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Dieci giorni preso in una trappola. Orango si strappa la mano per liberarsi

Piantagioni di olio di palma: chi conosce il problema? Se dovessimo riassumerlo in breve, diremmo che per produrre questo “ingrediente” nient’affatto vitale alla nostra sopravvivenza, la razza umana sta letteralmente disintegrando ecosistemi e sterminando gli oranghi attraverso la distruzione delle loro foreste natali per far posto alle piantagioni.

Per sottrarsi all’invasione umana e alla perdita di habitat, gli oranghi sono costretti a fuggire e più le loro foreste diminuiscono di dimensioni, maggiore è il numero degli animali che muoiono di fame o vengono uccisi.

Proprio in questa cornice va ricostruito il fatto di cronaca che arriva dal Kalimantan occidentale, dove le piantagioni di olio di palma sono molto estese.

Un esemplare maschio di orango, di giovane età, è rimasto vittima di una trappola posizionata per catturare cervi e cinghiali nella foresta. Ha passato dieci giorni in quelle condizioni, prima che il team dell’Animal Rescue Internaional (IAR) lo individuasse e lo portasse in salvo. Lo IAR ha proprio lo scopo di soccorrere questi animali, e vanta un santuario nel vicino Ketapang.

Al momento del ritrovamento, l’orango si era procurato ferite terribili alla mano e al polso intrappolati: per liberarsi, stava cercando di mutilarsi di un arto, un comportamento non inusuale per gli animali presi in trappola.

È stato necessario sedarlo per liberarlo. L’orango è stato poi trasportato alla clinica veterinaria IAR, reidratato e sottoposto alle prime cure.

Qui gli è anche stato dato un nome: Pelangsi, come l’area in cui è stato ritrovato.

Le condizioni dell’animale sono rimaste critiche per le prime 48 ore, anche in considerazione della gravissima setticemia che aveva colpito l’arto semiamputato. Superata la fase critica, Pelangsi ha dovuto subire un intervento chirurgico di oltre cinque ore nel corso del quale i medici sono riusciti a riparare almeno una parte dei danni. Sfortunatamente, non sono riusciti a salvare la mano.

Si spera che l’animale potrà essere lasciato libero nella foresta nell’arco di qualche mese, quando l’arto avrà ripreso tutta la funzionalità possibile.

“La storia di Pelangsi mette in luce il triste destino di tanti oranghi che rimangono affamati e senza casa mentre la loro foresta viene selvaggiamente abbattuta”, ha dichiarato lo IAR, “Il nostro centro di soccorso ha ora in cura cinquanta esemplari, ma il numero continuerà a crescere rapidamente se le società di olio di palma non si decideranno a prendere delle misure drastiche per proteggere queste creature dagli effetti devastanti della loro industria”.

Nella foto: Pelangsi (fonte).

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