di avvenimenti privi di senso che hanno circondato una delle più squallide vicende di crudeltà sugli animali degli ultimi anni.

Cosa è accaduto davvero a Lennox?

I familiari e i supporter più accaniti hanno giurato di non gettare la spugna, e dichiarato che continueranno a combattere fino a che sulla vicenda non verrà fatta piena luce.

Non è una cosa facile, specie in considerazione del muro di omertà e bugie che sembra circondare il Belfast City Council. Mai prima di ora un’istituzione anglosassone era sembrata tanto sporca e corrotta.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il divieto, da parte del BCC, di restituire alla famiglia almeno il collare di Lennox. Era stata Brooke, la padroncina disabile del cane, a chiederlo esplicitamente: voleva un ricordo di quello che ha più volte definito il suo “migliore amico in tutto il mondo”.

Niente da fare: il Concilio ha motivato il diniego spiegando di aver già gettato via tutto ciò che riguardava il cane assassinato. E, naturalmente, ha ribadito il mantra che ripete instancabilmente da oltre due anni: “stiamo solo eseguendo gli ordini”.

Non funziona più, non attacca – specie dopo aver impedito il trasferimento di Lennox negli Stati Uniti, lontano da Belfast, dove la corte aveva ritenuto che fosse “un pericolo”. L’offerta non era stata una: erano state tre, tutte da parte di specialisti di comportamento canino. Al Belfast City Council nessuno di questi professionisti aveva chiesto un soldo. Lennox sarebbe stato ricollocato in un santuario, lontano dalla “gente comune”, per quanto fosse stato assodato da più esperti comportamentalisti che si trattasse di un cane assolutamente non aggressivo.

Tutte le offerte sono state sistematicamente rifiutate dal Belfast City Council. Inevitabile, dunque, che il Concilio Cittadino non sia apparso sotto la luce migliore agli occhi del pubblico, nella sua ostinazione ottusa a volere la morte del cane.

L’eutanasia è stata dichiarata dopo che alla famiglia di Lennox è stato impedito persino un ultimo saluto al cane. Dal momento del sequestro, avvenuto nel maggio del 2010, non lo avevano mai più visto.

Dopo l’eutanasia, il Belfast City Council ha ribadito la sua intenzione di non restituire il corpo ai famigliari e che forse, ma solo forse, avrebbero ricevuto un po’ delle sue ceneri (per posta).

C’è del marcio in Irlanda del Nord.

Ad oggi, la famiglia di Lennox non ha ricevuto le famose ceneri, sebbene ne abbia fatto più volte richiesta.

Mettiamo per iscritto la domanda che tutti si pongono: quando è morto davvero, il povero Lennox?

Negli ultimi giorni, personaggi in cerca dei loro cinque minuti di celebrità si fanno avanti uno dopo l’altro sostenendo di avere “informazioni esclusive” o cercando semplicemente di associare il loro nome a quello del cane ucciso, per ricevere un po’ di pubblicità. Per brillare di luce riflessa.

Cosa ancora più triste, i mass media hanno aspettato fino al momento dell’eutanasia prima di dare il giusto risalto alla storia di Lennox. Dov’erano nei mesi precedenti, quando il loro contributo avrebbe potuto, forse, fare una differenza?

Sui social media, le voci su quanto realmente accaduto a Belfast si rincorrono e si sovrappongono in un crescendo drammatico. Ci sono dichiarazioni di presunti dipendenti del canile in cui il cane era segretamente rinchiuso che parlano di gravi abusi ai danni di Lennox: una zampa fratturata, i denti rotti, la malnutrizione.

Le immagini già venute in superficie negli scorsi mesi, che lo mostravano vittima di un severo caso di alopecia da stress, ferito ad una zampa e al collo non fanno ben sperare.

Un altro rumor racconta che Lennox sia stato trovato morto nella sua gabbia mesi fa, e che il Belfast City Council abbia cercato da quel momento di coprire le tracce, per non ammettere che la sua incuria aveva causato la morte del cane.

