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Australia: torturò e uccise canguro ferito, 6 mesi di carcere (sospesi)

È stato condannato a una pena detentiva di sei mesi, poi sospesa, il ventenne australiano che lo scorso gennaio seviziò e uccise un canguro ferito.

Il fatto avvenne nella cittadina di Wodonga, nell’Australia del Sud.

L’aguzzino aveva preso di mira un canguro da qualche tempo. Una sera era “finalmente” riuscito ad investirlo con la sua vettura di grossa cilindrata.

L’animale era rimasto gravemente ferito dall’impatto, tanto da non avere la forza di spostarsi dalla carreggiata.

Poco male. Il ventenne aveva fatto retromarcia, passando ripetutamente sulla testa del canguro. Poi, non contento dello scempio appena compiuto, aveva legato il corpo senza vita dell’animale all’auto con una grossa corda e lo aveva trascinato per dodici chilometri.

Fermato dalle forze dell’ordine, si era giustificato in maniera paradossale, sostenendo di voler consegnare i resti ad una nota catena di fast food locale.

L’unico reato decaduto nel corso del processo è stato quello dell’intenzionalità dell’incidente automobilistico, difficile da provare. Per il resto, la condanna c’è stata: il ventenne dovrà scontare sei mesi di carcere (ma la pena è stata sospesa), pagare una sanzione e sottoporsi ad una visita psichiatrica. Inoltre, non potrà più guidare: la patente gli è stata ritirata.

Il fatto, assai agghiacciante nei suoi particolari, avviene in un’Australia che promuove lo sterminio pressoché indiscriminato dei canguri – maschi, femmine, adulti, cuccioli, grigi, rossi – con modalità come la rottura del cranio e i colpi d’arma da fuoco, le uncinate e le percosse. In un metodo di controllo della sovrappopolazione che, nella sua brutalità, non si discosta affatto da quelli normalmente utilizzati in Romania e Ucraina.

Nelle foto: un canguro ferito portato in salvo da un soccorritore (repertorio. Fonte) e il canguro Irwin, un esemplare disabile divenuto “therapy pet” (fonte).

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5 Commenti

  1. Gli australiani sono messi bene: i koala sono sull’orlo dell’estinzione e i canguri li massacrano… mi sento alquanto fortunata a non essere un animale simbolo australiano, chissà che fine mi avrebbero fatto fare.
    Cmq il tipo è da mettere a morte. Uno così è meglio metterlo al rogo che lasciarlo libero di circolare.

  2. mi associo PENA DI MORTE

  3. un pò ipocriti ‘stì australiani, visto che parenti stretti che vivono li da 50 anni, mi riferiscono di campagne di abbatimento in cui ogni ranger deve uccidere una media di 30 canguri al giorno…

  4. gennaro stammati

    PENA DI MORTE

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