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L’esecuzione di Lennox: tante voci, niente di ufficiale

Il popolo della rete è in fibrillazione assoluta per le voci che continuano a rincorrersi in merito alla sorte di Lennox, il cane di Belfast condannato in base alla Breed Specific Legislation e in lista soppressione per la giornata di oggi o domani (non sono mai arrivate conferme neppure su questo punto).

Nelle ultime due ore si sono diffuse versioni contrastanti relativamente a quanto sta accadendo a Belfast: la prima, ora oscurata, relativa al decesso del cane. La seconda, ancora attuale al momento in cui scriviamo questo articolo, relativa alla possibilità di revisione del caso, ossia alla possibilità di apertura di un altro fascicolo per la corte che possa valutare la ricollocazione di Lennox negli Stati Uniti.

Nessuna notizia è, per ora, stata confermata dalla famiglia di Lennox o dagli organi ufficiali.

Quello che è sicuro è che la manifestazione tenutasi oggi a New York in favore di Lennox e il polverone mediatico sollevato dalle proteste in internet ha probabilmente colto alla sprovvista il Belfast City Council, che mai come adesso si sente nell’occhio del ciclone.

Ma va specificato che nessuno, dal Belfast City Council, dichiara nulla.

In mattinata numerose telefonate sono state indirizzate agli uffici del BCC da ogni parte del mondo: l’obiettivo era affermare con forza la propria disapprovazione in merito all’eutanasia di Lennox.

I dipendenti del Belfast City Council hanno perlopiù reagito riattaccando il telefono senza commenti o rispondendo in maniera robotica, senza fornire informazioni di rilievo.

Il gioco della patata bollente si è fatto più che mai serrato nella giornata di oggi: il BCC ha continuato ad affermare attraverso i suoi dipendenti che la questione non era più nelle loro mani, dirottando i chiamanti su vari dipartimenti o interrompendo le telefonate.

Solo una donna, la californiana Sasha Sabbeth, è riuscita a parlare con il segretario del Procuratore Generale dell’Irlanda del Nord John Larkin.

La donna ha subito condiviso la sua conversazione con gli altri supporter di Lennox in Facebook: “Ho appena parlato con l’ufficio di John Larkin. Ho parlato con una donna che risponde al telefono per lui. Mi ha detto che non pensa che il loro sia l’ufficio giusto, e che sa se Larkin sia la persona con cui discutere del caso, ma che farà qualche ricerca e mi farà richiamare. Le ho dato il mio numero”.

La Sabbeth ha poi provveduto a contattare l’Alta Corte dell’Irlanda del Nord: “Ho avuto una lunga e bella conversazione con George Richardson dell’High Court Northern Ireland Courts and Tribunal Service. Ha detto che tutto è esclusivamente nelle mani del Belfast City Council. Crede che sia ingiusto e frustrante che il Concilio di Belfast dirotti i chiamanti al suo ufficio. Ha suggerito che io richiami il BCC e chieda di parlare con qualcuno del loro team legale che determini quali casi vadano presi in considerazione. Abbiamo parlato dell’ovvio… ossia che il Concilio stia coprendo il fatto che Lennox sia già morto o in condizioni così gravi da non poter essere mostrato. Sono ora al telefono col Belfast City Council… mentre mi trasferiscono ai servizi legali. Pregate con me. Vi prego”.

Sasha è successivamente riuscita a parlare con una certa Lisa, che si stava occupando del caso. La signorina Lisa del Belfast City Council è stata, a detta di Sasha, particolarmente sgarbata e ha cercato di dirottare la chiamata nuovamente su George Richardson. A quel punto, la Sabbeth le ha fatto presente di aver appena parlato con lui e di sapere perfettamente che la decisione spetta al Belfast City Council. Approfittando di un momento di silenzio della donna, la Sabbeth ha educatamente ribadito di prendere in considerazione l’idea di ricollocare Lennox negli USA.

La telefonata si è comunque conclusa in maniera fredda e sbrigativa ma Sasha Sabbeth, dalla California, è riuscita a muovere qualche passo in più e soprattutto a mettere in luce, per l’ennesima volta, quella che ormai pare l’assoluta malafede del Concilio di Belfast sul caso.

Dopo la telefonata col BCC, la donna ha fatto di più: ha richiamato George Richardson.

“Passi avanti! Ho richiamato George Richardson che lavora nell’Alta Corte del sistema giudiziario. Gli ho riferito della mia conversazione con Lisa del BCC. Gli ho detto che Lisa insisteva che ogni decisione riguardava l’Alta Corte e non loro. Gli ho poi chiesto se qualcuno del suo ufficio poteva chiamare il Belfast City Council, parlare con questa Lisa e capire se per caso c’è un problema di comunicazione tra i loro uffici perché sembra esserci la percezione, da parte del BCC, che solo l’Alta Corte abbia potere verso Lennox, a questo punto. George ha risposto che avrebbe parlato con il suo team legale per vedere che poteva fare. Mi ha spiegato di dover fare molta attenzione perché non poteva chiamare un’agenzia governativa dando ordini. Gli ho risposto che capivo perfettamente. Comunque, è evidente che il BCC non si rende conto di essere l’istituzione che tiene in mano le carte per la questione di Lennox”.

