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Nuovo scandalo canile Pantigliate: rifiuti pericolosi e presunto eternit nel rifugio

Il canile Il Molino di Pantigliate ritorna nell’occhio del ciclone in merito allo scarico abusivo di rifiuti pericolosi provenienti dalla struttura.

Non è la prima volta che il canile Il Molino assurge ai disonori della cronaca per le modalità di gestione dei suoi cani – ben 200, attualmente – tanto che persino il settimanale Panorama, nel 2005, aveva dedicato alla questione un lungo e circostanziato dossier che ne metteva in luce le numerose ombre.

Negli scorsi giorni, una segnalazione anonima in merito allo scarico di rifiuti provenienti da Il Molino ha spinto i tecnici dell’Arpa e gli agenti della Polizia Provinciale ad effettuare un sopralluogo all’interno dell’azienda, che si occupa della custodia di cani per conto terzi e della ASL.

Gli specialisti, una volta sul posto, hanno rilevato incongruenze tra i documenti presentati dal gestore e l’effettiva realizzazione della struttura. È stato inoltre riscontrato il collegamento, tramite condutture abusive, di una parte dei ricoveri per cani e delle strutture annesse (ambulatorio veterinario) con una roggia poco distante. I proprietari del canile non erano in possesso di alcuna autorizzazione allo scarico dei rifiuti in acque superficiali.

All’interno del canile è stata rilevata poi la presenza di un deposito di lastre di presunto eternit, attualmente al vaglio degli esperti ARPA, di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi (batterie al piombo esauste, latte di vernice, televisori, rifiuti di legno e plastica) e di una cisterna di rifiuti vari.

Soltanto lo scorso aprile, UGDA, il Comitato Ufficio Garante degli Animali, aveva incluso il canile di Pantigliate nel suo dossier “L’Italia degli orrori: i canili lager”, così descrivendolo: “Alla struttura di Pantigliate le adozioni sfiorano percentuali da prefisso telefonico. È una fabbrica che accumula randagi a colpi di appalti al ribasso d’asta nei comuni, e che di recente ha avuto autorizzazione per diventare più grande”.

Secondo il dossier di Panorama datato 2005, invece, “Il canile il Molino di Pantigliate, a Milano è un vero collezionista di casi giudiziari. Celle piene di carogne, vermi, diarrea. I NAS sono inquilini abituali nei canili del signor Pietro Cirillo che dalle ASL e dai Comuni intorno raccoglie per due canili almeno 1,1 milioni di euro. In passato sono stati denunciati casi di maltrattamento e di inosservanza di norme sanitarie. I NAS, nel 2000, hanno sequestrato celle frigorifere con decine di carcasse di cani e altri animali. Alcune visite della ASL hanno evidenziato malattie tra i cani, come rogna, vermi, diarrea, pulci. Non vaccinano e non sterilizzano tutti i cani. Le gabbie sono anguste e vecchie, sporche, con animali nervosi. Non tutti gli ospiti del canile escono quotidianamente per la sgambatura” e concludeva con un perentorio: “trasparenza: insufficiente”.

A sette anni dall’inchiesta, ben poco sembra essere cambiato. E ci si chiede come possa essere possibile che 200 anime si trovino ancora in quella struttura.

Foto: repertorio (fonte).

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8 Commenti

  1. E cosa si può fare per farlo chiudere?

  2. Questo signore è protetto da quei bastardi dei vetrinari delle ASL e dai politicanti che gestiscono i nostri comuni. Alla fine degli anni 90 ho lottato come meglio potevo. I carabinieri già allora avevano trovato situazioni terribili,fra cui le lotte clandestine tra i cani e non lo hanno fatto chiudere, anzi ha sempre vinto gli appalti. E lo stesso discorso è per Zelo Buon Persico, stesso gestore.

  3. Trovo assurdo che un’azienda con un passato del genere gestisca, ad oggi, il canile!
    Ma in che vergogna di mondo viviamo?
    Basta con i canili dati ai privati, basta!!! Questi qua hanno fatto le peggiori cose e in cambio una bella pacca sulla spalla con la ASL che gli dice: embè, c’hai l’autorizzazione per 700 cani anzichè il limite di legge di 200.
    Il mondo va al contrario, ringraziamo le istituzioni compiacenti che permettono tutto ciò, la fama di questo specifico canile (come altri in Italia) è ben nota, sarebbe ora che chi ha sbagliato paghi.

  4. L’ennesimo scandalo in questo canile!!! Ma le autorità dove sono? I comuni? Le Asl? Per loro va sempre tutto bene? Chi ha autorizzato la licenza per la detenzione di 700 cani??? Forse adesso qualcosa si muoverà, visto che si tratta anche della salute dei cittadini… Di quella dei cani, evidentemente, non importa nulla a nessuno. In presenza di eternit saranno pieni di tumori…

  5. Quel dannato posto deve CHIUDERE e quel bastardo di gestore, che si ingrassa sulla pelle di povere anime innocenti, dovrebbe prima restituire TUTTO e poi essere messo al muro!!! Ma cosa ci vuole in Italia per andare in galera??? MA CAZZO BASTA!!!!!!!!!

  6. giuseppina mauri

    ma che vergogna a Milano poi

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