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Aggiornamenti importanti: dietro la morte di Desmond una vita di violenze

Strangolato con il suo collare a strozzo perché aveva fatto pipì, chiuso in una busta e gettato nel bosco: questa è stata la fine di Desmond. Di lui abbiamo parlato due giorni fa, in questa news. E sempre due giorni fa abbiamo comunicato che il responsabile del suo assassinio, il giovane Alex Wullaert, sarebbe comparso davanti al giudice per l’udienza preliminare.

L’udienza si è tenuta lo scorso 15 maggio presso la Corte di New Haven, e ha portato alla scoperta di nuovi, odiosi dettagli in merito ad Alex Wullaert.

All’ingresso del tribunale, una trentina di protestanti hanno atteso l’imputato muniti di cartelloni che riportavano la foto del cane ucciso e chiedevano giustizia.

“Siamo devastati dal dolore”, ha dichiarato Micah Rapini, una delle volontarie che si prendeva cura di Desmond al canile e prima organizzatrice delle proteste. La donna ha anche aggiunto che il corteo si ripresenterà di fronte al tribunale il prossimo 5 giugno, quando è programmata la prossima udienza.

L’obiettivo è che la corte rifletta bene sulla gravità di quanto compiuto da Wullaert nei confronti di Desmond.

Nel corso dell’udienza preliminare del 15 maggio. Il ragazzo non ha aperto bocca. Vestito con una camicia azzurra e pantaloni color sabbia, ha deciso di non dire una sola parola mentre la corte lo accusava di aver “crudelmente brutalizzato e ucciso” Desmond lo scorso 12 gennaio 2012.

Il cane, dopo la morte, venne gettato in un lago di Madison. Venne trovato soltanto alcuni mesi dopo, sul bagnasciuga all’interno del bosco, da un cittadino.

Nessuno della famiglia di Alex Wullaert si è presentato in tribunale per sostenerlo.

Il suo avvocato ha successivamente scortato il 22enne fuori dal palazzo, evitando però la porta principale, oltre la quale i manifestanti aspettavano.

Qualcuno degli attivisti, però, si è accorto dei due uomini mentre uscivano da un ingresso laterale e allora l’intero gruppo di persone ha silenziosamente scortato Wullaert lungo la strada, senza dire una parola. Soltanto mostrando i cartelli che chiedevano giustizia per Desmond.

Nel corso degli interrogatori, Wullaert ha confessato agli interrogatori di aver strangolato Desmond con il suo collare a strozzo dopo che gli aveva fatto qualche goccia di pipì sui pantaloni. Ha inoltre ammesso di aver sottoposto il cane – che aveva sei anni e che, prima di essere portato al canile, apparteneva proprio al 22enne e alla sua allora fidanzata – a sevizie fisiche e mentali nel corso di tutta la sua vita.

Negli ultimi otto mesi della sua vita, Desmond veniva picchiato brutalmente e con regolarità tanto che anche le perizie necroscopiche hanno portato alla scoperta di estese lesioni e vecchi traumi da corpo contundente su tutto il corpo del cane.

Alex Wullaert era andato a riprendere Desmond al canile all’insaputa dell’ex convivente. Erano stati proprio i due, insieme, a cedere il cane al rifugio nel gennaio 2011.

Poi, inspiegabilmente, il giovane aguzzino aveva rivoluto Desmond indietro, e lo aveva cercato fino a trovarlo, riadottandolo il 14 aprile 2011.

Una delle volontarie del canile dichiara che Desmond lo aveva riconosciuto subito, e che Wullaert gli aveva portato un hotdog. La donna ha descritto Desmond come un cane remissivo, docile, che amava le persone e molto affettuoso.

Otto mesi dopo Desmond era, secondo il rapporto dell’autopsia, ridotto a pelle e ossa e ricoperto di lividi ovunque. Soprattutto, era morto. Wullaert ha ammesso di averlo strangolato in un momento di rabbia, aggiungendo che “di norma” picchiava il cane molto forte con pugni e calci, talvolta aiutandosi con una scarpa, perché non voleva che abbaiasse.

Per abitudine, chiudeva Desmond a chiave nel piccolo bagno del suo appartamento per circa 12 ore al giorno, a volte più a lungo. Nella sua lunga confessione alla Polizia di Madison, Wullaert ha spiegato che nutriva Desmond con una ciotola di riso al giorno, e nient’altro.

I risultati dell’autopsia riportano che Desmond aveva diversi denti spezzati e un’emorragia intracranica e addominale, oltre ad alcune costole rotte. Il suo stomaco non conteneva cibo, ma soltanto pezzetti di garza, carta, fabbrica e tessuto plastico – tutto materiale proveniente dal bagno in cui veniva rinchiuso.

Questo “trattamento” dev’essere andato avanti molto a lungo perché “ad un certo punto l’animale si è ammalato. Era letargico, denutrito. Le sue condizioni erano serie, Desmond era disorientato e probabilmente avrebbe finito col morire di fame”. Queste le parole della Protezione Animali locale che ha preso in carico il caso.

Strangolare un cane in queste condizioni non deve essere stato poi così difficile.

“Wullaert ci ha detto che la mattina del 12 gennaio, verso le 8, ha fatto uscire il cane dal bagno. Desmond stava molto male. Wullaert l’ha portato fuori perché facesse i suoi bisogni ma Desmond, i suoi bisogni, non li faceva”.

Quando il 22enne fece per richiudere Desmond in bagno, il cane alzò la zampa e gli fece qualche goccia di pipì sui calzoni, continua la SPCA.

