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Non solo Ucraina: anche in Azerbaijan massacrano i randagi (per Eurovision 2012)

Ucraina 2.0 o, se preferite, Romania versione 3.0: stiamo parlando dell’Azerbaijan, Paese dell’area transcaucasica che si sta rendendo anch’esso responsabile di una vera e propria mattanza di randagi.

L’evento che porta all’epurazione non ha nulla a che vedere col calcio, stavolta. Si tratta infatti di Eurovision 2012, festival musicale internazionale che avrà luogo nella città di Baku il prossimo maggio.

E allora via alla pulizia delle strade in vista dell’arrivo di personalità di rilievo da quasi tutto il mondo.

L’Azerbaijan non è purtroppo nuovo a questo genere di mattanze: sono infatti decenni che gestisce il problema del randagismo non con l’educazione della popolazione, né tantomeno con la valida tecnica del SNR (Spay, Neuter, Release), ma con le uccisioni di massa. 

Addirittura a Baku è stato creato un vero e proprio Dipartimento che ha l’obiettivo di sterminare i randagi. Da lì partono i dog hunter – ossia gli ammazzacani – che, a bordo di un furgone bianco che riporta l’agghiacciante scritta “potere esecutivo”, sparano a tutti i randagi che trovano.

L’eccidio viene giustificato a livello istituzionale come metodo contenitivo per la rabbia – una motivazione non vera e creata ad hoc per provocare diffidenza, allarmismo e panico nella popolazione. La realtà dei fatti è che non esiste alcun controllo in merito agli animali uccisi: gli ammazzacani sparano a tutti i randagi che incontrano, indiscriminatamente. 

Inoltre, per evitare lo spreco di proiettili, ne viene utilizzato uno per animale – col risultato che spesso le agonie di queste creature si trascinano per giorni interminabili.

Gatti e topi vengono invece sterminati in massa con il veleno.

Tutti gli abusi e le violenze si sono intensificati esponenzialmente in vista di Eurovision 2012: esattamente come avviene in Ucraina, anche Baku vuole che le sue strade appaiano pulite e questa è la modalità che utilizza.

L’Azerbaijan non fa parte della UE ma è comunque firmatario della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia (ratificata nel 2008), che in buona sostanza prevede che il sovraffollamento degli animali debba essere gestito con metodi “umani”, ossia senza causare sofferenza.

I volontari che lavorano sul territorio sostengono che nessuno tiene in considerazione questa norma e che, come accade sempre, siano gli interessi economici a farla da padrone: in pratica, gli ammazzacani ottengono dal governo una commissione su ogni cane ucciso. 

Più brutalità, più ricchezza dunque.

Il sito di OIPA trasmette queste notizie e noi le riportiamo, con la speranza che vogliate inviare la lettera di protesta che troverete a questo indirizzo.

Qui invece trovate la petizione da firmare.

Nella foto: uno dei tanti cani uccisi in Azerbaijan.

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3 Commenti

  1. queli che fano questo masacro fano anche con uomini sono criminaliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiivergonjgaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  2. Io penso che l’uomo prima o poi pagherà per tutta questa violenza… io penso che tanto male, tanta ignoranza e cattiveria non possano rimanere impuniti…
    Mi vergogno ogni giorno di più di far parte della razza più sanguinaria, crudele e feroce che la Terra ospiti… A volte penso che se fossimo spazzati via tutti allora la Natura potrebbe lentamente tornare all’armonia… E’ uno sfogo forse estremo ma provo sempre molto dolore a leggere tutti i post che riportano soltanto crudeltà e mi sento molto impotente contro tanto orrore…

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