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Manifestazione congiunta contro la vivisezione: come è andata?

Sono state centinaia le persone che si sono ritrovate nella giornata di sabato davanti alla sede di Correzzana della Harlan. Tutti insieme per gridare, per l’ennesima volta, il proprio no alla vivisezione.

Di questa importante manifestazione avevamo parlato nei giorni scorsi in questa news.

Promosso da Freccia45, il corteo ha visto la partecipazione non solo di tanta gente comune, ma anche di un nutrito gruppo di associazioni animaliste, tra cui ENPA, LEAL, Movimento Antispecista, Coordinamento Fermare Green Hill, Io Non Ho Paura, Gruppo Vita Animale Milano, Diamoci la Zampa, LAV Milano, Gaia Animali e Ambiente, Ufficio Garante Diritti Animali, e altre ancora. Stavolta non è mancata neppure la presenza dei mezzi di informazione: erano infatti presenti a Correzzana anche cronisti di diversi giornali oltre che troupe del TG5 e della Rai. Inevitabile anche la partecipazione di Striscia La Notizia, che ha fatto del caso Green Hill uno dei punti di forza delle ultime edizioni.

Delle scimmie di Harlan (qui tutte le nostre notizie in merito) intanto, si sa poco o nulla. Che la loro quarantena stia quasi per finire è ormai cosa nota, ma Freccia45 spiega che “Per ora hanno fermato tutto, hanno timore delle proteste”.

Il movimento antivivisezionista italiano si fa sempre più forte e comincia a suscitare mormorii all’interno della “comunità scientifica” ancora favorevole alla scienza nera.

Come ben sottolineato da Geapress, nel corso della manifestazione di sabato sono stati ventilati anche i nomi di alcuni degli “acquirenti” delle scimmie. In pratica, dei vivisettori. Negli ultimi anni gli istituti che hanno utilizzato animali da vivisezionare sono purtroppo numerosi: svariate università (Parma, Ferrara, Modena, La Sapienza), l’Istituto di Ricerche di Biologia Molecolare (Pomezia Terme), l’Istituto Superiore della Sanità, il CNR (Roma), l’INMM (Roma), aziende come Maxer (Colleretto Giocosa, Torino), e laboratori come la Nerviano Medical Science (Milano) e Corit (Torino).

Per le 104 scimmie ancora presenti negli stabilimenti di Harlan si chiede la grazia, si chiede compassione, si chiede libertà. Un obiettivo molto difficile da raggiungere: Harlan difficilmente toglierà le mani da ciò che ha rubato alle foreste e che considera (in base a nessun diritto) suo. E proprio a causa delle mancate spiegazioni in merito al destino degli animali è stata messa in piedi questa nuova manifestazione: l’assenza di risposte in questo senso da parte di Harlan è pesante come un macigno.

Spiega il Comitato Ugda: “Sono state mandate in Senato quasi due milioni di email affinché si legiferi contro la vivisezione che al momento è nel nostro Paese autorizzata, così come sono autorizzate ad operare aziende come Harlan”.

Il Senato, ovviamente, tace.

E allora si continua a marciare e a protestare.

Nella foto: un momento della manifestazione nelle foto pubblicate da Geapress.

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