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Russia: i nomi degli ammazzacani finiscono in rete

Colpo di coda degli animalisti in Russia: i nomi dei doghunter, gli ammazzacani, ma anche degli assassini di gatti e uccelli sono finiti in rete.

È l’importante, detonante iniziativa messa in piedi dagli attivisti russi per i diritti animali per chiedere l’inizio di un’indagine penale.

I doghunter – già famigerati in altre nazioni come Romania e Ucraina – hanno visto le proprie generalità pubblicate su una pagina internet assieme a numero di telefono e indirizzo. Il dossier finirà, assieme ad un appello, nelle mani di Polizia, Presidente russo e Procura Generale con l’obiettivo di ottenere investigazioni e giustizia.

La notizia è stata pubblicata dal quotidiano russo Izvestia e ripreso dal magazine online NelCuore.

Quello che è stato messo a punto dagli animalisti è un dettagliato e sistematico database di tutti gli ammazzacani (e ammazzagatti e crowhunter, ossia le associazioni di cacciatori di città che sparano a corvi e cornacchie con armi ad aria compressa) in circolazione: un’operazione lunga e meticolosa, sviluppatasi piano piano attraverso l’attenta annotazione di ogni nominativo di interesse ritrovato in rete e in particolare sulle pagine frequentate dagli stessi cacciatori.

Dove è possibile – ossia nella maggior parte dei casi – accanto a nome e cognome del responsabile delle stragi di animali randagi appaiono anche indirizzo di residenza, numero di telefono, targa dell’automobile, dettagli del passaporto e zona in cui normalmente opera.

Uno degli attivisti coinvolti nel progetto dichiara: “Speriamo che i vicini e i colleghi di queste persone vengano a sapere che i loro conoscenti uccidono i cani per strada”.

Nel database, in costante aggiornamento in funzione delle investigazioni e delle testimonianze, compare anche il nome del famigerato doghunter di Mosca, Dimitrij Chudoyarov, già finito in tribunale in passato per aver ammazzato a fucilate due cani in un parco. Il tutto, sotto gli occhi dei proprietari. Tra i nomi eccellenti riportati nel dossier vi è anche quello del direttore del parco di Ramenskoye, Nicolaj Volkov, anch’esso colto in flagrante mentre uccideva alcuni cani randagi.

I doghunter nominati nella lista si dicono sorpresi e naturalmente negano ogni addebito. Parlano di uno scherzo di cattivo gusto. Ma le minacce e le intimidazioni nei loro confronti sono già cominciate.

La piaga dei doghunter è purtroppo molto estesa in Russia. Soltanto a fine marzo, i cacciatori avevano ammazzato a colpi di veleno e proiettile nove cani (otto randagi e un cane di proprietà), in un parco, sotto gli occhi dei bambini. Sul posto avevano lasciato un biglietto che riportava la firma “Doghunter” e gli odiosi dettagli del cocktail al veleno preparato per gli animali: un micidiale preparato studiato appositamente perché i cani morissero lentamente e tra sofferenze atroci. Il biglietto riportava anche l’intenzione di continuare ad uccidere.

Nella foto: il “risultato” del passaggio dei doghunter (fonte).

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6 Commenti

  1. piccola rivincita dopo le sofferenze inflitte alle povere anime..dovrebbe essere sempre così anche in italia!!! hanno fatto strabene a pubblicare nomi cognomi e indirizzi!! bravissimi!

  2. Sarebbero più belli da morti che da vivi!

  3. gennaro stammati

    PENA DI MORTE

  4. Bene che siano pubblicati nomi, cognomi, indirizzi e telefono!!! Se anche in Italia e negli altri paesi si facesse così sarebbe una cosa giustissima!!! Questi assassini uccidono senza pietà e in anonimato sapendo di farla franca e invece in questo modo voglio vedere se hanno ancora il coraggio di fare del male agli animali!!!
    Poi sono loro che verranno perseguitati e minacciati e che proveranno a loro volta la paura e la sofferenza!!!

  5. e giustizia sarà fatta

  6. Questa gente sarà utile solo quando finirà due metri sotto terra.

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