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Cremona: lo sterminio delle nutrie a colpi di fucile

Riportiamo senza commenti la missiva inviata da una cittadina al giornale La Provincia di Cremona e relativa alla mattanza di nutrie di Cavo Reale, nel cremonese. Vi rimandiamo alla fonte della news perché possiate leggere e giudicare la risposta fornita dal direttore del giornale, che certamente non condividiamo: ad un elenco dei danni delle povere nutrie, per correttezza, dovrebbe essere affiancato quello dei danni causati dalle attività umane agli habitat delle altre creature, sempre, ogni giorno, ovunque.

“Egregio direttore,

sono giorni difficili questi, ma vorrei ugualmente raccontarle una cosa del nostro piccolo mondo che sta accadendo a Bagnara, su una riva del cavo Reale, da una decina di giorni. Ogni mattino si sentono dei colpi di arma da fuoco. Brevi, secchi, definitivi. Su questa riva vive da alcuni anni una colonia di nutrie.

All’inizio ero un po’ timorosa quando passavo per la quotidiana passeggiata con il mio cane, poi un giorno ho assistito ad una scena che mi ha fatto sorridere: c’erano dei piccoli in acqua, buffi e teneri come qualsiasi cucciolo, e stavano facendo un girotondo. Proprio così, si tenevano attaccati l’uno alla coda dell’altro e si muovevano allegramente in tondo nell’acqua, sotto gli occhi vigili della loro mamma.

Da allora ho cominciato a osservarle con interesse e ho visto animali (liberati incautamente in natura in conseguenza del fallito businnes delle loro pellicce) che hanno cercato di adattarsi. Perché è questo che fa la vita a un ambiente che inizialmente non era il loro: si sono ridotte a vivere in acque inquinate e a scavare tane, perché su queste nostre rive spoglie di vegetazione non riescono a costruire le zattere di rami e foglie sulle quali vivono in Argentina e Brasile, loro paesi d’origine. Ho visto animali, da alcuni considerati aggressivi, ospitare nella loro tana una gallinella d’acqua con i suoi piccoli durante un furioso temporale.

Giusto un paio di settimane fa su queste pagine ho letto una lettera che lamentava l’aggressione di un cane da parte di una nutria, quando è probabilmente vero il contrario. Le nutrie sul terreno sono goffe e lente, reagiscono solo se gli viene preclusa ogni possibilità di fuga o per difendere i piccoli: vogliamo negargli anche la legittima difesa? Ho purtroppo visto anche animali sui quali chiunque può vantare una totale licenza di uccidere sia disseminando le rive con esche avvelenate (che sia ben chiaro non uccidono solo le nutrie), sia ammazzandole a badilate. E che dire delle gabbie per catturarle? Gabbie posizionate e poi controllate dopo svariati giorni, con gli animali morti per fame e per sete. Ose ancora vivi ammazzati a sprangate. Oppure annegati e poi lasciati a marcire nel fosso.

Ora per questa colonia è arrivata la fine e lamia lettera vuole essere un timido requiem: da una decina di giorni sulla riva sono posizionate diciassette gabbie (credo da parte della Provincia) e ogni mattina le nutrie intrappolate vengono eliminate con uno sparo e poi portate via in un sacco di plastica.

Aida Salanti

(Cremona)”

Nella foto: una nutria (fonte).

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2 Commenti

  1. Eliminiamo le Provincie non le nutrie!

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