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Alaska: lupi attirati fuori dal Parco Nazionale e brutalmente uccisi

Due lupi molto conosciuti appartenenti ad un branco ospite del Denali National Park, in Alaska, sono stati brutalmente uccisi.

I conservazionisti sono preoccupati a chiedono ora un bando immediato delle trappole e l’istituzione di una zona franca attorno al parco. Zona che esisteva e che venne eliminata due anni fa dall’Alaska Board of Game.

Uno dei due lupi uccisi era una giovane femmina parte del branco di Grant Creek. È stata attirata fuori dal parco e uccisa con l’ausilio di una letale trappola dopo che i cacciatori avevano ucciso a fucilate un cavallo per usarlo come preda. Anche l’altra vittima, un lupo maschio, è stato ritrovato senza vita in un’altra trappola poco distante.

Coke Wallace è il cacciatore che ha posizionato le due trappole e ride all’idea di una zona franca attorno al parco, asserendo che i lupi che lui uccide non hanno impatto sulla loro popolazione.

I conservazionisti non sono d’accordo.

“Se inizi a rimuovere adulti importanti da un gruppo familiare importante come un branco di lupi, e in particolare femmine in età da riproduzione, potresti disintegrare l’intero branco”, dichiara Rick Steiner, professore e biologo, che paragona il posizionamento di trappole appena fuori dal parco naturale a quello al di fuori di uno zoo senza recinzioni.

Secondo il biologo del Denali National Park, Tom Meier, la femmina uccisa da Wallace poteva sembrare magra, ma era in realtà in perfetta forma: “La lupa presa in trappola dal cacciatore è rimasta immobilizzata per una settimana ed è stata martoriata dagli animali prima ancora che lui la vedesse. Questi lupi non muoiono di fame”.

La popolazione del parco non è, tra l’altro, nient’affatto numerosa: soltanto 70 esemplari in nove branchi. Nel 2006, i lupi erano 103 e i branchi quindici. Inoltre, è stata trovata morta di recente un’altra femmina, ma in quel caso potrebbe essersi trattato di cause naturale.

“Questo branco è uno dei più preziosi e controllati, non solo in Alaska, ma in tutto il mondo. E per quest’anno, a causa di quanto accaduto, quasi certamente non vedremo cucciolate”, aggiunge Meier, anche in considerazione che l’uccisione della femmina è avvenuta con tempismo perfetto: appena terminata la stagione degli accoppiamenti. La lupa avrebbe potuto essere incinta.

Steiner ha inviato una proposta al Dipartimento dell’Agricoltura dell’Alaska e al Game Commissioner Cora Campbell per chiedere di rovesciare la moratoria che, due anni fa, rimosse la zona franca. Ha inoltre domandato uno stato di emergenza per interrompere le uccisioni di lupi appena fuori dal parco.

In merito al cavallo ucciso a fucilate per fare da esca al lupo da intrappolato, le istituzioni dell’Alaska spiegano che tecnicamente Wallace non ha compiuto alcun reato. Tuttavia il cacciatore potrebbe essere accusato di aver almeno inquinato le acque, dato che la carcassa è stata ritrovata in un corso d’acqua utilizzato dai residenti della zona.

L’intera situazione a noi pare disgustosa.

Nella foto: un lupo in Alaska (repertorio. Fonte).

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3 Commenti

  1. Condivido pienamente

  2. “…asserendo che i lupi che lui uccide non hanno impatto sulla loro popolazione.”

    Neppure ammazzare lui avrebbe un impatto sulla popolazione. Si cercano volontari.

  3. gennaro stammati

    PENA DI MORTE

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