Fino ad ora, le strutture sospettate di aver ospitato segretamente Lennox sono tre: tutte e tre hanno ricevuto pesantissime minacce.

Nessuna di queste voci di corridoio è, al momento, stata confermata. È difficile capire dove stia la verità ma risulta ovvio che il cane sia stato vittima di un accanimento fuori del comune, che deve necessariamente aver avuto su di lui conseguenze fisiche e psicologiche. Resta solo da determinare quali, quante e come.

Qualcuno sa, ma non ha il coraggio di venire allo scoperto, spiegare cosa è accaduto veramente. Nessuno dei dipendenti dei canili nord irlandesi ha aperto bocca, a nessuno sembra interessare che la verità venga alla luce: quando è morto davvero Lennox? E come?

Nel Lennoxgate tutti sembrano coinvolti e tutti sembrano avere qualcosa da nascondere: dai membri del Concilio cittadino al Giudice Rogers, che ha svilito e ignorato le relazioni proposte dai comportamentalisti, dall’incapace valutatore Tallack, incaricato dallo stesso BCC, a Sandie Lightfoot, l’accalappiacani che si fa ritrarre in foto mentre viene baciata in viso dal cane e in corte dichiara che ne era terrorizzata. Una rete omertosa da fare invidia ai peggiori ambienti mafiosi.

Si scopre nel frattempo, grazie ad un ottimo articolo pubblicato sull’Huffington Post, che qualche giorno prima della presunta esecuzione la comportamentalista Sarah Fisher, snobbata in corte, aveva contattato direttamente il BCC offrendosi di ritirare personalmente il corpo. Si era detta disponibile a “firmare tutte le carte necessarie” e a trasportare i resti presso un crematorio privato, in modo da assicurarsi che alla famiglia venissero consegnate le vere ceneri del cane. La sua richiesta era stata negata dal Belfast City Council senza alcuna spiegazione.

È dunque chiaro che ora l’obiettivo della campagna Save Lennox si è spostato: il cane, chiaramente, non può più essere salvato ma la Breed Specific Legislation deve essere abolita e, soprattutto, l’operato Belfast City Council deve essere investigato in dettaglio da una commissione indipendente.

Perché Sandie Lightfoot non è stata accusata di spergiuro, dal momento che le sue parole in Tribunale erano risibili, e in assoluto contrasto con le foto pubblicate? Al contrario, l’accalappiacani è stata persino oggetto di una promozione lo scorso marzo: è diventata Animal Welfare Officer.

Un’altra nota dolente riguarda Beverley Cuddy, editrice del giornale Dogs Today. La donna aveva pubblicato un messaggio di protesta in rete, contro il Belfast City Council. Immediatamente dopo, qualcuno aveva contattato tutti i suoi sponsor per chiedere loro di “interrompere la collaborazione con Dogs Today, che stava creando una campagna d’odio contro la gente di Belfast”.

Non possiamo che appoggiare le parole di Victoria Stilwell che, lo scorso sabato, sulla sua pagina Facebook ha dichiarato quanto segue: “La famiglia di Lennox mi ha detto che il BCC continua a non rispondere alle sue chiamate, e ha totalmente ignorato la sua richiesta di vedersi restituito almeno il collare. Neppure le ceneri di Lennox sono state fornite. Ci sono molte speculazioni che dicono che Lennox è morto mesi fa in un certo canile, molto prima che il BCC annunciasse la sua eutanasia. Al canile sarebbero andati nel panico e il Belfast City Council avrebbe detto loro di sbarazzarsi di tutto ciò che potesse essere riconducibile a Lennox. Queste sono solo voci e vanno prese come tali fino a che la verità non verrà a galla. La famiglia di Lennox ha il cuore spezzato. L’interesse dei media attorno a questo caso può scemare ma vi assicuro che si farà tutto il possibile perché quanto è accaduto davvero venga rivelato. Per favore, condividete queste informazioni con tutte le vostre conoscenze per tenere vivo il nome di Lennox e perché nessun cane e nessuna famiglia, in futuro, debba ancora soffrire a causa dell’ignoranza”.