Sasha continua: “Gli ho detto che Victoria Stilwell è a Belfast e che è pronta a prendere Lennox, ma che il Concilio non le vuole parlare, né vederla. Ho suggerito che forse lui stesso poteva ventilare al BCC la possibilità di ricollocare il cane fuori dall’Irlanda del Nord, e che il BCC ha il potere di presentare un altro fascicolo alla corte”.

Incredibilmente, George Richardson ha mantenuto la parola data e ha poi ritelefonato a Sasha: “Mi ha detto di aver chiamato il BCC e di aver spiegato loro che l’Alta Corte non ha potere, a questo punto, che solo loro possono presentare una nuova applicazione per il caso. Ha anche menzionato di essere cosciente che esiste la possibilità di ricollocare Lennox in una nuova casa”.

Il lavoro svolto da Sasha Sabbeth, che mai prima di oggi aveva fatto una telefonata oltreoceano, è stato importantissimo perché è riuscito a smuovere qualcosa.

Nel pomeriggio, poi, i due opposti scenari hanno cominciato a diffondersi: da una parte molti status di Facebook che parlavano dell’avvenuta esecuzione di Lennox (ma poi, dopo le serrate proteste sulle mancate conferme ufficiali, tutte le informazioni sono state rimosse), dall’altra, l’impercettibile spiraglio di speranza creato dal lavoro di Sasha Sabbeth, grazie al quale un membro dell’Alta Corte ha contattato il BCC suggerendo chiaramente di presentare un nuovo procedimento per il cane.

Un paio d’ore fa Peter Robinson, attuale Primo Ministro dell’Irlanda del Nord, avrebbe indicato di aver chiesto a Michelle O’Neill, ministro del Dipartimento dell’Agricoltura e degli Affari Rurali di rivedere il caso di Lennox con “urgenza”.

Queste sono, al momento, le informazioni di cui siamo a conoscenza ma NULLA E’ CONFERMATO, anzi: la pagina Facebook Boycott Belfast ha appena dichiarato che NESSUNA AMNISTIA E’ STATA GARANTITA, e che si tratta solo di voci di corridoio.

Ed è corretto comunque specificare che revisione del caso non significa grazia, che amnistia non significa rilascio: in pratica, Lennox non è libero né si trova fuori pericolo.

Ma la risonanza mediatica del caso è stata, soprattutto nella giornata di oggi, inimmaginabile.

È importante non prendere le voci di corridoio che si accavallano l’una sull’altra come verità assolute, soprattutto perché, lo ribadiamo, al momento attuale non esiste alcuna conferma da parte della famiglia di Lennox né dalle istituzioni di Belfast.

Abbassare la guardia in un momento come questo, sedendosi sugli allori e allentando il pressing per ottenere la salvezza per il cane potrebbe significare, paradossalmente, condannarlo.

L’attenzione deve rimanere altissima, bisogna continuare a lottare attraverso le petizioni, l’informazione, l’invio delle email, la condivisione. Come gente comune, possiamo solo fare vedere che di Lennox ci importa.

Per scoprire tutto quello che potete fare per questo cane, se non lo avete già fatto, andate a questo link e scorrete a ritroso ogni articolo. Prendetevi del tempo. In ogni news troverete una “call to action”, ossia un’azione che potrete compiere per aiutarlo.

Noi vi aggiorneremo nuovamente non appena avremo informazioni certe.

Pagine Facebook di interesse per rimanere aggiornati su Lennox:

// Boycott Belfast

// The Lennox Law Campaign Page

// Free Lennox Protest NYC

// Victoria Stilwell

// Save Lennox

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4 Commenti

  1. RITENGO ASSURDO CHE UN CANE, SOL PERCHE’ RASSOMIGLI AD UN PIT ,SIA MOTIVO FOLLE DI TENERLO CHIUSO (KISSA’ IN CHE MODO ATROCE) PER BEN PIU’ DI 700 LUNGHISSIMI GIORNI …!!!!! IL POVERO E DOLCISSIMO LENNOX PER ME E’ STATO SOPPRESSO DA MOLTISSIMO TEMPO …DIVERSAMENTE CI TROVIAMO DI FRONTE AD UNO STATO COMANDATO DA UOMINI ” SCHIZOFRENICI E SCHLEROTICI “…!!! SPERO CHE I RESPONSABILI CHE ABBIANO “CONSUMATO ” QUESTO INGIUSTO OLOCAUSTO SIANO CONDANNATI, IN PRIMIS, SULLA SEDIA ELETTRICA…..MA DOPO AVER MOLTIPLICATO PER 7OO VOLTE I GIORNI CHE HANNO TENUTO PRIGIONIERO UN POVERO ESSERE VIVENTE INDIFESO E CHE NN HA MAI COMMESSO NESSUN REATO…!!!! VERGOGNA….!!!!
    Anita

  2. Quello che mi fa più male pensare è non solo che l’abbiano già ucciso ma che gli abbiano fatto passare le pene dell’inferno. Non bisogna abbassare l’attenzione e cerco di continuare a sperare che sia vivo e che possa avere una nuova vita (sempre che superi i traumi che gli hanno provocato)..
    In ogni caso occorre battersi a livello mondiale affinchè questa legge nazista!!! BASTA!!

  3. secondo me lennox è morto da un pezzo, e adesso l’hanno condannato a morte e fingeranno una rapida esecuzione per coprire o giustificare quello che sti bastardi hanno fatto da un pezzo.

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