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Reggio Calabria: cane lasciato morire nel catrame perché randagio

Questa è una di quelle storie che non avremmo mai voluto raccontare. Una di quelle storie che parlano di indifferenza e di morte. E che proprio per questo deve essere diffusa a tappeto. In modo che le cose cambino.

Un cane è stato lasciato a morire in un bidone pieno di catrame perché randagio.

La segnalazione di questo orribile, agghiacciante atto di indifferenza arriva dall’ONLUS Dacci Una Zampa, avvisata da un privato cittadino.

La storia testimonia per l’ennesima volta il gravoso problema del randagismo e l’assoluta assenza e indifferenza delle istituzioni.

Lo scorso 15 giugno, in serata, un cane di taglia media finisce in un bidone pieno di catrame lasciato scoperto a Sambatello, frazione di Gallico, Reggio Calabria. L’animale era probabilmente in fuga da un branco di randagi quando ha superato un muretto con un balzo finendo nella trappola mortale.

Il cane non poteva, non riusciva a liberarsi. Ha guaito, ha abbaiato disperatamente alla ricerca di aiuto.

I suoi lamenti sono stati uditi da una persona del luogo, che è intervenuta cercando di tenere sollevato il cane, ormai immerso per tre quarti nel catrame. L’uomo è stato poi raggiunto da altri cittadini, ma nessuno è riuscito a liberare il cane dal bidone.

Quando la segnalazione arriva a Dacci Una Zampa e i volontari si recano sul posto, l’animale è morto, la testa riversa oltre il bordo del bidone. L’ASP, pur informato di quanto accaduto, non ha neppure provveduto a rimuovere quel corpo abbandonato e ormai in stato di decomposizione.

I volontari non possono fare altro che chiedere alle persone del luogo cosa sia accaduto. E si scopre che diverse persone avevano cercato di contattare tutti gli organi preposti ad interventi di questo tipo. Si parla della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco, ma anche delle Guardie Zoofile e dell’ENPA.

Non è uscito nessuno. Peggio: i cittadini si sono sentiti rispondere, a seconda dell’interlocutore, che il caso non era di sua competenza, che per quanto lo riguardava il cane poteva anche morire (come infatti è successo), che non c’era personale a disposizione, che non erano disponibili unità per l’intervento. In taluni casi non è stato neppure possibile parlare con qualcuno: le segreterie telefoniche hanno continuato a scattare per tutto il giorno.

L’unica persona intervenuta è stata un medico veterinario dell’ASP, che però, oltre ad assodare l’assenza di microchip, non ha fatto altro: si è limitato a constatare di non avere i mezzi per mettere in salvo il cane, che in quel momento, seppure agonizzante, era ancora vivo.

Dichiara Dacci Una Zampa: “Indignati per l’ennesimo episodio di crudeltà e indifferenza nei confronti di chi un padrone non ha, disgustati dalla truculenta visione di quel povero animale deceduto sotto un sole cocente delle 11,30 del mattino, denunciamo ancora una volta non solo il mancato intervento da parte di chi, per legge, è obbligato a intervenire, ma anche la possibilità che in quella frazione possa scatenarsi una vera e propria emergenza igienico-sanitaria”.

L’associazione sottolinea giustamente che “le associazioni animaliste attive sul territorio reggino non possono, da sole, sopperire a tutte le numerose richieste di aiuto e alle emergenze quotidiane. Ma questo triste episodio di morte denuncia anche l’indifferenza che permea la città di Reggio Calabria nei confronti del mondo animale. In una strada popolata di case, dove qualunque bambino ha accesso per poter giocare all’aria aperta in un giorno di sole, dove gli anziani del paese sono rimasti sconvolti e impotenti nel vedere quella povera bestiola ansimante e in cerca di aiuto, i volontari dell’associazione si chiedono come tutto questo possa restare in silenzio. È noto che attualmente Reggio Calabria si trova in uno stato di continua emergenza in tutti i settori, ma salvare una vita non ha valore? Perché le istituzioni non sono intervenute, anche solo per provare a sottrarre quel cane da una morte atroce? Perché è solo un cane?”.

Aggiungere altro è difficile, in una situazione così disgustosa da ritenersi incommentabile.

Ci uniamo allo sdegno – e al dolore – dei volontari.

Perdonaci, randagio.

Nelle foto: l’animale ucciso dal catrame (fonte).

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18 Commenti

  1. Bonomi Oliviero

    Non serve a nulla….ma tutti quelli che hanno avuto la fortuna di vivere con un qualsiasi “Animale” non saranno riusciti a trattenere una lacrima per quel povero essere….
    A tutti costoro e ai loro compagni e a quel cagnolino vorrei dedicare queste parole….

