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I cani dimenticati morti sul Titanic

Ci hanno fatto un film che è diventato quasi mitologico, sulla tragedia del Titanic. Se ne parla ormai da cent’anni, di quella che per solo qualche giorno è stata la nave più grande mai realizzata. Si sa quasi tutto delle vittime umane risucchiate dai flutti.

Quello che non tutti sanno, forse, è che il Titanic ospitava anche almeno una dozzina di cani

Molti degli animali viaggiavano in prima classe e quasi tutti morirono. Di loro non si è mai ricordato nessuno. 

Nel centesimo anniversario della tragedia è l’Università della Pennsylvania a rendere loro omaggio con una mostra.

Joseph Edgette, il curatore, ha dichiarato all’Huffington Post: “Non credo che nessuna mostra sul Titanic abbia mai esaminato il rapporto tra i naufraghi e i propri animali domestici, soprattutto quelli che persero la vita”.

Dei dodici cani presenti a bordo se ne salvarono soltanto tre: due volpini e un pechinese. Lady, uno dei volpini, era stato acquistato a Parigi poco prima della partenza della nave. Il secondo apparteneva a Jane Rothschild, che perse il marito nella tragedia ma riuscì a portare in salvo l’animale. L’ultimo, il pechinese, si chiamava Sun Yat Sen ed era il cane di Henry Harper, l’erede della casa editrice Harper & Row, e di sua moglie. Disse Henry all’epoca che “il cane non occupava spazio nelle scialuppe e nessuno ebbe da ridire”.

Si conosce il numero di questi cani, dodici, soltanto perché alloggiavano in prima classe assieme ai loro padroni. 

Ma è certo che ve ne fossero molti altri nelle classi inferiori. Cani senza nome, di cui non si ha alcuna notizia, e che sono stati tutti abbandonati al loro destino. Alcuni chiusi nelle cabine, altri nelle gabbiette da cui non furono mai liberati, altri ancora semplicemente lasciati ad affogare. In ogni caso, nessuno di loro è stato messo in salvo. 

Una passeggera di cinquant’anni, Ann Elizabeth Isham, si rifiutò di abbandonare il suo alano, troppo grande per essere il benvenuto su qualunque scialuppa. La trovarono morta, galleggiante sull’acqua, aggrappata a lui: non lo aveva abbandonato, fino all’ultimo respiro.

Una curiosità: era usanza, all’epoca, tenere almeno un gatto a bordo perché si occupasse dei topi. Si dice che a bordo del Titanic vi fosse una gatta che aveva da poco avuto i suoi cuccioli. Quando la nave arrivò a Southampton da Belfast, i membri dell’equipaggio la videro sbarcare. Tornò sulla nave a riprendersi i piccoli, uno ad uno, poi sparì. E qualcuno mormorò che quel viaggio non sarebbe stato fortunato.

Nella foto: alcuni dei cani sul Titanic.

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