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Pinguini depravati? Non secondo i naturalisti, ma la notizia shock “tira”

È da qualche giorno che, un po’ ovunque sulla rete, è possibile leggere vari articoli relativi alla “depravazione” e alla “crudeltà” dei pinguini. Sadici, stupratori, necrofili, assassini, orribili pinguini. Alcune fonti possono essere trovate qui.

Ricapitoliamo un po’ cosa è successo e rileggiamo quanto esposto in chiave un po’ meno antropomorfa.

Un secolo fa, un esploratore antartico di nome George Murray Levick (1976-1956) trascorse un interno inverno nell’osservazione dei pinguini di Capo Adare, e quello che scoprì lo sconvolse al punto tale da rimanere celato per circa cento anni. In pratica, le sue annotazioni in merito alla vita sessuale degli animali erano così scioccanti per una mentalità edoardiana da dover essere necessariamente tenute nascoste.

Levick assistette a pinguini maschi che si accoppiavano con altri maschi, con femmine morte (anche l’anno precedente), e quello che definì uno stupro collettivo da parte di un “gruppo” di pinguini maschi nei confronti di una femmina. Vide inoltre alcuni pinguini uccidere dei pulcini.

Le sue osservazioni vennero rese per iscritto in maniera antropomorfa: i maschi erano “vandali” che formavano “bande di teppisti” e praticavano “depravazioni sconcertati”.

“Non sembra esistere crimine troppo abietto per questi pinguini”, scrisse il ricercatore, definendoli poi delle creature “degenerate”.

Douglas Russell, responsabile dei volatili al Museo di Storia Naturale di Londra, ricercatore e curatore della pubblicazione della ricerca di Levick, spiega al Guardian che è in realtà abbastanza semplice interpretare correttamente questi comportamenti apparentemente abietti.

“Le colonie si radunano in ottobre per cominciare a procreare. Hanno solo poche settimane per farlo e si tratta, perlopiù, di giovani adulti che, semplicemente, non hanno alcuna esperienza e non sanno dunque come comportarsi. Questa è la ragione per cui rispondono ad indizi inappropriati e inesatti. È da ciò che deriva l’apparente depravazione dei loro comportamenti. Per esempio, un pinguino morto che giace ad occhi aperti è assai simile, nella posizione, ad una femmina disponibile. Il risultato è quello che Levick definisce necrofilia”.

Russell nota anche che Levick descrive i comportamenti degli animali umanizzandoli.

“Di certo le sue annotazioni erano pionieristiche per i tempi, e probabilmente si trattò del primo vero tentativo di rivelare gli aspetti più interessanti delle strategie comportamentali di questi uccelli al mondo accademico. Tuttavia, nel corso degli ultimi cinquant’anni, si è sviluppata una maggiore capacità di interpretare oggettivamente il comportamento sessuale degli animali”.

Il ricercatore Daniel Ainley, specializzato proprio in pinguini, aggiunge: “Dall’epoca di Levick gli studi si sono evoluti. Oggi non definiamo più come vandalismo il comportamento dei giovani pinguini, ma siamo più preoccupati che solo il 15% degli esemplari in età di riproduzione possa crescere i suoi piccoli”.

L’essere umano è una creatura strana. A seconda della “comodità”, definisce gli animali diversi o simili a sé. Questo è solo uno dei tanti casi.

Nella foto: pinguini (repertorio. Fonte).

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