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Palermo: anonimi aguzzini impiccano, avvelenano, lapidano, affogano i randagi

Tra Carini e Montelepre, in provincia di Palermo, si è consumata nelle scorse ore una vera e propria strage di randagi ad opera dei soliti, anonimi aguzzini.

La notizia comincia a circolare su Facebook circa quarantotto ore fa, con un appello disperato dei volontari di zona: “A Palermo, in provincia, vogliono avvelenare tutti i cani randagi per diminuirne il numero. Già stamane in campagna, due nostri membri della famiglia ne hanno trovati sette morti avvelenati, uno ucciso con il fil di ferro e uno impiccato”.

Seguiva la fotografia che riportiamo in apertura di articolo.

Altre fotografie e altri dettagli sulla strage sono stati riportati nella giornata di ieri da Geapress, che definisce “incerto” il numero di randagi uccisi, ma certamente più alto di dieci.

Le modalità delle uccisioni sono particolarmente brutali: cani annegati nel fiume, impiccati col fil di ferro, obbligati all’agonia col veleno, persino lapidati.

LIDA Palermo conferma il fatto – anche perché erano proprio i suoi volontari ad occuparsi di quei randagi, opportunamente sfamati e accuditi ogni giorno. Non erano cani pericolosi: erano solamente cani che vivevano per la strada, sfortunati e senza casa. Chiunque abbia infierito su di loro è colpevole due volte, vigliacco due volte, due volte un piccolo uomo.

Sono state, come sempre, fatte le segnalazioni di rito a Carabinieri e ASP competente. Non ci si aspetta molto in termini di individuazione e punizione dei colpevoli.

I volontari LIDA sono disperati ed esausti.

Dichiarano a Geapress: “Siamo stanchi di dover assistere ad ennesimi spettacolo agghiaccianti e di dover sollecitare ininterrottamente, ma con scarsi risultati, interventi ed attenzioni per i nostri animali”.

Tra tutti gli animali colpiti, solo una cagnetta è stata ritrovata ancora viva: ricoverata d’urgenza, dovrebbe riuscire a sopravvivere. Si trova all’ambulatorio veterinario Soclate di Carini e pare sia fuori pericolo.

Quanto accaduto a Palermo mette in mostra, sebbene non ce ne sia bisogno e per l’ennesima volta, l’assoluta assenza dei Comuni e del controllo territoriale da parte delle istituzioni costituite e pagate per vigilare, soccorrere, aiutare. Gli animali sopravvivono solamente perché privati cittadini e volontari di associazioni animaliste si prendono cura di loro.

E poi muoiono per mano di “persone”, se così si possono chiamare, che sanno di potersi muovere tranquillamente. Tanto le punizioni difficilmente arriveranno.

Nelle foto: alcuni degli animali ritrovati morti in provincia di Palermo (fonte) e l’esemplare impiccato col fil di ferro (fonte Geapress).

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7 Commenti

  1. marco giunio bruto

    Non mi vengono in mente tante parole.Solo.due parole: FATE SCHIFO!!! Siete degli esseri spregevoli chi vi conosce dovrebbe evitarvi come la peste.Sietea vergogna della Sicilia!

  2. bisogna che i comuni ma soprattutto lo stato faccia leggi più severe in riguardo a questi assurdi omicidi e anche chi vede queste cose denunci questi mostri perchè solo mandandoli in galera forse comprenderebbero il danno che hanno fatto se si tace sempre i mostri si sentiranno liberi di continuare e ciò è sbagliato

  3. Sono reati ingiustificati quelli commessi sugli animali,sono profondamente offese alla natura e alla vita e chi abusa degli animali dovrebbe essere giustiziato.

  4. Se esistesse una pena di morte o una condanna a vita…in Italia,chi sfoga la sua rabbia e la sua cattiveria su esseri indifesi e innocenti,ci penserebbe due volte prima di agire.
    Luisa

  5. e’ ovvio che nessuna punizione sara’ inflitta.del resto se agiscono cosi’ e’ perche’ gli aguzzini lo sanno bene.la verita’ e’ che se circolava la voce,significa che volendo si sarebbe potuto risalire ad essi,ma evidentemente ancora una volta l’omerta’ ha la sua giustificazione…in una cultura che ancor oggi copre reati e misfatti di ogni genere,e arriva addirittura a giustificarli!

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