“Questo lo fece infuriare così tanto che subito afferrò il cane per i collare e glielo torse attorno al collo mentre lo sollevava da terra. Ovviamente Desmond ha cercato di difendersi come poteva, ossia cercando di morderlo. Questo ha fatto perdere le staffe a Wullaert, che ha finito con l’ucciderlo. Per soffocarlo, ha utilizzato il suo collare a strozzo. Poi si è messo a pensare cosa fare del corpo. Ha messo una busta di plastica sulla testa di Desmond perché, secondo lui, continuava a fissarlo”.

“Questo è quello che accade quando un cane muore in quel modo. Gli occhi restano aperti”, conclude con amarezza la Protezione Animali. Le condizioni di Desmond, ossia quelle che abbiamo appena riportato, sono descritte con precisione nel mandato di arresto a carico di Alex Wullaert.

Dopo aver chiuso il corpo di Desmond in un sacco, Wullaert si era diretto nei boschi, aveva scavato un buco nel ghiaccio sul lago e aveva gettato i resti. Poi era andato a comprare dei fiori e li aveva portati su quello che lui considerava il luogo della sepoltura: erano le sue “scuse” per aver abusato di Desmond per sei lunghi anni e averlo infine ucciso.

L’ex fidanzata di Wullaert aveva, nel febbraio 2011, denunciato il giovane per aver tentato di strangolarla durante una lite, e aveva ottenuto un procedimento restrittivo nei suoi confronti.

“La crudeltà è una scelta”, dicono gli attivisti fuori dal tribunale, “La responsabilità non dovrebbe esserlo”.

Nelle foto: Desmond, Alex Wullaert seguito dai manifestanti dopo l’udienza preliminare e alcuni degli attivisti. (fonte).

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11 Commenti

  1. francescamanimali

    scusate, ma i veri miserabili sono quelli del canile: 1. perchè lo hanno restituito al mostro; 2. perchè visti i precedenti non hanno periodicamente controllato le condizioni di vita del povero cane. La vera disgrazia degli animali domestici è che ci sono i sadici, e i deficenti che, loro malgrado, li coadiuvano.
    meritano entrambi una pena esemplare.

  2. mary siamo ancora in fase di processo.

  3. MA gli stronzi del canile sono responsabili quanto lui perchè non hanno fatto i controlli prima di affidarglielo e SOPRATTUTTO DOPO…. MA A QUANTO E’ STATO CONDANNATO IL MOSTRO??

  4. questa è una bestia ma come si fa e poi almeno aveva avuto il buon senso di darlo al canile e l idea assurda di andarlo a prendere ma anche quelli del canile sono stati semi a ridarglielo io non abbandonerei mai il mio cane delle volte se non posso portarla con me non vado neanche via ma io a stella il nome della mia “bimba”le voglio bene e mai farei una brutalita simile che dio mi fulmini ma spero che dio lo fulmini sta merda di persona se tale si puo definire per me non lo è

  5. è quello che ci chiediamo anche noi. desmond si sarebbe potuto salvare.

  6. Ma perchè???? ma come si fa a torturare una povera creatura innocente così… quanto mi rende triste questa storia, 6 lunghi anni di sofferenza senza che nessuno si accorgesse mai di nulla… com’è possibile???
    Io ho adottato un cagnolino in un rifugio ed ogni tanto, a distanza di tempo, i volontari mi chiamano per sapere come sta e mi chiedono delle foto.. lo trovo molto giusto! Se questo maledetto fosse stato obbligato a dei controlli post-adozione sarebbe stato visibile almeno lo stato di estrema magrezza del cane.
    Purtroppo per Desmond non si può più fare nulla ma spero che quel criminale sia punito in modo esemplare!
    Addio fratellino, almeno ora spero che tu sia in pace… nessuno ti farà più del male…

  7. Deve essere sottoposto alle stesse identiche sevizie. Le stesse. La stesse percosse, le stesse torture, psicologiche e fisiche. Deve morire male, malissimo. Riposa in pace ora dolce cagnolotto, meritavi una vita diversa. E in ultimo chiedo: ma i controlli post ri-affido?!?!?!?!?!??!?!?!?

  8. A morte! Legarlo ad una macchina con una catena e percorrere un migliaio di Km, lentamente. A morte!

  9. Sono scioccata e schifata di tutto la vita miserabile che ha dovuto subire il povero Desmond a causa dei questo mascalzone sadico senza scrupoli.
    Desmond ha visssuto un incubo purtoppo finito con la sua morte!!! E’ stato perseguitato dall’ergumeno wullaert per così tanto tempo…
    Mi indigna anche la superficialità dei volontari che si erano prese cura di lui. Come è possibile che non abbiano preso le precauzioni dovute di pre e post adozione?????? Ci sono anche per loro delle grosse responsabilità!! Hanno sbolognato Desmond al primo deficente di turno ed ecco che ci ha rimesso la proprio vita. E’agghiacciante tutta questa storia e il racconto allucinante di questo essere immondo che descrive minuziosamente sevizie psicologiche e fisiche inflitte al povero Desmond!!! Tutte queste cattiverie inaudite solo con il fine di ucciderlo perchè secondo me wulleaet aveva già progettato di ammazzarlo sin da subito ma prima si voleva divertire a picchiarlo e a turtorarlo sino a sfinirlo!!!!!!!
    E’ tremendo…merita veramente tutto il male di questo mondo!!! Pena di morte!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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