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Sequestro Green Hill, tra corpi nel congelatore e divieti di adozione

Green Hill non è (ancora) chiusa, a dispetto delle voci inesatte che circolano dal momento dell’apposizione dei sigilli da parte delle Guardie Forestali. Green Hill è sotto sequestro probatorio, e certamente questi non saranno giorni di business per la fabbrica di beagle, ma tecnicamente l’azienda è ancora aperta.

I mormorii carichi di speranza per una chiusura definitiva si accavallano mano a mano che le ore passano, ma quelli in corso sono momenti delicati in cui è necessario essere precisi e non diffondere informazioni inesatte.

Geapress parla di presunte violazioni in merito alla microchippatura dei cani e a divergenze nel conteggio degli animali, oltre che a reati di natura amministrativa basati su ipotesi già venute alla luce in passato. Chiaramente i dettagli non vengono resi noti dagli inquirenti, poiché le investigazioni sono ancora in corso.

La Forestale, che all’interno della struttura avrebbe lasciato ai propri veterinari il compito di verificare le condizioni dei cani, starebbe concentrandosi sugli eventuali disagi di natura etologica che, se confermati, potrebbero avallare l’ipotesi di maltrattamento.

Nel frattempo, i computer di Green Hill sarebbero stati sequestrati e la verifica sul loro contenuto potrebbe essere affidata agli esperti informatici della Polizia di Stato. Quanto eventualmente riscontrato all’interno dei terminali dovrà essere messo a confronto con quanto emerso dagli interrogatori di questi giorni, che hanno riguardato dieci dipendenti della struttura montichiarese ascoltate come persone informate sui fatti.

È comunque confermato che tre persone sono indagate con l’accusa di maltrattamento di animali: si tratta dell’amministratore unico, la francese Ghislaine Rondot che vive a Lion, del direttore dell’allevamento e del veterinario responsabile.

Nonostante la particolare delicatezza del momento, però, la disputa sulle adozioni è già iniziata a spron battente.

È evidente che siano numerosissime le famiglie che si dichiarano disposte a prendersi cura degli animali detenuti all’interno della struttura, ma la realtà dei fatti è che i 2500 beagle ancora appartengono a Green Hill e che la loro adozione non è, al momento, assolutamente possibile.

Sono i comitati che da anni si battono contro il lager per cani a confermarlo. Sulla sua pagina Facebook ufficiale, Occupy Green Hill dichiara: “Al momento i cani di Green Hill non sono adottabili. Quindi per cortesia smettete di chiedere ovunque informazioni circa le loro adozioni. È in corso un sequestro probatorio con il fine di fare ricerche e indagini, e siamo fiduciosi che al termine di tutto questo procedimento sarà possibile affidare i cani ad associazioni o privati. Però al momento questo non è possibile. Appena lo sarà lo comunicheremo immediatamente. Al momento serve avere pazienza e fiducia in chi sta facendo un lavoro che non ha eguali. Se al momento qualcuno volesse un cane, i canili di tutta Italia sono stracolmi, in particolar modo per colpa delle vacanze estive e degli abbandoni. Quindi basta recarsi lì e in poco tempo si potrà avere un cane affettuoso e renderlo libero”.

Successivamente, il movimento si trova costretto anche a specificare di non dare credito a fantomatiche “associazioni” che si starebbero adoperando per adozioni e preaffidi: “Diffidate da queste persone. Non hanno alcun titolo per chiedere preaffidi e non sono in contatto con chi eventualmente gestirà gli affidi. Non fornite loro alcun vostro nominativo, sono solo persone che hanno secondi fini e cercano di sfruttare la situazione. Quando e se i cani saranno affidabili lo troverete scritto su queste pagine, sulle altre che seguono da tempo la campagna e sicuramente su tutti i giornali e le TV. Al momento diffidate da chi cerca di sfruttare questo momento per ben altro”.

Gli fa eco al movimento anche il Comitato Montichiari Contro Green Hill:“Per ora non è possibile adottare i beagle. Quando lo sarà, in modo serio e autentico, vi aggiorneremo. Nel frattempo vi ricordiamo che i canili sono pieni di cani altrettanto bisognosi di amore”.

Niente adozioni, dunque, almeno per il momento.

È invece notizia di questa mattina, riportata da numerosissimi siti web e quotidiani, tra cui anche il Corriere della Sera, che negli hangar di Montichiari sarebbero stati trovati corpi congelati di cani all’interno di appositi congelatori. A trovarsi di fronte i poveri resti, gli agenti della Forestale e i veterinari deputati alle investigazioni.

Nella cella frigorifera, secondo il Corriere, gli animali erano impilati l’uno accanto all’altro a decine: il conteggio finale avrebbe portato ad un numero di poco inferiore a cento.

I beagle morti sarebbero già stati sequestrati. Saranno necessarie apposite necroscopie e tutti gli esami di rito per definire con esattezza non solo la causa della morte, ma anche il perché i corpi non fossero stati eliminati come da consuetudine.

Inoltre, l’ispezione degli scorsi giorni effettuata da NIRDA e Digos avrebbe portato alla scoperta che, dei 2500 beagle detenuti all’interno della struttura, circa 400 non fossero stati registrati all’anagrafe canina. 400 cuccioli che, per la legge, non esistono.

Mentre le indagini proseguono, è stata disposta la schedatura di tutti i cani: per ogni esemplare viene dunque compilata una scheda apposita che riporta il numero identificativo e i dettagli relativi alle condizioni di salute e di vita del cane.

Si attendono ulteriori sviluppi.

Nella foto: gli agenti tengono tra le braccia alcuni cuccioli (fonte Geapress).

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