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Albania: strage randagi posticipata di 10 giorni

Una vittoria piccola e parziale ma pur sempre importante, quella ottenuta da ARA, associazione per la tutela dei diritti animali in Albania. 

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, la cittadina albanese di Perrenjas ha deciso di sterminare a colpi di fucile i suoi randagi, seguendo i disumani esempi di Romania e Ucraina. Dell’argomento avevamo parlato in queste news.

Gli animalisti albanesi sono nelle ultime ore riusciti ad ottenere un incontro con il primo cittadino di Perrenjas e, dopo quella che viene definita una “lunga e tesa seduta”, hanno portato a casa una piccola speranza. Un posticipo nell’inizio della strage, che teoricamente avrebbe dovuto prendere il via questa settimana grazie a due cacciatori professionisti ingaggiati proprio dal Comune.

Il premio per ogni cane ucciso e bruciato dai cacciatori equivale a 1,50 euro circa. Questo è il valore che viene dato alla vita di creature viventi, letteralmente abbandonate da Dio e dagli uomini.

Se poi si pensa che i cani randagi nella zona sono solamente una cinquantina, diventa ancora più difficile comprendere la necessità di soluzioni tanto brutali e drastiche quando la sterilizzazione, l’adozione o l’eventuale reimmissione sul territorio sarebbe di gran lunga più efficace (nonché meno costosa).

Riferisce Pezana Rexha, direttrice esecutiva di ARA, in merito all’incontro con il sindaco: “All’inizio non volevano proprio darci ascolto. Ci hanno detto che c’erano due soluzioni: o uccidere i cani o andare via noi assieme a loro. Alla fine siamo riusciti ad ottenere la promessa che nei prossimi dieci giorni non intraprenderanno nessuna azione, mentre noi ci siamo impegnati a presentare per iscritto quello che intendiamo fare, cioè sterilizzare e vaccinare tutti gli animali”.

La direttrice aggiunge anche: “Abbiamo chiarito che l’uccisione dei cani va contro la legge. Spero che in questi giorni non facciano nulla. Altrimenti faremo causa in tribunale”.

Ci si augura davvero che nessun eccidio cominci, anche perché – e la Romania in questo senso insegna – un tale spirale di violenza sembra essere persino contagiosa e di certo diventa poi difficilissima da fermare.

Ricordiamo anche che l’Albania è candidata all’ingresso nell’Unione Europea.

Foto: repertorio.

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Un commento

  1. Gisella serafini

    Questo massacro di vite innocenti solo un popolo mentalmente primitivo ed incivile può farlo

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