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Scoperto canile lager a Roma: 18 cani da caccia in mezzo ai rifiuti

I 18 cani da caccia individuati dall’ENPA di Roma erano sepolti nei loro escrementi, senza cibo e con a disposizione acqua stagnante e fangosa.

La scoperta dell’ennesimo canile lager è avvenuta nel quartiere Casilino, alla periferia est della Capitale, dove un 58enne originario del frusinate aveva realizzato una sorta di sfasciacarrozze abusivo su un terreno di sua proprietà.

All’interno dell’area erano presenti venti rottami di automobili, furgoni e camion, molti dei quali privi delle targhe, tutti altamente inquinanti e abbandonati a ridosso di un fosso. Altri rifiuti erano sparsi sul terreno in maniera totalmente incontrollata.

Proprio in mezzo ai detriti erano detenuti anche i cani, diciotto esemplari da caccia. Gli animali erano legati a cortissime catene (circa un metro e mezzo) e sistemati in baracche di fortuna oppure sotto i rottami. Tutti i cani erano in condizioni di sofferenza e costretti a giacere nelle proprie feci. Non c’era traccia di cibo e l’unica acqua disponibile era verde e stagnante.

Il 58enne, inspiegabilmente, custodiva nello stesso terreno anche maiali, capre e anatre – anche in questo caso in condizioni sanitarie altamente precarie.

ENPA ha chiesto la collaborazione sia del servizio veterinario dell’AUSL RmB che quello della Polizia Provinciale sia per intervenire sugli animali in stato di bisogno che per rintracciare il proprietario del terreno.

Il 58enne dovrà ora rispondere di violazioni amministrative relative all’abbandono dei rifiuti e al reato di maltrattamento di animali. Le ammende potrebbero arrivare a circa 50,000 euro mentre la reclusione (che difficilmente verrà messa in pratica) prevedrebbe fino ad un anno di carcere.

Tutta l’area è stata posta sotto sequestro giudiziaria e i cani, a quanto risulta, sono ancora all’interno del terreno. Ma liberati dalle catene.

Niente si sa invece della sorte degli altri animali detenuti.

Nella foto: uno dei cani ritrovati nella struttura (fonte Geapress).

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4 Commenti

  1. la vergogna “umana” cosa fa!

  2. dopo varie esperienze avute con questi veri amanti della natura,ormai non riesco a stupirmi…è prassi per un cacciatore tenere il cane chiuso in luoghi angusti o legato a cortissime catene, e questo perchè tutte le energie le deve sfogare nella caccia. e questo quando i cani sono stati considerati “idonei” alla caccia…altrimenti muoiono prima e pure male, visto che le pallottole non si sprecano..abominio della razza umana, come più volte detto, il cacciatore ama la natura come lo stupratore ama le donne. e il modo in cui tratta i propri cani ne è la prova, visto che fa più attenzione ai fucili..

  3. tenere duro non abbandonare la situazione fare pressione continuata e pibblicare su facebok

  4. gennaro stammati

    PENA DI MORTE

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