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Olbia: cuccioli appena nati percossi, chiusi in un sacchetto e gettati via

Degli undici cuccioli di cane appena nati e già sottoposti a violenze, solo tre sono ancora in vita. A denunciare l’ennesimo abuso nei confronti degli ultimi tra gli ultimi, l’associazione LIDA Olbia.

La vicenda, riportata anche da Geapress, è stata resa nota lo scorso 7 luglio: undici cani neonati sono stati ritrovati all’interno di un sacchetto di plastica nera abbandonato in un cassonetto di via Vittorio Veneto, ad Olbia. Non solo: tutti i cuccioli, prima di essere gettati via, erano stati oggetto di pesantissime violenze. Sbattuti contro il muro per ucciderli, o forse bastonati.

A ritrovarli, due turisti che si trovavano a passare nei pressi del cassonetto e che hanno immediatamente avvisato i volontari di LIDA Olbia.

La situazione è apparsa fin da subito gravissima e, al momento attuale, solo tre degli undici cuccioli sono ancora vivi.

È probabile che il responsabile dell’atto di violenza sia una persona del posto, che ha deciso di sbarazzarsi così di una cucciolata non voluta e causata, come sempre, dalla mancata sterilizzazione.

Purtroppo non è un evento raro – al contrario, soluzioni estreme come quella di uccidere i piccoli appena nati sono piuttosto comuni soprattutto in ambito rurale.

Sul sito ufficiale di Lida Olbia, un comunicato rilasciato dalla presidente Cosetta Prontu e le foto dei piccoli.

“Non so spiegare, non so trasmettere il dolore terribile di questo gesto. Queste creature non solo sono state strappate alla madre ma anche tramortite, sbattendole chissà dove. Un gesto che è imperdonabile e che solo un folle può fare. È la violenza a colpirmi”.

Inevitabile il richiamo agli abusi tanto condannati in altri Paesi, come Spagna, Romania e Ucraina, ma da cui neppure l’Italia è esente.

“Tutto questo succede in altre nazioni e noi ci prodighiamo affinché l’olocausto degli animali finisca, ma tutto questo sta accadendo anche nella nostra meravigliosa e bellissima Olbia. Dobbiamo fermare questo massacro. Lottiamo affinché le campagne di sterilizzazione fermino questi massacri. Porterò il pianto di queste creature a conoscenza dei dirigenti della Regione Sardegna per sbloccare i due milioni di euro fermi dal 2008. Voglio sapere dove sono finiti. Le istituzioni devono rendersi conto che il massacro si può fermare solo con le sterilizzazioni dei cani di proprietà, di quelle famiglie che non possono farlo. Dobbiamo cambiare la mentalità di questi soggetti pericolosi per se stessi e per la nostra società, dobbiamo risvegliare le coscienze. Il randagismo cesserà solo se ci batteremo per la sterilizzazione. Noi, come LIDA Olbia, abbiamo già preso una denuncia per aver sterilizzato gratuitamente 188 animali e siamo pronti a prenderne un’altra”.

Foto: i tre cuccioli superstiti (fonte LIDA Olbia).

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6 Commenti

  1. Non ho più parole. E non provo più nemmeno rabbia.
    Ho lacrime… Mi sento amareggiata, triste, impotente di fronte a tanta crudeltà.
    Tutto questo MALE, alla fine, diventa il mio stesso male. Respiro e bevo la malignità e la crudeltà umana che mi circonda… di esse mi avveleno il sangue ed il cuore.
    Nessuna parola… solo lacrime.

    M.

  2. Sterilizzazioni obbligatorie!!!!!!

  3. povere piccole creature, appena nate e già abusate… E’ incredibile che a subire una denuncia sia chi si prodiga per il rispetto della vita e che i mostri che fanno gesti tremendi come questo restino impuniti… e tutto con il beneplacito delle autorità locali che non fanno nulla di concreto per aiutare a combattere una mentalità malata e pericolosa…

  4. …la vera bestia è l’uomo, sapere che sulla terra c’è questo essere ☠ fa paura…

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