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Vivisezione: passa il sì all’articolo 14, ma le cose cambieranno o no?

Il senatore Giovanardi è saltato sulla sedia al passaggio del sì all’articolo 14 al Senato. E poi ha ribadito la sua posizione profondamente antropocentrica e profondamente antianimalista: la salute delle persone viene prima di quella degli animali.

Nella giornata di ieri, a seguito della discussione al Senato sulla regolamentazione della sperimentazione animale, il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha ribadito il sì già espresso dalla Camera.

Le votazioni, che si erano arenate nelle scorse settimane, hanno preso quella che per molti deputati pro-vivisezione è stata una piega inaspettata e sconcertante. E hanno soddisfatto altri senatori.

La senatrice Silvana Amati dichiara: “In qualità di coordinatrice per il Pd dell’ambito salute e tutela degli animali esprimo grande soddisfazione. (…) Le parole che ha pronunciato il ministro ricordano come il testo votato alla Camera sia stato un punto di equilibrio alto, ottenuto dopo un’approfondita discussione nelle Commissioni di merito. Se ora ci si atterrà alle indicazioni del Governo (…) il testo che uscirà dalla commissione Politiche UE darà valore finalmente alla Carta di Lisbona, nella quale si riconoscono gli animali quali esseri senzienti, portatori di diritti e non oggetti e verranno chiusi allevamenti della morte”.

“Contrariamente alle tante dichiarazioni che strumentalmente hanno teso ad alimentare la convinzione che questa norma impedirebbe la buona ricerca”, continua la senatrice, “resterà la possibilità, come dichiara il testo, sia per le ricerche finalizzate alla salute dell’uomo, sia per gli studi relativi alla farmacopea nazionale e internazionale, di poter lavorare con la sperimentazione animale in base ai principi della direttiva europea, previa autorizzazione del ministro della Salute, sentito il Consiglio superiore della Sanità”.

E qui sta il nocciolo della questione. Il sì all’articolo 14 è senz’altro un buon inizio, ma cambia davvero qualcosa?

Mettendo da parte per un istante la possibilità di una procedura di infrazione da parte dell’Europa (poiché l’Italia avrebbe dovuto rendere chiare le sue indicazioni in UE entro e non oltre il novembre 2010), le decisioni prese ieri dal Senato NON cancellano la vivisezione e NON porteranno necessariamente alla chiusura di Green Hill.

La difficoltà interpretativa della legge, infatti, preoccupa non poco il fronte antivivisezionista: seppure l’articolo 14 di fatto vieta l’allevamento di cani, gatti e primati ai fini sperimentativi su tutto il territorio nazionale, tale divieto è strettamente collegato ad altri dettagli dello stesso articolo (la lettera B). Cosa significa? Significa, in pratica, che l’allevamento di animali per la ricerca è vietato “a meno che non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte, condotte in conformità ai principi 2010/63/UE del Parlamento Europeo”. Tantopiù che l’articolo 14, anche se approvato, non è una legge, ma al massimo un criterio direttivo. Molto fumo, quindi, ma quanto arrosto?

Sono in molti a pensare che l’articolo 14 da solo non sarà assolutamente sufficiente a chiudere strutture come Green Hill.

In ogni caso, il sì pronunciato ieri ha scatenato le ire e le proteste di svariati personaggi del mondo politico italiano. Oltre all’onnipresente Giovanardi, che in maniera un filino melodrammatica ha parlato addirittura della presunta “uscita dell’Italia dalla ricerca scientifica”, si è pronunciato il senatore Ignazio Marino (Pd), per il quale l’Italia andrebbe addirittura contro le Nazioni Unite e contro i canoni scientifici universalmente riconosciuti.

Sconcertati dalla virata pseudo anti-vivisezionista sono stati anche il senatore Castro (PdL) che parla di “abdicazione del governo al ruolo di difesa di fondamentali interessi nazionali nel campo della ricerca scientifica” (frase traducibile con un più terra terra “tanti soldi”), il senatore D’Ambrosio Lettieri, le senatrici Bianconi (PdL) e Boldi.

Una volta calato il polverone di questa bagarre senatoriale, cosa resterà di utile e pratico ai fini antivivisezionistici italiani? Se gli stessi governanti fingono di non conoscere l’efficacia delle modalità delle ricerche alternative, resta ancora molta strada da fare.

Foto: vivisezione (repertorio. Fonte: PETA).

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8 Commenti

  1. Una Buona notizia ma ciò non toglie che questi personaggi siano dei pezzi di merda..

  2. E’ già un buonissimo inizio!

  3. Come di consueto i politici italiani parlano senza cognizione di causa e mostrano di parlare per preconcetti e senza conoscere la materia… Sono davvero scandalosi, ignoranti ed inutili!
    Bisogna continuare a lottare affinchè il muro d’ignoranza venga abbattuto e milioni di creature innocenti siano salvate.
    Ricordiamoci sempre che dietro a questa presunta scienza c’è solo business e che nessuna vita umana è mai stata salvata nè mai lo sarà grazie alla vivisezione.
    E se anche fosse, come affermava Hans Ruesch, io non vorrei essere salvata a discapito della vita di un cane, di una scimmia, di un gatto, di un topolino o di qualsiasi essere vivente che ha lo stesso diritto alla vita di qualsiasi umano.

  4. BOLOGNA ENRICO

    IL SENTORE GIOVANARDI FACCIA IN FRETTA A RIVEDERE LA SUA POSIZIONE,PERCHE RISCHIA DI SALTARE,MA NON SULLA SEDIA,IN ARIA!!

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