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Albenga: pensionata nutre gli uccellini. Multata

Una pensionata di 76 anni è stata multata dalla Municipale, ad Albenga, perché sorpresa a nutrire gli animali selvatici, nella fattispecie uccellini. Il motivo? Alimentare gli animali selvatici è espressamente vietato dal Regolamento Comunale e prevede una sanzione di 50 euro.

Il Comandante della Municipale Gaetano Noè difende la decisione dei suoi agenti con queste parole: “Si tratta di una pratica estremamente nociva, in alcuni casi pericolosa, perché gli animali perdono la loro selvaticità e rusticità. Inoltre, in quanto selvatici, possono produrre danni”.

Il Comandante continua poi parlando di un cinghiale che, a suo dire, i suoi agenti sarebbero stati “costretti” ad abbattere nei giorni scorsi.

“La Polizia Provinciale è stata costretta ad abbattere un cinghiale di circa 100 chili, perché l’animale si avvicinava pericolosamente alle abitazioni, alle auto e ai cittadini, provocando danni e panico”. Insomma, non aveva aggredito nessuno, si avvicinava. Causava danni alle cose. Più che giustificato togliergli la vita.

“In questo caso, invece, la persona multata portava con sé un intero sacco di pane da dare in pasto agli animali: il cibo, nei pressi del fiume, alimenta tra le altre cose il proliferare di topi e vanifica il programma di fecondazione controllata dagli uffici comunali”.

Difficile dire se sarebbe il caso di fare un sarcastico ringraziamento alle forze dell’ordine per aver fermato una tale pericolosissima ribelle o se, al contrario, sarebbe meglio non commentare neppure.

Foto: repertorio (fonte).

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8 Commenti

  1. E’ così sbagliato che mangino tutti? Che differenza c’é tra una forma di vita e un’altra? Le suddette forme di vita (cane, topo, cardellino, topo, piccione, cane o scarafaggio) sono proprietà privata di qualcuno?

  2. infatti il discorso è che multare una signora di 76 anni che magari vive con una pensione minima e lasciar correre violenze gravi sugli animali, o non soccorrere, o non intervenire se chiamati è un’assurdità. che gli uccelli non debbano essere nutriti a pane poi, non ci piove.

  3. 1.La notizia è del 7 maggio,quindi le gelate invernali possiamo escluderle.
    2.Dar da mangiare agl’uccellini non verrebbe considerato reato nemmeno dalla strega cattiva di biancaneve.
    3. La notizia “alla fonte” dice espressamente che la signora non dava bricioline, ma portava con se un sacco di pane e le buttava in vicinanza di un ponte (non conosco albenga ma credo sia vicino al centro città)

    Ok, la multa è eccessiva, un avvertimento credo fosse sufficiente, ma credo anche che ci siano luoghi e modi per cibare gli uccellini.
    E lo dico perchè una vicina di casa per mesi ha gettato sacchi di pane “agl’uccellini” nel parco dove porto il cane a correre, ma gli unici animali che si cibavano di tutto quel pane erano: il mio cane (contro il mio volere), topi (visti personalmente), formiche, corvacci fifoni.

  4. Se non fosse per MIGLIAIA di persone come questa dolcissima anziana, questo inverno, quando le gelate hanno privato uccellini ed altri animali di ogni fonte di cibo ci sarebbero state incalcolabili vittime tra i selvatici.
    Per la polizia municipale nessun commento: incommentabile veramente il loro agire.

  5. Se la vecchietta con il pane fosse stato un massiccio ventenne con la pistola avremmo avuto il fuggi fuggi generale delle eroiche forze della polizia municipale. Altro che multa…

  6. che vergogna per la sigra sono una compagnia piu che altro come io lo faccio dando ai miei uccelini tirando sopra il tetto del valcone del mio vicino…è condominiale non lo dite a nessuno 😉

  7. meroni marinella

    un plauso per la Signora di Albenga, persona dall’animo gentile e sensibile- per gli agenti della Polizia municipale un solo commento : idioti…in che mano siamo……mm

  8. Tiziana Stanzani

    PUNIRE QUELLA DONNA E’ STATO UN ATTO FUORILEGGE: L’Art. DELLA 189 CITA: “6.6. La detenzione in condizioni incompatibili: L’art. 727 c.p., al primo comma, punisce con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività”; esiste un precedente di cui non trovo la sentenza, accidenti a me, dove il giudice aveva dato ragione a una vecchietta che cibava gli uccelli, appellandosi a questo: i piccioni avevano aquisito l’abitudine a trovare il cibo; levandoglielo, si causava sofferenza all’animale che aveva aquisito tale abitudine e non andava più a cercarlo altrove. Ecco la legge italiana, come funziona: AL CONTRARIO!

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