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Taranto: strage di cani a colpi di cibo farcito al diserbante

Una nuova strage di cani randagi si registra in Italia: a Taranto sei cani sono rimasti intossicati dopo aver mangiato ossa e frattaglie di pollo avvelenate con il diserbante.

Si tratta degli animali del rione Paolo VI e, praticamente, dell’intera “comunità” canina di zona. 

Due cani sono stati ritrovati uccisi nei pressi del luogo che abitualmente frequentavano: si trattava dell’area attorno ad alcune palazzine in zona ospedale San Giuseppe Moscati, ossia quella in cui venivano abitualmente nutriti e accuditi da chi li aveva adottati come “cani di quartiere”.

Un terzo cane è invece morto dopo essere stato trasportato dal veterinario. 

Degli altri tre cani che hanno mangiato i bocconi avvelenati, uno è in condizioni gravissime e lotta tra la vita e la morte. Il quinto, che aveva ingerito davvero poca sostanza tossica, è stato curato sul posto ed è da considerarsi fuori pericolo.

Il sesto cane è invece padronale e, quando è rimasto avvelenato, si trovava a passeggio con il proprio proprietario. Non emergono dettagli sulle sue condizioni, si sa solamente che è ricoverato in una clinica veterinaria.

L’unico a rimanere completamente illeso è un settimo cane, che pur vivendo nella zona presa di mira dall’avvelenatore, non ha ingurgitato i bocconi.  Il cane si trova ancora sul territorio e si può soltanto sperare che l’aguzzino non torni a finire il lavoro – cosa che, in tutta franchezza e visti i precedenti, fa davvero paura. 

Su quanto accaduto è stata aperta un’indagine mentre l’ASL di zona ha raccolto i residui dei bocconi avvelenati, che saranno analizzati. Si presume comunque che le sostanze tossiche utilizzate per renderli letali siano diserbante e stricnina, più comunemente conosciuto come veleno per topi.

Nella foto: un cane ucciso dal veleno.

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2 Commenti

  1. Cosa c’è da “commentare”?!? C’è soltanto da augurare le peggiori sofferenze a chi ha compiuto questo!
    CHE SCHIFO, L’ESSERE “UMANO”!
    Signor Sindaco, PROVVEDA, a meno che non sia proprio LEI, il mandante. In questo caso, provveda contro se stesso!

  2. non ho parole adeguate per il mio risentimento contro chi fa queste cose ma forse io farei provare cosa significa a tute quelle persone, la sofferenza di tale avvelenamento

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