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Lentate sul Seveso: l’allevamento coi cani morti nei sacchi

È una tra le gallerie di foto più dure mai pubblicate, quella proposta ieri da Geapress a corredo della notizia relativa all’ennesima struttura lager per animali.

Questa volta la notizia arriva dalla provincia di Monza e Brianza, a Lentate sul Seveso, dove è stato individuato un allevamento/pensione in cui erano accatastati sacchi dell’immondizia in cui erano rinchiusi numerosi animali morti e ormai in decomposizione.

La pensione dell’orrore, che si proponeva anche come allevamento di Pastori Tedeschi, è localizzata in un terreno agricolo di 14.000 metri quadrati ed è dismessa da almeno un anno. Il problema, secondo il titolare, è relativo allo smaltimento delle carcasse ed è evidente che parlare di “problema” sia quasi un eufemismo, dopo quanto documentato dalle forze dell’ordine.

Il termine “disastro” è infatti molto più calzante.

Nella mattinata di ieri sono intervenuti nell’area il personale dell’ASL, le guardie ENPA e gli agenti della Polizia Provinciale. Nella struttura sono stati ritrovati i resti di almeno 11 Pastori Tedeschi, abbandonati senza un minimo di decenza nell’afa di luglio, ricoperti di larve e mosche.

I cani erano morti da tempo e comunque in momenti diversi: molti dei corpi erano infatti avvolti dalle ragnatele.

Le forze dell’ordine hanno ritrovato anche due frigoriferi, spenti, nel quale erano stati accumulati i cadaveri di una ventina tra cani e gatti, tutti in avanzato stato di decomposizione.

Sul posto sono stati individuati anche 13 gatti ancora in vita e ormai ridotti all’ombra di sé stessi: sono stati presi in carico dalle guardie zoofile e le loro condizioni non sono affatto buone. Gli animali, ricoperti di piaghe e ferite, erano costretti a vivere tra le proprie feci.

I corpi senza vita erano perlopiù rinchiusi all’interno di sacchi dell’immondizia dai quali fuoriuscivano liquami nauseabondi e larve di mosca.

Non sono chiare, al momento, le cause della morte e sarà pertanto necessario effettuare i dovuti esami oltre alla ricerca di eventuali microchip.

L’intervento delle forze dell’ordine è stato richiesto da alcuni cittadini della zona a causa degli odori insopportabili che provenivano dalla struttura.

Per il titolare si profila l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali aggravato dall’emergenza sanitaria.

Nella foto: un particolare di quanto documentato dalle forze dell’ordine (fonte Geapress).

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2 Commenti

  1. Il titolare di quell’allevamento dovrebbe essere in galera da tempo! Ma, come al solito, e purtroppo il mondo e soprattutto l’Italia continua ad essere dei furbi.

  2. no scusate, e quindi cosa subiranno i titolari? “Per il titolare si profila l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali aggravato dall’emergenza sanitaria”…e quindi? Il nulla, al solito: che rabbia!

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