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I trasporti dell’orrore: fallisce la campagna 8hours per gli animali da macellare

La campagna 8hours, pubblicizzata tantissimo nell’ultimo anno e mezzo e giudicata tra le più importanti del momento, è drammaticamente fallita.

Promossa dall’organizzazione internazionale Animals’ Angels, che aveva documentato con abbondanza di dettagli l’immane, infinita sofferenza degli animali da reddito nel corso del loro viaggio verso il mattatoio, la campagna aveva raccolto in tutta Europa ben un milione e centomila firme da parte di cittadini.

Le speranze di un milione e centomila cittadini, ora, sono state ufficialmente disattese: nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura Europei ha espresso quelle che sono le sue conclusioni in merito alla “protezione e al benessere degli animali” da carne.

La campagna 8hours, che prevedeva viaggi della durata, appunto, di otto ore al massimo e che voleva la revisione dell’attuale Regolamentazione EU 1/2005 sul trasporto a lunga distanza, è fallita.

E i retroscena che trapelano dall’UE irritano, quantomeno.

8hours era stata sostenuta da oltre cento organizzazioni animaliste europee e supportata e promossa dal Parlamentare Europeo danese Dan Jorgenses.

Lo scorso 7 giugno, rappresentanti di organizzazioni non governative di tutta Europa e svariati membri del Parlamento Europeo hanno consegnato il milione e passa di firme al Commissario Europeo per la salute e la politica dei consumatori John Dalli.

Dalli, di fronte alle telecamere, aveva in quell’occasione annunciato per entro il 2014 la Commissione si sarebbe presa in carico la pubblicazione di una proposta legislativa inclusiva del trasporto di animali vivi al mattatoio e della sua durata. Inoltre, aveva espresso il proprio parere sulla questione commentando che “alcuni animali dovrebbero essere trasportati per molto meno che 8 ore”.

Lo scorso 20 giugno l’improvviso, inspiegabile (o forse no) dietrofront: Dalli ha negato di aver mai sostenuto certe idee o certe iniziative. E questo nonostante l’intervista sia attualmente ancora pubblicata sul sito di 8hours.

Inevitabile la protesta dei cittadini europei, impegnati in queste ore a scrivere in massa al Commissario per condannare un’ignavia che, per gli animali, rappresenta una seconda morte.

Nelle conclusioni di ieri, intanto, il Consiglio ha abilmente dribblato la questione delle 8 ore limitandosi ad osservazioni generali di scarsissimo spessore pratico. Ha dichiarato genericamente che “il benessere degli animali dovrebbe essere preso in seria considerazione” ma non ha agito in coerenza con la sua stessa dichiarazione. Si dichiara disponibile alle nuove ricerche scientifiche, ma finge di non sapere che tali ricerche comporterebbero una revisione della regolamentazione stessa. Non menziona in alcuni modo il milione e centomila firme raccolte, e dunque la volontà di un’importante fetta di cittadini (e consumatori) europei. Conferma che alcune parti della Regolamentazione non funzionano, ma non agisce proattivamente per modificarle.

Va tenuto presente che alcune di queste regole sono relative addirittura al lontano 1991.

L’atteggiamento di “colpo al cerchio e colpo alla botte” del Consiglio si conclude con un’ammissione di problemi nel trasporto degli animali, ma nessuna modifica alle regole. Al contrario, la soluzione, secondo Dalli, sarebbe quella di indicare “linee guida di buona condotta”.

Una farsa: se nessuno rispetta le leggi, come si può pretendere che alcuni “suggerimenti” diventino regole ferree?

Parole vuote parte di una politica ormai sempre più lontana dai cittadini. E certamente ancora più distante dal dolore muto e terrificante dei tanti maiali, mucche, vitelli, cavalli, asini, polli, tacchini, pecore, capre, agnelli, capretti che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ansimano accalcati a bordo dei tir, vittime del caldo, del freddo, del sovraffollamento, del terrore. E, infine, di una morte violenta e brutale.

Il problema, individualmente, può essere risolto alla radice soltanto modificando le proprie scelte alimentari e spezzando, pertanto, un ciclo di morte. Discostandosene, semplicemente, non rendendosi complici di un olocausto senza fine. Modificare la propria etica di vita, a questo punto, è il solo mezzo di disobbedienza civile efficace – specie in considerazione di una classe politica che tiene in considerazione solo i propri interessi e quelli delle lobby con cui si arricchisce.

Nella foto: animali verso il macello (fonte).

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5 Commenti

  1. Questa gente non deve mai piu’ essere eletta, in Italia avremo presto l’occasione di cambiare politici, appena dopo in Europa, questa gente non merita nemmeno di uscire di casa sono delinquenti.

  2. Bruna De Bacco

    mi vergogno di appartenere agli esseri umani

  3. Politici schifosi… loro ed i loro intrallazzi come sempre alla base delle loro NON scelte e della loro vigliaccheria!

  4. Che schifo di mondo….

  5. se nemmeno con un milione di firme e a legge per quanto ne so approvata si riesce a tutelare i nostri animali ditemi voi cosa bisogna fare. Quello che fanno agli animali da macello è una violenza inaudita e per molti inaccettabile.Le proteste civili sembra non servano a niente. Le istituzioni se ne fottono in quanto hanno capito
    che se lo possono permettere. Intanto milioni di animali viaggiano senza tutela in un’inferno in cui la morte è per loro la vera liberazione

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