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Avellino: il centro recupero animali selvatici era una casa degli orrori

Gheppi, allocchi, barbagianni, falchi, poiane, ma anche pitoni e tartarughe di terra rinchiusi in spazi angusti, denutriti. Nei congelatori dei locali, poi, l’orrore puro: i corpi morti e smembrati di una serie di animali: cani, poiane, volpi, faine, gatti, falchi, gufi, sparvieri, civette.

Questo, in sintesi, è il quadro che si è presentato davanti agli occhi di WWF , Carabinieri e Guardie Regionali Zoofile della Federazione Nazionale Pro Vita che, in un intervento congiunto, hanno controllato due strutture adibite a centro recupero animali selvatici.

Entrambe le strutture erano gestite da un’Associazione Naturalistica dell’avellinese.

I due centri, dislocati rispettivamente a Montella e a Nusco, erano vere e proprie case degli orrori – orrori così grandi che la scoperta, avvenuta qualche giorno fa, è diventata di dominio pubblico soltanto nella giornata di ieri.

Gli animali ritrovati vivi erano tutti in pessime condizioni di salute. Quelli morti, smembrati, perlopiù rinchiusi nei congelatori. Altri corpi sono stati ritrovati nelle strutture – non erano mai stati rimossi ed erano ormai in uno stato di decomposizione così avanzata da rendere l’aria irrespirabile alle stesse forze dell’ordine.

Difficile immaginare come il personale dei due centri potesse anche solo entrare nei locali. E inutile specificare che, considerate le condizioni, il lavoro di catalogazione dei reperti è stato lungo e complesso.

Oltre alle carcasse in decomposizione e agli animali ancora vivi e ormai ridotti in uno stato pietoso, le forze dell’ordine hanno ritrovato anche centinaia di animali imbalsamati, appartenenti sia a specie cacciabili che protette, e una quantità di rettili conservati in barattoli di vetro, immersi in soluzione alcolica.

Tutto ciò che era contenuto nelle strutture, vivo o morto che fosse, è stato posto sotto sequestro.

I denunciati per questo scempio sono due salernitani responsabili delle due strutture.

Gli animali sopravvissuti sono stati trasferiti al CRAS di Napoli Il Frullone per cure e riabilitazione.

La presenza di corpi smembrati di cani e gatti all’interno dei congelatori lascia perplessi, e le autorità non escludono che i poveri animali venissero utilizzati come cibo per i selvatici – come un lupo recentemente recuperato e trasferito proprio prima della scoperta di qualche giorno fa. Si ritiene addirittura che il lupo in questione, di cui si sa poco o nulla, venisse detenuto all’interno di una gabbia per volatili. Noncuranza, sadismo, ignoranza, superficialità, pura crudeltà: sembra esserci davvero un po’ di tutto alla base dei raccapriccianti riscontri effettuati dagli agenti.

Ancora più assurdo è che le due strutture avellinesi venissero utilizzate come mete predilette per le scolaresche. Ma non è questo ciò che bisogna imparare sul trattamento degli animali, tutt’altro. Questo è orrore puro, degenerazione totale.

Foto: quel che rimane di un rapace ritrovato in una delle due strutture (fonte CilentoNotizie).

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2 Commenti

  1. Cristo santo! Un animale così fiero e bello in che modo vergognoso è stato ridotto!!!!! Sempre d’accordo con Gennaro!

  2. gennaro stammati

    PENA DI MORTE

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