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Sentenza storica: il Palio di Ferrara risarcirà la LAV

È una sentenza storica quella che vede il Palio di Ferrara costretto da una condanna a risarcire la LAV per un episodio risalente al 2006.

In quell’anno, durante il palio del 28 maggio, la corsa dei cavalli si concluse infatti con la morte di due animali e il grave ferimento di un terzo. 

Di seguito, ecco il comunicato rilasciato proprio da LAV in merito alla sentenza, datata 26 marzo 2012.

“Il Tribunale di Ferrara, nella persona del giudice dott. Angelo Cerulo, il 26 marzo 2012 si è pronunciato sui gravissimi incidenti del Palio di Ferrara che il 28 maggio 2006 macchiarono di sangue la manifestazione con due cavalli morti e un terzo ferito gravemente: l’Ente Palio Città di Ferrara, contro il quale la LAV aveva intentato una causa civile, è stato condannato a risarcire all’Associazione i danni patrimoniali e non patrimoniali disponendo, altresì, la pubblicazione della sentenza, per estratto, sull’edizione domenicale dei quotidiani Il Resto del Carlino e La Nuova Ferrara. Il Tribunale ha accolto parzialmente le istanze della LAV, assistita dall’avvocato Giovanni Adamo del foro di Bologna, che chiedeva, tra l’altro, il riconoscimento della lesione del sentimento di pietà verso gli animali, oggetto di tutela penale al capo IX bis del Codice, e dunque il danno inflitto alla LAV in qualità di ente rappresentativo di tale bene, a causa dei gravissimi incidenti del 2006.

“Aver perseverato con la ricerca di giustizia per gli animali vittime del Palio di Ferrara ha portato i suoi effetti, lo dimostra questa sentenza, importantissima per diversi aspetti – commenta l’Avv. Carla Campanaro, dell’Ufficio Legale della LAV – La sentenza infatti stabilisce un importantissimo principio proprio in materia di feste popolari, che riteniamo debba esser preso in considerazione in ambito nazionale, a partire dalla prossima edizione del Palio, chiarendo che oggi gli organizzatori di feste con animali, quali i palii, non possono prescindere dal sentimento per gli animali che promana dalla coscienza sociale, stabilendo che ‘in considerazione delle esperienze umane che si estrinsecano nel Palio, tali esperienze umane senza la considerazione del sentimento di pietà per gli animali sarebbero un inutile ed anacronistico orpello, un tradimento degli ideali stessi, impongono di valorizzare tutte le istanze più alte e feconde, non ultimo il sentimento per gli animali che promanano dalla coscienza sociale’. La sentenza, inoltre interviene a ribadire che ogni condotta che causa sofferenze e morte ad animali, ad di là dei profili colposi accertati in sede penale, causa sempre e comunque un danno patrimoniale e non patrimoniale alle associazioni, come la LAV, che di questi interessi sono portatrici, e che subiscono una evidente frustrazione delle proprie finalità associative, con conseguente ingiusto patimento ‘morale’ ed ‘esistenziale’, sia proprio, sia dei singoli associati, in caso di morte o maltrattamento di animali.”

Per l’Avv. Giovanni Adamo, difensore della LAV nel procedimento contro l’Ente Palio: “La sentenza (della quale sarà molto interessante leggere le motivazioni quando saranno disponibili), pur tenendo presente che è soggetta ad appello, costituisce certamente un risultato fondamentale per il mondo dell’associazionismo, cui si è pervenuti a seguito di un’istruttoria accuratissima da parte del Tribunale, che ha sentito numerosissimi testi (tra i quali fantini, veterinari ed amministratori pubblici) ed analizzato centinaia di documenti. Essa sarà infatti un ‘precedente’ che vincolerà, nei fatti, le Amministrazioni all’adozione di rigorosissime misure a tutela del ‘sentimento degli animali’, così grandemente leso in questo caso”.

“La sentenza del Tribunale, un costo che ricade su tutti i ferraresi, non è solo di condanna all’Ente Palio ma a tutto il sistema che ha volutamente calpestato norme nazionali e regionali, che ha fatto finta che tutto potesse essere fatto sulla pelle di cavalli morti e feriti – afferma Gianluca Felicetti, presidente nazionale della LAV – la Città non permetta ulteriori violazioni e omissioni fin dalla prossima edizione di fine maggio, il Prefetto intervenga affinché venga ristabilita la legalità a chi pubblicamente ritiene che le leggi si fermino ai confini della periferia ferrarese e che non ascolta quella parte della Città che ancora il 14 marzo scorso ha denunciato, con tanto di prove, le folli velocità imposte ai cavalli ben oltre i limiti dello stesso Ente Palio, ovvero 60 chilometri all’ora in rettilineo e 40 chilometri in curva, oltre il doppio di quanto previsto”.

Il Sindaco del 2006 si scusò pubblicamente per quanto avvenuto in Piazza Ariostea. Decidendo poi di proseguire, come i suoi successori, come se nulla fosse accaduto, dopo aver sotterrato i cavalli uccisi. L’Avvocato della causa per l’Ente Palio è lo stesso Sindaco di oggi che allora, Consigliere regionale, aveva visto approvare una norma e un Regolamento sulle corse con equidi che era stato violato.

Ferrara ha il diritto di non vedersi accusata e condannata. Ferrara ha la possibilità di fare la Festa anche senza l’uso degli animali.

La LAV, riconosciuta Ente Morale e Onlus, impiegherà la somma di risarcimento per il programma in corso da anni di accudimento e riabilitazione di cavalli maltrattati e sequestrati dalle Forze di polizia in corse clandestine.”

Nella foto: il cavallo gravemente ferito al palio.

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