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Storie a lieto fine: 14 anni di canile e poi, finalmente, diventa il cane di qualcuno

Una testimonianza bellissima che non possiamo non condividere, quella che arriva dalla pagina Facebook di SecondaZampa. Vogliamo condividerla anche perché ci rendiamo perfettamente conto di quanto questo blog sia, nonostante tutte le nostre migliori intenzioni, sempre stracolmo di cattive notizie: uccisioni, violenze, abusi, abbandoni, incuria, ingiustizia.

È anche per questo che fa bene leggere storie come quella di questo cane che ha dovuto attendere tutta una vita – ha 16 anni – per avere quello che aveva sempre cercato: l’amore di qualcuno. Una favola a lieto fine che mostra quanto importante sia continuare a lottare perché gli animali vengano trattati con rispetto, e che le persone di buon cuore esistono.

Giudicate voi stessi.

***

Condividiamo questa storia commovente. Dopo 14 anni di canile lui ha trovato amore.

Ecco la lettera dell’adottante che testimonia la sua storia:

“Giro su internet alla ricerca di cani lontani da aiutare, cani che non conosco.

I miei, del canile fuori milano, che respiro quasi tutti i sabati, sono ormai pochi. Ho più tempo.

Mi ritrovo sul sito di associazione canili lazio e cerco i vecchi, i cani del mio cuore, quelli con i quali la vita non è stata gentile.

Spuntano tanti musi dalle piccole foto fatte da anna bianca, la loro volontaria. Musi innocenti, condannati a un ergastolo fatto di sporcizia, solitudine, disperazione. Un ergastolo in cui non possono nemmeno camminare, non c’è ora d’aria per loro. E non c’è padrone, famiglia, branco, socialità, tutte cose che sono inscritte nel loro dna di lupi trasformati in compagni dell’uomo.

Ma qui gli uomini si vedono solo per lavare il box con la canna dell’acqua fredda e per dare cibo scadente, croccantini che i loro vecchi denti doloranti non riescono nemmeno più a spezzare.

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, estate bollente dopo estate bollente e inverni gelati che se li portano via o entrano nelle loro ossa facendogli male.

Ho scaricato vari appelli e varie foto. Soprattutto quelli di quattro vecchioni neri, in canile da sempre: Ringo, Romolo, Ciro e Felix.

Felix sorrideva nelle foto dietro la grata della gabbia.

Anna Bianca aveva scritto nell’appello: “Felix, 14 anni di canile e sorride ancora”. Tra quattro mura e un muro sopra la testa qualsiasi essere umano sarebbe impazzito. E invece lui sorrideva e doveva essere davvero buono se l’hanno messo in gabbia con due cagnolini minuscoli che negli inverni rigidi faceva dormire su di sé. Li faceva sdraiare sulle sue ossa ormai malandate e sul suo pelo a cui l’uomo aveva tolto qualsiasi dignità facendolo diventare un tappeto infeltrito di escrementi e urina accumulati negli anni. Tanti anni. Una vita. Una vita inutile, una vita sprecata. Che prevedeva un finale scontato: la morte nel box, come accade per migliaia di randagi, venuti al mondo per niente, vissuti per niente e morti per niente. Senza che nessuno si sia mai nemmeno accorto della loro esistenza.

Scarico appelli e foto di questo ultimi tra gli ultimi e li mando in mailing list, li pubblico su tutti i siti di adozione. E aspetto. Aspetto Federico. Che mi scrive per Sam, cane di strada campano, ma mi chiede anche di Ciro, cane che ha avuto un ictus. Federico è di Lecco e Anna Bianca non vuol far fare viaggi lunghi a Ciro.

Allora gli mando l’appello di Felix. Uno sguardo a quella foto digitale, una lettura veloce dell’appello e Felix è già suo. Anche se Felix non sa niente e continua a non vivere giorno dopo giorno. Federico mi dice che sua moglie Francesca lo vuole subito. Si è commossa a sapere che protegge i due cagnolini in gabbia con lui. E loro hanno altri tre cani e sette gatti e Felix, lei lo intuisce dallo sguardo dolce, andrà d’accordo con tutti.

Non c’è tempo da perdere, una settimana in più o in meno per un cane di 16 anni può significare la morte o la vita.

