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Arrestato il fondatore di Sea Sheperd su mandato di cattura del Costa Rica

Paradossale: questa è la situazione che si pare profilarsi dietro l’arresto di Paul Watson, 61 anni, leader di Sea Sheperd.

L’attivista è stato fermato a Francoforte su mandato di cattura emesso dal Costa Rica (che ne ha chiesto l’estradizione) e relativo ad un episodio avvenuto nel 2002.

Ripercorriamo rapidissimamente i fatti che hanno portato al fermo: dieci anni fa Watson (e Sea Sheperd) si trovava nelle acque del Guatemala per bloccare la caccia di squali illegale (ripetiamo: illegale) portata avanti proprio da una nave del Costa Rica, la Varadero.

All’epoca, l’equipaggio di bracconieri (perché così si chiama chi caccia illegalmente) accusarono Sea Sheperd di aver tentato di ucciderli – o meglio, di aver “attentato alla sicurezza della nave”.

Ora, dieci anni dopo, sono scattate le manette per Watson. Un evento che ha lasciato allibiti i sostenitori dell’associazione ambientalista.

Dichiara il deputato europeo Daniel Cohn-Bendit, amico personale del numero uno di Sea Sheperd: “Si tratta di un imbroglio giuridico dieci anni dopo i fatti. Il rischio, ora, è che rimanga in carcere giorni o settimane prima che si verifichino i fatti”.

La realtà, come sempre, è che chi si rivolta contro un sistema standardizzato deve essere fermato. Le azioni di boicottaggio di Sea Sheperd, orientate perlopiù (ma non solo) al salvataggio delle balene dell’Antartico, pare riescano ad impedire l’uccisione di almeno due terzi del numero di esemplari pianificato.

Sea Sheperd ha anche il grande merito di aver ripetutamente cercato di fermare anche la temibile flotta baleniera giapponese: lo ha fatto quest’anno, in gennaio, quando ha tentato la sua attività di caccia in acque australiane.

“Possiamo dire di aver inseguito gli assassini di balene fino a ieri”, aveva dichiarato Paul Watson, “Questo dimostra che in realtà non hanno alcun programma scientifico in corso, dato che il loro cosiddetto studio gli impone di prelevare campioni di balene da due diverse aree, alternandole ogni anno. Non si tratta di scienza e non è mai stato così. Non si tratta nemmeno più di profitto, perché abbiamo demolito i loro profitti. È semplicemente orgoglio. La caccia alle balene in Oceno del Sud è diventata un progetto sociale pesantemente sovvenzionato, in un settore arcaico che non ha alcun posto nel ventunesimo secolo”.

Profitti, progetti sociali pesantemente sovvenzionati: forse proprio qui devono essere ricercati, genericamente, i motivi dell’arresto del capitano.

Nella foto: Paul Watson (fonte).

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2 Commenti

  1. SBALORDITIVO!!! SIAMO NEI TEMPI DOV’ I DELINQUENTI VANNO IN GIRO …E CHI LOTTA PER LA PACE , L’ AMBIENTE ,FAUNA …INSOMMA PER IL BENE DELLA TERRA VA IN GALERA ,OGGI IL MALE VUOLE FARE DA PADRONE ,E COSTA RICA SI VERGOGNE PER QUESTO CHE HA FATTO I BRACCONIERE VANNO DIFESI ,LORO SANNO CHE NON SI DEVE FARE …PER CHE COSTA RICA FA QUESTO????

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