Nella foto: uno striscione in memoria di Lennox (fonte) e lo status di Victoria Stilwell (fonte).

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13 Commenti

  1. L accanimento del bcc a sostegno della condanna a morte di Lennox, nonostante fosse almeno in pate immaginabile il riscontro mediatico, che cio’ avrebbe avuto e tutti i dettagli che abbiamo letto in questo articolo,.. avvalorano “queste voci di corridoio”… spero si possa far chiarezza spero che qualcuno parli ..continuiamo a scrivere mail a “complaints” non riesco a smettere di pensare a questa vicenda , a lennox e alla piccola Brooke.. mi lacrimano gli occhi ogni volta.
    questa legge deve essere abolita

  2. ma che voci di corridoio, sveglia gente, sveglia: ovvio che è così.
    non c’è un’altra spiegazione. ora a noi il compito di continuare a scrivere a complaints@belfastcity.gov.uk e spiegare che non molleremo se non ammetteranno la loro assoluta colpevolezza, per LENNOX e chissà chi altro. NON AVREMO NESSUNA PIETA’per loro, giusto?

  3. è ienvitabile pensar eche lennox fosse morto da tempo, saranno voci di corridoio ma quelistanno solo cercando di coprire ciò che hanno fatto , o che abitualmente avviene, dato che tanto i cani che finiscono lì solitamente non ne escono vivi…. si dovrebbe riflettere sull’utilità di una legge del genere : razzista.
    e bisogna continuare a parlarne , perchè di lennox ce ne sono tanti.

  4. Lennox ha pagato un conto non suo, ed ora è tardi per lui.
    Ma ci resta quel conto da far pagare a chi di dovere, c’è qualcuno che ha un debito di coscienza …..
    Non lasciamo cadere la cosa, se è necessario un investigatore privato, un avvocato possiamo aiutare la famiglia con una colletta ?

  5. Su Lennox i riflettori non si devono spegnere, questa povera creatura è stata letteralmente torturata e privata della sua vita ben prima di essere effettivamente uccisa… mi chiedo sempre come si possa far del male ad un essere vivente, arrivare addirittura a spezzargli le zampe, picchiarlo e lasciarlo morire senza pietà e alcuna cura… E sarebbe stato lui quello pericoloso????
    Penso che chi non ha empatia e non comprende e condivide il dolore altrui, umano o non umano che sia, sia profondamente pericoloso per la comunità e per la vita di chiunque perchè è capace di tutto.
    La vicenda di Lennox è troppo grave! Bisogna continuare a combattere, mandare mail, organizzare petizioni e soprattutto organizzare un’inchiesta sul luogo da parte delle organizzazioni animaliste.
    Non posso pensare che non si riesca a spezzare il muro di omertà e che questo crimine rimanga impunito!
    Povero Lennox… tante carezze a te che ormai sei sul Ponte…

  6. L’unica cosa vera è che c’e’ del marcio ….. Sono tutte ipotesi probabili, ma l’unica certezza è che è stato ucciso un essere vivente senza che questo avesse fatto la minima cosa – E’ questo prima di tutto ad essere condannabile …. la sua morte deve servire perchè questo non accada più – la lotta per chi ama gli animali è senza fine purtroppo … anche contro le istituzioni

  7. vogliamo sapere la verità, assolutamente!!!!
    qualunque essa sia deve venire fuori e chi ha commesso dei reati deve pagare

  8. antonio gargiulo

    scusate ho scritto pagare con la H

  9. antonio gargiulo

    devono paghare tutti i responsabili. facciamo una petizione

  10. saranno voci di corridoio ma sono le uniche intrise di verita!

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