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Pian Shan Kong, l’artista cinese che chiede perdono ai cani divorati

In una terra come la Cina, durissima nel suo trattamento degli animali, priva di qualsivoglia legge sul maltrattamento, è difficile essere attivisti, antispecisti, supporter dei diritti per gli animali.

Eppure gli attivisti cinesi ci sono, sono in crescita e ogni giorno si battono per mettere fine all’orrenda accozzaglia di crimini (più disparati) che avvengono sistematicamente nel loro Paese.

Uno di questi attivisti è il quarantenne Pian Shan Kong, già diventato famoso per essersi chiuso nudo in gabbia, qualche tempo fa, per protestare contro il consumo della carne di cane in Cina.

Qualche giorno fa abbiamo avuto modo di parlare del reportage preparato dagli attivisti cinesi proprio sull’uccisione e sul consumo di cani e gatti all’interno del “Festival della carne di cane” di Yulin, città della provincia di Guangxi.

Proprio in occasione di questo evento, un gruppo di animalisti guidati da Pian Shan Kong si è recato al mercato e si è inginocchiato in lacrime di fronte ai corpi degli animali uccisi, confessando i peccati della sua gente e chiedendo perdono.

La campagna, di forte impatto emotivo soprattutto quando osservata dall’Occidente, dove mangiare i cani è considerato un sacrilegio (ma non mangiare le mucche, i maiali, i cavalli, che soffrono ugualmente nello stesso modo…), è stata particolarmente ostica a Yulin: gli astanti, i macellai, i cuochi, ridevano della performance di Pian Shan Kong.

Per questa particolare regione della Cina, il consumo di carne di cane e gatto rimane socialmente accettabile soprattutto durante l’estate: l’usanza, vecchia di migliaia di anni, ha ancora oggi i suoi appassionati nonostante da tempo si cerchi di sensibilizzare la popolazione in merito ad un trattamento diverso degli animali.

I cinesi che adottano o acquistano cani come animali da compagnia sono in aumento, e questo fortunatamente crea un’accelerata esponenziale alle proteste ogniqualvolta vengono tenuti festival come quello di Yulin. Ovviamente non è abbastanza, e c’è ancora molto da fare.

Ma è importante che la sensibilizzazione di un popolo avvenga soprattutto dall’interno, dalle sue fondamenta. Solo in questo modo si può sperare che le nuove generazioni ragionino diversamente, e agiscano diversamente.

Pian Shan Kong si è inginocchiato e ha recitato: “Confesso sinceramente i peccati umani nel crudele trattamento degli animali”. Per questo artista si è trattata della diciottesima manifestazione al Festival della carne di cane di Yulin. Sono tre anni che gira la Cina cercando di sensibilizzare tutti coloro che incontra.

All’ultimo evento, i suoi cartelli recitavano: “Non mangiate carne di cane con cuore pacifico” e “Ogni vita vale allo stesso modo”.

Ovviamente le proteste non sono servite a fermare la festa, che è iniziata lo scorso 21 giugno e terminata proprio in queste ore, con oltre diecimila cani uccisi per rimpinzare lo stomaco degli astanti.

Lo scorso 18 giugno, gli attivisti cinesi si sono recati a parlare con le istituzioni locali: il loro obiettivo è fermare l’edizione 2013 del Festival della carne di cane.

Nella foto: l’artista chiede perdono agli animali uccisi (fonte).

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12 Commenti

  1. Onore a questo artista ed ogni bene! <3

  2. un abbraccio a questo attivista coraggioso!

  3. Io sono “occidentale” e non mangio vitelli, conigli, cavalli, maiali, agnelli. Quindi la si dovrebbe smettere di torturare gli animali, almeno i mammiferi che sono più sensibili, per iniziare.

  4. perchè noi occidentali che mangiamo vitelli, conigli, cavalli (uccidendoli nello stesso modo) tarocchiamo DI TUTTO, e se non prendiamo noi roba tarocca la COMPRIAMO, da noi che ci stupiamo quando i nostri carcerati muoiono “improvvisamente” pestati a sangue, noi che guidiamo guerre che uccidono milioni di persone, noi che diritti abbiamo?

  5. la lotta sarà molto dura,solo uno è in ginocchio il resto ride di lui triste molto triste!

  6. Guardiamo da tempo, gli esseri con gli occhi amandorla, ci meravigliona per la genialita’ con cui falsificano tutto e violano ogni regola e diritto, cosa ci si puo’ aspettare da un popolo che mangia “tutto quello che vola e tutto quello che striscia a terra”.Un popolo che mangia i suoi cani e maltratta i suoi carcerati, con quale diritto si siede a discutere di pace con i grandi della terra, che gia’ di loro non sono per niente candidi.

  7. gennaro ma lui è un attivista e NON mangia carne, chiede perdono per i suoi connazionali!

  8. NON ABBIAMO BISOGNO DEL TUO PERDONO PENA DI MORTE

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