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Sequestro Green Hill, Lega del Cane: grande passo. I dirigenti: siamo in regola

Nonostante le tre persone indagate ai vertici aziendali, Green Hill dichiara: “Siamo sempre stati in regola”.

La magistratura, evidentemente, ha qualche dubbio dal momento che da ieri pomeriggio la Guardia Forestale ha posto i sigilli all’allevamento e sta indagando per mettere in luce eventuali illeciti. Le accuse finora ventilate includono il tanto sospirato, per gli animalisti, “maltrattamento di animali”.

L’azienda di Montichiari è da ieri sotto sequestro probatorio e va specificato che i beagle non possono, al momento, essere adottati. Ferme restando le loro più che probabili delicatissime condizioni di salute, compatibili con una vita trascorsa al chiuso e in gabbia, vale la pena ribadire che, ad indagini in corso, i cani si troverebbero ancora tutti all’interno della struttura.

Nel frattempo, col passare delle ore, vengono alla luce maggiori dettagli in merito alle indagini in corso: tra le accuse mosse a Green Hill, secondo BSNews, ci sarebbe infatti l’ipotesi che i beagle non venissero destinati solamente alla sperimentazione medica, ma anche a quella cosmetica.

L’accusa di maltrattamento sarebbe invece da collegarsi alla mancanza di benessere collegata alla natura “etologica” degli animali: in pratica, non si può costringere cani che necessitano di moto e vita all’area aperta ad un’esistenza confinata in una gabbia, al chiuso, sotto luci artificiali.

I vertici di Green Hill, intanto, replicano alle accuse mosse nei loro confronti con il comunicato stampa di rito: l’azienda sostiene che la sua attività consiste nell’allevare animali destinati alla ricerca scientifica, e rifiuta qualunque illazione a proposito di test in ambito cosmetico. “Siamo sempre stati in regola”, dunque, è il mantra ripetuto da Green Hill, che si aggrappa disperatamente al recente decreto di archiviazione dell’ultima inchiesta: il GIP deputato alla valutazione del caso aveva infatti stabilito che non vi fossero maltrattamenti in corso.

Secondo il sito Diritto.net, i Forestali che stanno eseguendo il sequestro hanno avuto disposizione dalla Repubblica di Brescia, che già nel settembre 2011 aveva autorizzato OIPA ad eseguire un sopralluogo all’interno della fabbrica di cane.

OIPA, chiaramente, aveva all’epoca contestato varie violazioni, e specificamente: box di circa 5 metri quadrati all’interno dei quali venivano detenuti fino a 5 cani, assenza del registro di carico e scarico degli animali presenti nell’allevamento, assenza di aggiornamento della banca dati dell’anagrafe canina regionale, per un totale di circa 400 cani non registrati.

Erano inoltre state evidenziate situazioni critiche e che avrebbero potuto configurare il reato di maltrattamento, come la presenza di un solo medico veterinario a garantire il benessere di 2500 cani e l’elevato inquinamento acustico causato dall’incessante abbaiare di centinaia di animali rinchiusi all’interno dei singoli capannoni, così intenso da obbligare il personale ad utilizzare le cuffie insonorizzate. Infine, il ritrovamento di 35 cani deceduti e sprovvisti sia del relativo certificato di morte sia di un certificato veterinario che ne attestasse la causa.

In tutto questo, andrebbe dato particolare risalto al disagio psicofisico cui gli animali di Green Hill sono sottoposti dal momento della nascita: un “danno” difficile da misurare in termini scientifici, ma certamente valutabile con un minimo di buon senso.

Cosa può significare, per un animale sociale come il cane, una vita rinchiuso in un box asettico, privata di qualunque interazione sociale ed emotiva? Cosa può significare una prigionia costante?

Non delineare un’ipotesi di maltrattamento in questo senso suona quantomeno assurdo.

E mentre il solito Garattini coglie l’occasione per perorare la propria causa (è un noto sperimentatore) e ribadire che gli animali sono “indispensabili” alla ricerca, la biologa Michela Kuan della LAV ribadisce che “la vivisezione sugli animali non salva l’uomo”.

E racconta a La Stampa: “Vengono usati per impianti odontoiatrici: gli spaccano la mandibola per poi provare gli impianti. Oppure gli modificano il cuore, poi li sottopongono a stress fino all’infarto”.

Questo è il destino dei cani allevati e prodotti in serie da Green Hill. Cani per i quali, fino al sequestro probatorio di ieri, si è paradossalmente archiviata qualunque ipotesi di maltrattamento.

“La legge obbliga al passaggio sull’animale, ma meno del 5% dei farmaci testati sugli animali supera l’esame e di questi solo l’1% arriva in commercio. Non si capisce perché, se non per motivi economici, ci si affidi a un sistema fallimentare. Molte molecole testate sugli animali non servono all’uomo. E chissà quante ne vengono scartate, perché gli animali muoiono, mentre invece sarebbero utili all’uomo”, commenta la biologa.

Mentre l’ispezione a Green Hill prosegue, intanto, la Lega del Cane rilascia un comunicato stampa in cui si definisce estremamente soddisfatta per quanto sta accadendo.

“La Lega Nazionale per la Difesa del Cane esprime grande soddisfazione per la notizia della disposizione del sequestro probatorio di Green Hill. Dopo un anno e mezzo di pressioni, proteste, azioni, la crescente attenzione dei media e l’indignazione dell’opinione pubblica contro questo allevamento di animali da sperimentazione, finalmente le indagini presso la struttura, tuttora in corso, stanno portando alla luce diversi lati oscuri inerenti l’attività dell’allevamento.

Il nostro plauso va alla Procura della Repubblica di Brescia, al Corpo Forestale dello Stato al Nirda e ai medici veterinari coinvolti nell’ispezione presso l’allevamento di Montichiari. Indagine, che sarà lunga e impegnativa viste le migliaia di animali coinvolti. Questa operazione rappresenta un primo importante passo verso quella che auspichiamo sia la chiusura definitiva di Green Hill.

“Quello di oggi è un atto importante e significativo, in un ambito – la vivisezione – ritenuto da sempre inviolabile e protetto. – afferma Laura Rossi presidente LNDC – La Lega Nazionale per la difesa del Cane facendosi interprete ancora una volta delle istanze di quella maggioranza degli italiani che ama gli animali e vuole vederli rispettati, chiede al senato l’approvazione dell’ articolo 14 della Legge Comunitaria, già votato a larghissima maggioranza dalla Camera”.

Nella foto: un momento delle ispezioni di ieri (fonte Occupy Green Hill).

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3 Commenti

  1. E’ certo che sono in regola, come criminali ben s’intenda.
    Al professor Garattini qualcuno dovrebbe spiegare che meno del 27% degli animali utilizzati a scopi di sperimentazione (questi ancora sperimentano, come cazzo siamo messi nel 3000… manco avessero appena scoperto l’Empirismo!) sono utilizzati per “la ricerca medico-scientifica” quindi potrebbe benissimo evitare di frignare e piangersi addosso come un poppante e smetterla di propagandare a favore di una dottrina scientifica la cui ragione di esistenza è solamente il bieco lucrare a spese di tutti, persone, animali e ambiente.
    Grazie!

    Ah dimenticavo, VAFFANCULO GREEN HILL!

  2. Spero venga fatta un po’ di giustizia. la sperimentazione animale è inutile i coglioni nasceranno sempre come esiste garattini 🙁

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