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La Lega del Cane denuncia il musher Claudio De Ferrari

Riportiamo a seguire il comunicato inviatoci dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane e relativo alla denuncia per maltrattamento di animali del musher Claudio De Ferrari. Di quanto accaduto avevamo parlato in queste news.

“La Lega Nazionale per la Difesa del Cane denuncia per maltrattamento di animali il musher Claudio De Ferrari.

LNDC, Crediamo che l’indignazione non basti.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha presentato denuncia per maltrattamento di animali nei confronti del musher Claudio De Ferrari, per il comportamento tenuto verso i cani appartenenti alla muta con cui rappresentava l’Italia ai campionati di Sleddog 2012.

Crediamo che l’indignazione non basti, le immagini rese ufficiali da un filmato pubblicato su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=SfRFqM-zbP4) mostrano chiaramente il De Ferrari strattonare con violenza i suoi cani e imprecare contro di loro, per poi costringerli a rialzarsi e a continuare la gara, incurante del profondo stato di malessere in cui si trovavano gli animali, troppo esausti per trainarlo ancora.

la legge 189/2004 ha modificato il reato di maltrattamento di animali, ora disciplinato nell’art. 544 ter, il quale afferma che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.

E la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che “configurano il reato di maltrattamenti, anche nella formulazione novellata, non soltanto quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali destando ripugnanza per la loro aperta crudeltà, ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilità dell’animale, producendo un dolore” (Cassazione penale, sez. III, 07/11/2007, n. 44287).

Lo sleddog, oggi divenuto uno sport con campionati nazionali e internazionali, in realtà è una pratica antichissima, nata soprattutto per soddisfare l’esigenza di effettuare lunghi spostamenti nei territori artici. La “gara” dovrebbe essere basata sul rispetto per il cane che non può e non deve essere considerato una macchina da traino. I cani, dovrebbero correre per divertirsi, e non essere costretti a performance estreme anche contro la loro volontà, in quanto soggetti e non oggetti.

Piera Rosati

dir. Ufficio Comunicazione e Sviluppo LNDC

comunicazione.sviluppolndc@gmail.com

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Via Catalani 73, 20131 Milano

cell. 335 7107106

Tel. e Fax 02 26116502

www.legadelcane.org

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4 Commenti

  1. IO AVREI MESSO LUI DAVANTI ALLA SLITTA! E MAGARI PRESO PER LA GOLA COSI’ TANTO PER FARGLI PROVARE COSA VUOL DIRE ESSERE MALTRATTATO. O BUTTATO IN IN BURRONE E LASCIATO LI A MARCIRE!!!!!!!!!

  2. L’indignazione non deve bastare ci vuole la punizione e deve essere esemplare

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