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Ippoasi sfrattata: gli animali salvati dal macello rischiano di finire al macello

Il meraviglioso centro Ippoasi di Marina di Pisa rischia lo sfratto. E i suoi settanta animali rischiano qualcosa di peggio: il mattatoio.

Animali salvati appunto dal macello che rischiano di ritornarci se per loro non verrà trovata una soluzione.

Della questione parla persino il Corriere della Sera nella sua edizione online, specificando – giustamente – che l’Ippoasi non accoglie soltanto cavalli come Sing Song che, troppo ribelle per correre, venne inviato al macello e salvato per un pelo (di criniera). Nella riserva di tre ettari e mezzo alla foce dell’Arno ci sono anche Terra e Luna, due mucche che hanno trascorso la vita legate all’interno di una stalla, senza mai stare un minuto all’aria aperta. E c’è Liu, il pony diventato indesiderato perché non voleva trasformarsi nel giocattolo vivente di un bambino.

E poi ancora i due asini Abramo e Cagliostro, in fila al macello per essere sgozzati, l’anatra Ugo (portata in salvo durante l’alluvione della Lunigiana), le caprette Giulia e Rachele, e Pompadour e Trombino, ex beagle da laboratorio.

Ippoasi è una ONLUS che porta avanti un progetto meraviglioso e realmente radicale, realmente rivoluzionario e ancora troppo poco imitato nella nostra società: quello di portare in salvo gli animali destinati alla macellazione o ad altre uccisioni.

La struttura è stata per anni visitata dalle scolaresche nell’ambito di visite educative finalizzate a ricreare l’empatia e il legame con gli animali che la nostra cultura antropocentrica tende a cancellare. Un’opera di educazione importante, quella di Ippoasi, che però rischia di terminare nel peggiore dei modi: alla fine del mese di giugno, la ONLUS verrà sfrattata e i suoi settanta animali moriranno, se non sarà stata trovata una soluzione.

Racconta Egon Botteghi: “Se entro il 30 giugno non troveremo una nuova sistemazione, il nostro rifugio dovrà essere smantellato e gli animali rischiano di essere sacrificati. Abbiamo chiesto aiuto al Parco Naturale di Migliarino San Rossore, al Comune e alla Regione. Far morire così la nostra associazione, tra le pochissime in Italia, sarebbe un grave errore. E non solo per gli animali ma per il ruolo sociale che svolgiamo”.

Continua Botteghi: “Oltre alle visite delle scolaresche collaboriamo a molti progetti sociali per anziani, diversamente abili e per il recupero dei tossicodipendenti”.

Le istituzioni, interpellate sulla questione, hanno finora mosso soltanto piccoli passi. La Regione ha promesso un “interessamento” per trasferire Ippoasi nel Parco di San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli, ma ci sono molti problemi burocratici da risolvere. Come sempre, in Italia.

Gli animali sembrano sentire l’inquietudine che li circonda. Racconta Botteghi che l’agnellino Lorenzo, strappato al banchetto pasquale della scorsa Pasqua, è particolarmente agitato.

“Una notte abbiamo sentito i suoi belati disperati: qualcuno lo aveva messo nel pollaio dell’Ippoasi. È rimasto lì una settimana, il tempo di appurare che fosse in grado di nutrirsi da solo e che fosse sano, e poi è stato liberato nel grande recinto, vicino al gregge delle capre. Oggi il suo amico è il montoncino Peter, anche lui salvato”.

Ippoasi dunque, ha bisogno di aiuto. Perché il piccolo Lorenzo, il piccolo Peter, Trombino, Sing Song, Pompadour, Gorgo, Pulce e tutti gli altri possano continuare una vita che già una volta ha rischiato di essere loro strappata.

Se volete sostenere anche voi questa struttura specialissima, andate a dare un’occhiata al loro sito ufficiale e scoprite come.

Nella foto: l’agnello Lorenzo, salvato da Ippoasi e mai divenuto un pranzo pasquale (foto dal sito ufficiale).

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3 Commenti

  1. valeria contatta direttamente ippoasi (nell’articolo c’è il link al loro sito), non è detto che leggano qui.

  2. valeria Dall'Oca

    Di quanto spazio Vi occorre?

  3. sfratto che vergogna!

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