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[VIDEO] Ucraina, dai cani agli orsi: nuovo video di denuncia di Andrea Cisternino

Il delegato OIPA a Kiev Andrea Cisternino è ben cosciente che il suo lavoro di denuncia non è terminato con i sanguinosi campionati Euro 2012.

Gli europei, che hanno significato la morte a colpi di veleno, pallottole, botte e forni crematori mobili di oltre 25,000 cani randagi, sono finiti con la coerente vittoria di una nazione – la Spagna – che non rappresenta certo un esempio da seguire in termini di trattamento degli animali. E l’Ucraina, comunque, non sembra intenzionata a fermare il flusso di violenze ai danni delle creature non umane. Tanto Euro 2012 è servita a dimostrare che, a livello pratico, la si passa comunque liscia e che in fondo, dei randagi, non importa poi a molti.

Dopo la promessa a mezza bocca da parte delle istituzioni di riabilitare gli orsi della vodka, qualche giorno fa, in un tentativo maldestro e tardivo di apparire più civili, l’Ucraina è ora nuovamente nell’occhio del ciclone.

Non è bastato il documento fornito da Vier Pfoten in merito al “rapimento” di un cucciolo di orso per farne una mascotte fotografica per i turisti (qui la notizia): ora Andrea Cisternino fornisce nuove prove in merito allo scandaloso trattamento degli orsi in un circo attendato a Kiev, dove il delegato OIPA vive e lavora.

Girato domenica scorsa, mentre Italia e Spagna si disputavano la finale, il video di Cisternino mostra gli orsi costretti in scatoloni in cui non riescono neppure a muoversi, a girarsi, oppure in gabbie singole in cui gli animali, sofferenti e arrabbiati, vivono una vita fatta di privazioni e sofferenze.

Uno dietro l’altro, gli orsi circensi ucraini non sembrano esseri viventi quanto piuttosto oggetti di scena, di cui non è necessario preoccuparsi: se uno si rompe, si fa presto a trovarne un altro.

Questi animali, in maniera assai simile agli orsi della bile cinesi, vengono catturati nelle foreste quando sono ancora piccolissimi. La caccia all’orso non è vietata in Ucraina (ovviamente) e seppure la vendita delle prede ai privati sarebbe, teoricamente, punibile per legge, la sorte toccata all’orsetto filmato da Vier Pfoten, passato di mano da uno zoo ad un fotografo, dimostra che si può sempre chiudere un occhio davanti alla sofferenza degli animali.

I piccoli orsi destinati ai circhi ucraini sperimentano, prima ancora della vita di dolore all’interno delle minuscole gabbie, l’uccisione della propria madre per essere catturati con maggiore facilità.

Poi, a colpi di bastonate, calci e coercizioni, vengono “addestrati” a ballare per la gioia degli astanti. E, naturalmente, vengono sempre tenuti al guinzaglio e con la museruola sul muso, spesso privati di zanne e artigli, perché sono “bestie”, e come tali pericolose.

Andrea Cisternino è giustamente indignato: “Alla fine per questo Europeo ucraino si è passati sopra ad ogni cosa per il business. Mi sembra che i signori calciatori e i loro padroni se ne siano fregati di molte cose, non solo dei randagi ‘sporchi e schifosi’. Questo Euro 2012 è finito, ma quanto schifo si è tirato dietro! Rimarrà sempre un Europeo segnato da sangue e violenze ed è per questo che continuerò la mia denuncia”.

Lo scorso 24 giugno, intanto, anche qualcuno “del settore” ha speso qualche parola su quanto accaduto: è stato il radiocronista e redattore di RadioUno Riccardo Cucchi a rompere il silenzio mediatico caduto come una coltre sull’intero evento.

“La presenza di questi cani randagi, secondo i dirigenti della UEFA, avrebbe disturbato il regolare svolgimento dell’Europeo di calcio e, dunque, i dirigenti hanno fatto pressione sul governo ucraino affinché questo fenomeno fosse ridotto”, ha dichiarato Cucchi. “È del tutto evidente che, non esistendo la cultura della sterilizzazione, del ricovero di cani randagi in appositi canili, in Ucraina si è ricorso con metodi molto brutali all’eliminazione di 30mila cani randagi. Chi ha fatto qualche viaggio su internet avrà visto sicuramente immagini raccapriccianti”.

“Io credo sia giusto denunciare. Anzi, la nostra responsabilità di operatori dell’informazione è proprio quella, e cioè di non nascondere le notizie e purtroppo credo che su questo non tutti abbiamo fatto il nostro dovere. Il calcio non deve essere complice di fenomeni così crudeli come quelli di cui stiamo trattando”.

Cucchi ha concluso definendo il massacro dei randagi “una strage di innocenti” e ha definito UEFA e governo ucraino “particolarmente insensibili”.

È giusto specificare che anche durante Euro 2012, ossia mentre i tifosi riempivano gli stadi e i telespettatori rimanevano incollati agli schermi, le uccisioni non si sono fermate. Sono state perpetrate a colpi di mazza e corde per impiccare, di sacchetti di plastica per asfissiare. I corpi senza vita degli animali sono stati gettati nelle fosse comuni.

L’Ucraina, spavalda nelle sue azioni, ha fatto e continua a fare tutto ciò per cui sa che resterà impunita.

Di seguito: il video di denuncia di Andrea Cisternino.

Nella foto: le stragi avvenute mentre si giocavano le partite (foto di Andrea Cisternino).

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3 Commenti

  1. ma quando e dico quando i cosidetti ESSERI UMANI rabbrividisco a definirli cosi perchè si ci sono persone come andrea e tanti altri che sono da ammirare e a loro dico grazie di cuore per quello che fanno per i cani e ora per gli orsi questi per me sono solo MERDAma perchè non ci vanno loro nelle scatole che poi il più grande spettacolo glielo faccio anch io

  2. Se la UEFA è connivente, anzi addirittura è il mandante delle stragi DEVE pagare. I responsabili DEVONO pagare. Le associazioni animaliste dovrebbero denunciare e, nelle apposite sedi, far valere le ragioni degli innocenti massacrati.
    Ma chissà com’è anche le associazioni più grosse fanno orecchie da mercante. Come si dice finita la festa gabbato il santo… e si continuerà a massacrare.
    Sinceramente spero solo in una giustizia più alta. Prima o poi può sempre esserci un’altra Chernobyl…

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