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Strage delle foche in Canada: ecco qualche fatto da sapere

Riportiamo in apertura l’interessante infografica pubblicata dal sito Care2 in merito all’annosa questione della strage delle foche in Canada. Come già rivelato in passato, anche quest’anno i cacciatori sono scesi sul pack per uccidere – e questo nonostante il bando dei prodotti di foca sia stato varato un po’ ovunque. 

Se vedessimo il nostro pianeta per il posto meraviglioso che dovrebbe essere – un posto le cui creature hanno imparato a sopravvivere anche nelle zone più gelide e sperdute, come l’Artico – probabilmente ci sentiremmo più affascinati che spinti ad uccidere. Soprattutto se riflettessimo sul fatto che il destino di ciascuna creatura del pianeta è profondamente intrecciato con il nostro.

Le foche appartengono a queste specie affascinanti e complesse in grado di vivere nei territori più ostili. La loro sopravvivenza è già messa a dura prova dal riscaldamento globale e dallo sfruttamento dei pozzi petroliferi nell’artico. Una volta all’anno, poi, i cacciatori canadesi vengono sguinzagliati nell’habitat di queste creature totalmente pacifiche, muniti di un permesso governativo che di fatto autorizza il massacro di decine di migliaia di esemplari.

Spiega Sharon Seltzer, di Care2: “Nonostante il bando europeo ai prodotti di foca, varato nel 2009, e nonostante il disgusto collettivo il governo canadese cerca ancora di convincere l’opinione pubblica che questa caccia disumana e barbara sia necessaria. Il tutto mentre spende i soldi dei contribuenti e, diligentemente, cerca di trovare nuovi mercati per i prodotti di foca – invece di lavorare alla transizione di qualche migliaio di cacciatori verso un’industria più stabile”.

Come spiegato dall’infografica, la caccia alle foche è brutale e totalmente non necessaria. 

In breve, quel che bisogna sapere è questo:

  • Cuccioli di foca indifesi vengono massacrati ogni anno in Canada per la loro pelliccia.
  • Negli ultimi dieci anni ne sono stati uccisi oltre due milioni.
  • Il 98% di questi due milioni aveva un’età inferiore ai 3 mesi.
  • Gli animali vengono uccisi in una maniera brutale: bastonati, fucilati, scuoiati vivi.
  • I cacciatori utilizzano un particolare rampino che permette di ammazzare senza rovinare la pelliccia dell’animale.
  • Non si tratta di un’arma che uccide dopo aver provocato incoscienza nell’esemplare, nel 67% dei casi.
  • Nell’82% dei casi, la foca non viene uccisa al primo colpo.
  • Nel 100% dei casi, muore inutilmente.
  • Chi uccide le foche: si tratta di pescatori professionisti che attuano la mattanza tra una stagione di pesca e l’altra. La mattanza avviene tra i mesi di marzo e aprile e provoca la morte di decine di migliaia di esemplari, talvolta centinaia di migliaia.
  • Nel 2011, solo poche centinaia di pescatori si sono resi responsabili della morte di 37,829 cuccioli.
  • La popolazione canadese è di oltre 34 milioni di persone. I pescatori sono 50,920. Quelli che partecipano alla caccia alle foche sono meno di 6000.
  • Perché avviene la caccia alle foche: la prima ragione è la moda. Il mantello dei cuccioli viene utilizzato per produrre pellicce, paraorecchie, stivali. Il tutto, dalla morte di un cucciolo di circa 25 giorni di età.
  • Che la caccia alle foche contribuisca in maniera sostanziale alla ricchezza del Canada è sostanzialmente una menzogna. E questo perché gli introiti del Canada sono prodotti, in media, dalla pesca (95%). La ricchezza prodotta dai prodotti derivati dalle foche si attesta sul 5%. Il governo canadese potrebbe scegliere di recuperare quel 5% impiegando i circa 6000 cacciatori di foche in alternative economiche più sostenibili, ma non lo fa.
  • Perché la caccia alle foche deve finire: per l’impegno collettivo di numerose associazioni per i diritti animali in tutto il mondo. Nel corso degli anni, le proteste hanno causato il sostanziale boicottaggio dei prodotti a base di foca. Questo ha provocato un notevole abbassamento dei prezzi, che ha portato ad una riduzione del numero di animali uccisi.
  • Anche se il numero delle foche uccise è calato, resta comunque inaccettabile, e il governo canadese, pur cosciente della questione, autorizza comunque l’abbattimento inutile e ingiustificato di tanti, troppi esemplari.
  • Questi sono i Paesi che hanno aderito al bando dei prodotti a base di foca: Stati Uniti (1972), Messico, Croazia (2006), Paesi Bassi, Belgio (2007), Finlandia, Svezia, Danimarca, Polonia, Regno Unito, Germania, Lituania, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Francia, Portogallo, Spagna, Austria, Malta, Grecia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Italia, Slovenia, Cipro, Bulgaria (2009), Russia, Belarus, Kazakistan (2011).
  • Perché non bisogna fermarsi adesso: Paesi, aziende e cittadini in tutto il mondo stanno dicendo no ai prodotti a base di foca, no alle pellicce di foca, no alla crudeltà contro le foche. Smettere di combattere ora significa vanificare quanto fatto in tutti questi anni. Il mercato canadese della caccia alle foche deve chiudere.
  • Cosa fare: informarsi visitando il sito hsi.org/protectseals.
  • Firmare la petizione a questo indirizzo.
  • Condividere questa notizia e informare chi ancora non sa.

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