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[VIDEO] Ecco lo spot PETA, erroneamente accostato all’idea di uno stupro

Non ci troviamo, generalmente, d’accordo con le linee guida che muovono PETA o la sua deux ex machina, Ingrid Newkirk.

Non ne apprezziamo l’iniziativa del porno sito a favore degli animali, men che meno ne condividiamo la politica di “eutanasia facile” nei confronti dei randagi.

Ma ne conosciamo e ammettiamo l’assoluta potenza mediatica e politica e riteniamo che le sue investigazioni sotto copertura abbiano, negli ultimi anni, contribuito a creare maggiore consapevolezza in merito al trattamento riservato ai nostri fratelli animali negli allevamenti intensivi, nei canili, nei laboratori di sperimentazione.

Altrettanto certamente riconosciamo che la forza di persuasione di PETA sia, all’estero, difficile da ignorare e che anche con il suo contributo numerose aziende di sfruttamento animale siano state chiuse.

È di questi giorni la notizia che PETA avrebbe lanciato un nuovo spot promozionale a favore del veganismo paragonando l’agonia di un pesce allo stupro di una donna. In maniera totalmente erronea perché nella pubblicità in questione non si parla assolutamente di violenza sessuale.

In realtà, per qualunque antispecista che mette sullo stesso piano la violenza (o, più genericamente, il diritto alla vita) su ogni creatura vivente, il video di PETA non mostra nulla di trascendentale, di scandaloso, di azzardato.

Il payoff della campagna è semplice e, fino a prova contraria, veritiero: “Alcune grida non possono essere udite”. Si riferisce, chiaramente, al dolore delle creature del mare – spesso e volentieri sottostimato perché non accompagnato da strilli d’agonia.

Il finale dello spot, di cui consigliamo comunque la visione, si sofferma sulla sofferenza di un pesce in attesa di essere ucciso. Un pesce che spalanca la bocca senza poter urlare.

È importante che questo spot riesca ad essere guardato togliendosi i paraocchi e con la giusta empatia, in grado di riuscire a mettere a fuoco l’assoluta condizione di subordinazione e schiavitù delle tante specie animali nei confronti di un uomo che si comporta da padrone brutale.

Ma questo, con lo stupro, non c’entra nulla: è solo fumo negli occhi per non far trapelare il vero messaggio verso chi si limita a visioni o conoscenze superficiali.

Di seguito, il video.

Nella foto: una manifestazione della PETA in Spagna (fonte).

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7 Commenti

  1. Certo che pero neance da noi sono tutte sante ^^ le associazioni!

  2. GULP!!! QUESTA SI CHE…

  3. Cacchio……… che tristezza………….:-(

  4. marina, lo pensavamo anche noi ma purtroppo non è l’unico sito che ne parla. lungi da noi il voler infangare in toto la peta, ma ci sono delle ragione se altre associazioni di specchiata affidabilità si discostano da lei. purtroppo ti basta fare una ricerca in rete per scoprire, anche dalla stessa peta, che la loro politica sulle soppressioni è proprio quella.

  5. Beh… se non ho capito male lo stesso sito ce l’ha anche con Humane Society… (il mio inglese fa schifo!) Ma siamo davvero sicuri che questi un po’ non ciurlino nel manico per infangare PETA e Humane Society, due delle più forti associazioni animaliste? A pensar male non si fa peccato… a volte. Boh vabbé…

  6. Peta è a favore dell ” eutanasia facile nei confronti dei randagi..?Questo non lo sapevo!

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