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Le radiazioni di Fukushima arrivano agli USA attraverso i tonni

I tonni pinna azzurra del Pacifico sono, in ordine di apparizione sui media, le ultime vittime della tragedia nucleare di Fukushima.

Secondo Care2 ma non solo, i pesci porterebbero con sé cesio radioattivo proveniente dalla centrale nucleare giapponese, e sarebbero riusciti a raggiungere la costa della California.

Quindi giovani tonni catturati a poca distanza da San Diego lo scorso anno mostravano segni di radioattività a livelli ancora tollerabili. Tuttavia, la scoperta offre una finestra agli scienziati interessati a studiare la migrazione di questi animali e le sue inevitabili conseguenze.

In tutti e quindici gli individui catturati lo scorso anno è stata trovata presenza di cesio. L’isotopo radioattivo non era mai stato riscontrato nel pesce catturato prima del 2011, né nei tonni pinna gialla nativi delle acque californiane.

Il Los Angeles Times riporta le parole del ricercatore Daniel Madigan: “Abbiamo dimostrato che il tonno pinna azzurra è in grado di assorbire materiale radioattivo e trasportarlo attraverso l’oceano. È una novità. Tradizionalmente, si tende a non pensare agli animali migratori come vettori di materiali radioattivi”.

Non è, questa, la prima volta che constata come il danno ai reattori di Fukushima si sia in qualche modo espanso fino al Nord America. Quantità radioattive basse erano state individuate lo scorso anno a Washington e in California: si trovavano nel latte.

I livelli di radiazione sono sotto le soglie di rischio e non dovrebbero rappresentare un problema per gli esseri umani. I poveri tonni pinna azzurra, invece, rischiano molto di più. Non solo a causa del cesio, ma anche per via della pesca selvaggia che li sta rapidamente portando sull’orlo dell’estinzione e pochissime azioni per salvaguardarli.

Quest’ennesimo caso dimostra più di ogni altra cosa le pesantissime ripercussioni delle azioni umane nei confronti delle altre specie animali, travolte e danneggiate senza possibilità di fuga. In fondo, non c’è posto dove scappare. Siamo tutti sullo stesso pianeta. Un pianeta che l’uomo sta calpestando senza alcun ritegno e alcun freno.

Nella foto: un tonno pinna azzurra (repertorio. Fonte).

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