Federico mi stupisce, mi emoziona. Non indugia, non aspetta alcuna staffetta. Gira la macchina da Lecco e punta in direzione Roma: “Non lo lascio morire in quel box da solo, stanne certa” mi scrive. E io lo ammiro. Tanto.

Così ha caricato in auto questa creatura, un ammasso di feci e urina, i denti marci, le gengive infette. Non fa nulla, è il suo cane, il suo cucciolo.

Arriva a casa la sera tardi, c’è buio. Felix ha un po’ paura degli spazi grandi e, allora, la prima notte lo mettono a dormire in una stanzetta piccola, con un cuscinone. Ma lui non ci si sdraia. Conosce solo il pavimento freddo del box e anche lì dorme sul pavimento. Un cuscino non sa nemmeno cosa sia.

Il giorno dopo la metamorfosi: la toelettatrice taglia in due parti lungo la schiena il tappeto marcio e infeltrito che ricopre Felix. E da quel tappeto esce simbolicamente e realmente un nuovo cane, un cucciolo di 16 anni, pronto a scoprire quel mondo che non sapeva neanche che esistesse.

Sono andata a trovarli l’altro ieri. Felix, ora Ciubeca, non ha bisogno del guinzaglio, sta attaccato al ginocchio di Federica e Francesca.

Neanche un ringhio tra la combriccola, gli altri cani hanno capito che Ciubeca non è un pericolo.

Il veterinario ha detto che non ha mai visto una schiena così conciata “a fisarmonica” l’ha definita.Ee gli sta dando antibiotici perché dovrà togliergli tutti i denti, veicoli di infeziono.

Per il resto è un cane sanissimo: cuore, polmoni, fegato, reni sono tutti a posto. Sei forte Ciubeca, hai portato con dignità e forza la tua croce. Dobbiamo tutti imparare da te. Ciubeca non ha muscoli ma se li farà, camminando nel bosco con Federico e Francesca. L’ho accarezzato a lungo, è vero ha proprio il pelo di un pulcino, di un cane appena nato. Nato a nuova vita.

Grazie con tutto il mio cuore Federico e Francesca. Vai Ciubeca, la vita ti aspetta!

G.”

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11 Commenti

  1. Mi sono commosso, una bella storia che mi ricorda quella vissuta da me quando ero piccolo e mio padre portò a casa un cane come Felix.
    Bravi

  2. i nostri complimenti per la vostra scelta 🙂

  3. e’ incredibile ma sembra il doppione di chicca.sia per l’aspetto,identico,sia per come e’ stato adottato:uguale….!e anche per la combricola,ampiamente numerosa anche da noi..
    un appello via mail su 3 canine/canone ,le piu’ anziane del canile,tra cui chicca in canile da sempre,e 16 anni suonati…(cosi’ mi e’ stato detto)visto a fine dic3embre e prea il 1 gennaio(a botti passati per non farla spaventare).ora ne ha 18 e non cammina quasi piu’ da sola.pettorina e imbragatura…e spesso e’ incontinente.se penso che tutto questo sarebbe avvenuto al gelo o al caldo torrido in una gabbia che sa di eternita’ mi viene male ancor oggi…
    spiegatemi come fare e vi mando un piccolo video..
    buona vita a tutti
    danicla

  4. Meravigliosa lettera che mi ha commossa, Federico e Francesca grazie per aver restituito la dignita’ e la vita a Ciubeca, la meritava.

  5. E’ una notizia bellissima.

  6. Sono ultra felice per Ciubeca e la sua nuova famiglia!!! A volte il destino non è poi così crudele…Adesso amore e coccole a volontà per entrambi!!!

  7. Con tante notizie di cattiverie e abusi su povere creature innocenti leggere questo mi ha commossa, le persone di buon cuore ci sono 🙂 Tanto amore e felicità a Ciubecca e i suoi nuovi amici, umani e non 🙂

  8. Sono molto felice!

  9. Cristina Carrano

    sarò esagerata, ma leggere queste storie, giuro, mi fa piangere come una bambina.
    Dio come ci vogliono, fa bene al cuore e all’anima! Grazie Federico, grazie Francesca, grazie Ciubeca!

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