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[VIDEO] USA: bruciarono vivo il cane Phoenix, assolti

Sono stati giudicati non colpevoli i due giovani responsabili di aver dato fuoco ad un cane, Phoenix, nel 2009. L’animale non sopravvisse alla gravità delle ferite. 

Per la giovane e mansueta pitbull, dunque, non vi sarà giustizia nonostante l’orrore suscitato da quanto capitatole. La giuria di Baltimora responsabile di processare i due fratelli sospettati di aver cosparso il cane di benzina e di averlo poi dato alle fiamme li ha scagionati da ogni accusa. 

Phoenix aveva riportato ustioni sull’80% del corpo ed era stata ritrovata viva da un poliziotto, che l’aveva immediatamente trasportata all’associazione BARCS per salvarla. Phoenix era rimasta in agonia per cinque giorni prima di essere eutanasizzata a causa della gravità delle ferite.

Sia le prove sia le testimonianze portarono all’arresto di due fratelli adolescenti, Travers e Tremayne Johnson. Dopo un primo processo tenutosi nel febbraio 2011, la coppia è stata processata nuovamente in questi giorni e giudicata non colpevole dalla giuria.

Come è potuto accadere?

I testimoni che avevano reso dichiarazione giurata, durante la prima udienza, hanno infatti deciso di non partecipare alla seconda – tra questi, anche il sergente di polizia che aveva identificato i fratelli in un video, mentre portavano a spasso Phoenix pochi minuti prima di darle fuoco.

Ha dichiarato Caroline Griffin, che guida la Commissione Anti-Abuso Animale cittadina: “Tutti hanno cercato di aiutare questo cane che era stato ferito in modo tremendo, e tutti hanno cercato di far sì che avesse giustizia. Tuttavia abbiamo un sistema giuridico e dobbiamo accettare il verdetto”. La Commissione, peraltro, è stata fondata proprio a seguito del gravissimo abuso su Phoenix.

“Penso che questo caso sia stato compromesso dal fatto che i testimoni si sono rifiutati di presentarsi in aula”, ha aggiunto poi la Griffin. “Bisogna far sì che le persone siano gli occhi e le orecchie degli animali nei casi di crudeltà e incuria, e che riportino e testimonino quando casi come questo finiscono davanti al giudice”. 

L’unica nota positiva rispetto all’intera faccenda è che quanto capitato a Phoenix ha modificato sostanzialmente la gestione dei casi di crudeltà animale a Baltimora. Attualmente, infatti, la polizia viene specificamente addestrata a raccogliere indizi e prove su scene del crimine che coinvolgono gli animali. 

Si ritiene che, nel caso di Phoenix, la polizia abbia compiuto leggerezze imperdonabili, quali confondere gli abiti dei presunti colpevoli e non raccogliere DNA o impronte digitali. Prove che si sarebbero dimostrate vitali nel raggiungimento di una pena esemplare.

L’associazione BARCS, che ha cercato tanto disperatamente di salvare Phoenix, ha dichiarato: “Non è morta invano e sarà sempre nei nostri cuori. Riteniamo che questo sia un epilogo molto triste ma la gente non deve pensare che tutti i casi di abuso sugli animali finiranno così”.

I fratelli Johnson sono ancora in carcere per essersi nel frattempo macchiati di altri crimini.

Nella foto: Phoenix poco prima di morire.

Di seguito: un video a lei dedicato.

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Un commento

  1. vergogna!!!!

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