    Grazie con tutto il cuore
    per quello che mi hai dato
    io nò non scorderò
    il bene che hai saputo

    Darmi fino in fondo
    donandomi il tuo cuore
    amando ogni secondo
    per me questo è l’amore

    Ora non ci sei più
    sei andata via in silenzio
    ora non corri più
    ad abbaiare al vento

    Rimangono i ricordi
    io non ero il padrone
    tu eri mia compagna
    Lulù era il tuo nome

    Difendiamo sempre i piùdeboli dalla stupidità e violenza di noi miseri umani
    Ciao a tutti

  2. purtroppo in meridione questo e’ piu’ che normale.e ne vanno pure fieri.

  3. Purtroppo questo episodio mette ancora una volta in evidenza l ‘inciviltà e l’ignoranza che regna in questa povera Italia. Il veterinario conferma questa poverta’ mentale…..chiaramente non ha fatto nulla in quanto nessuno avrebbe pagato per le sue prestazioni…..e il denaro in queste zone spesso e’ piu importante della vita di un cane randagio. Il veterinario dovrebbe essere radiato per aver non aiutato l’animale
    E’ ancora la negligenza della persona che ha lasciato un contenitore di catrame aperto….non ho parole.

  4. ne hanno parlato anche ieri a studio aperto e il ministro brambilla si è movimentata per questo caso anche perchè tutti gli esseri viventi hanno diritto di vivere ma morire così però no per me non esistono cani di serie a o di serie b ma si vede che per qualcuno si come quello stronzo veterinario

  5. Patrizia grazie… immaginavamo fosse andata proprio così. Incredibile. incommentabile.

  6. Era diventato un pezzo unico con il catrame che lo tratteneva, nel tentativo di liberarsi ne ha probabilmente ingoiato una certa quantità, ostruendo di fatto trachea e polmoni. Bisognava scassare subito il bidone ed isolare con un panno la testolina del povero cagnolino. chissà quanti lo hanno visto agonizzare limitandosi a commentare, bastava agire subito. Il valore di una vita è incalcolabile, a chiunque essa appartenga.
    Associazione no Comment

  7. in calabria 4 anni fà ho salvato e curato un cucciolo abbandonato e bastonato (le mie vacanze dedicate x curarlo) mi sono sentito felice come non mai x quello che stavo facendo. ps.x quella bestiolina morta nel catrame auguro ai responsabili,succeda la stessa cosa nelle loro case e che soffrano tutta una vita!!delinquenti!!!!!!!!!!!!!!

  8. Brutti bastardi che quando siano malati possano patire tutte le pene dell’inferno

  9. La totale assenza di cuore non è perdonabile. Auguro a quelle persone che pur consapevoli della cosa hanno dimostrato crudeltà, indifferenza e strafottenza di trovare uguale trattamento per loro il giorno in cui si troveranno malati, abbandonati e disperati. Luridi schifosi disumani.

  10. Questa è una delle notizie più sconvolgenti che abbia mai letto perchè quella creatura è morta in modo ATROCE a causa della totale indifferenza. Gli animali vivono vite terrificanti e muoiono di morti incredibili per la crudeltà, la cattiveria, il menefreghismo tutto UMANO (meglio, disumano!). Ma sapere di gente consapevole e avvertita della difficoltà, sapere che si poteva salvare e FOTTERSENE è una qualcosa per cui ogni singolo bastardo che non ha fatto nulla passerà indicibili sofferenze. L’assenza di cuore non è perdonabile.

  11. giusy la bella

    le istituzioni di Reggio Calabria rappresentano l’esempio di mancata decenza e civilta’. Fanno schifo! Bastardi. Gentaglia lurida.

    Dico sempre che questa gente merita una brutta fine.
    Schifosi e maledetti bastardi; magari vanno pure in chiesa sti fottuti.

  12. ma come si fa, non ho più parole!!

  13. Già, tutti se ne sono altamente infischiati del povero cagnolino! Tutti in chissà quali e quante faccende affaccendati! Tutti sempre velocissimi e in prima fila, però, quando si tratta di chiedere il 5 per mille!!!! Vergogna, vergogna!!!!!!

  14. io non ho parole per definire questi esseri, persone non sono, esseri umani tanto meno… un cane, che non vuole altro che dare affetto e riceverne un po’ in cambio, viene lasciato morire così? Spero che questi “signori” non abbiano figli e che non si trovino mai a dover affrontare un’emergenza simile o dissimile da questa, perchè auguro loro di non trovare aiuto da nessuno in quel caso.

  15. Non riesco a credere come cazzo sia possibile!

    Vi auguro un’ECATOMBE.
    NON CI POSSONO ESSERE PAROLE, SPERO SOLO CHE TUTTI QUANTI I RESPONSABILI CREPINO COME IL CAGNOLINO.
    GENTE CHE LASCIA MORIRE UNA VITA NON SERVE, PULIZIA!

  16. stammati gennaro

    PENA DI MORTE AI RESPONSABILI

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