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Contadino salva mucca dal macello e le regala una vita

Questa storia arriva dallo Stato americano del Missouri e la sua versione originale, in inglese, può essere letta qui. È la bella storia a lieto fine di una mucca salvata dal mattatoio ed è raccontata dal protagonista, un contadino, David. 

“Viaggiando con un vicino che doveva ritirare alcune mucche che aveva comprato, ho finito per tornare a casa con una mucca anche io. Minnie era una delle venticinque mucche che il mio vicino aveva acquistato.

Il proprietario gli chiese se la voleva comunque, dal momento che l’anno prima non aveva messo al mondo alcun vitello. Di solito, quando questo accade la mucca in questione viene abbattuta perché l’allevatore non vuole correre il rischio che nuovamente non rimanga incinta, facendogli perdere dei soldi.

“No, davvero non la voglio”, disse il mio vicino. E così l’allevatore rispose che avrebbe provveduto lui stesso a mandarla al mattatoio.

Non so perché, ma mi dispiacqui così tanto per lei che esclamai subito: “La prendo io!”. Il mio vicino la caricò sul camion assieme alle altre mucche appena acquistate e tornammo a casa. 

Ho una piccola fattoria con alcune mucche da latte e non avevo idea di cosa me ne sarei fatto di una mucca da carne, specialmente visto che non poteva avere cuccioli, ma quello che sapevo per certo era che non sopportavo l’idea che finisse uccisa. Aveva un mantello nero luminoso e occhi grandi e bellissimi, e presto scoprii che era molto dolce e le piaceva tanto che le si grattasse la coda.

Dal momento che Minnie non sarebbe diventata mamma, la lasciai semplicemente in compagnia delle altre mucche e del mio toro, immaginandomi di aver appena adottato un enorme animale da compagnia. 

Nove mesi e mezzo dopo è nato Maxwell, il suo vitellino. 

Con il tempo ho anche scoperto che Minnie era una grande mucca da latte. Educarla alla mungitura è stato semplice e il suo latte è molto ricco e bianco. 

Successivamente Minnie ebbe un secondo vitello maschio, di nome Maynard, e poi una femmina, Molly. Un mese fa è nato un quarto vitello, un maschietto di nome Mutt. 

I suoi maschietti sono incrociati con tori da latte e sono animali splendidi, con gambe lunghe e muscoli poderosi, e possono vivere vite lunghe e operose con persone che possono appoggiarsi a loro nei campi o che possono semplicemente mangiucchiare il loro fieno. 

Per quanto riguarda Molly, la sto educando a farsi mungere e ho intenzione di iniziare a dare lezioni di educazione sia per i tori che per i loro proprietari. 

La maggior parte delle mucche non sono così fortunate. In America ne macelliamo oltre tre milioni al giorno, e Minnie sarebbe stata una di quelle. Salvare una mucca può non sembrare granché, finché non la conosci e scopri che è davvero incredibile. È molto intelligente e si avvicina sempre per farsi grattare la schiena quando entro nel campo. 

Minnie vivrà tutta la sua vita qui nella mia fattoria e lascerà un’eredità (e un bel po’ di progenie) quando andrà nel grande campo del paradiso. Niente male per una piccola mucca che non avrebbe potuto fare nulla”. 

Qualche parola sulla fattoria di David, il narratore di questa storia: la struttura gli costa circa 40,000 dollari all’anno e produce un introito di circa 6,000. Si tratta essenzialmente di un santuario che ha fondato da solo. David non separa i vitelli dalle madri durante lo svezzamento e men che meno li manda al macello. 

Come addestratore di tori, spiega: “Gli animali che sono educati a lavorare e che vengono trattati bene vivono vite lunghe e felici. Diventano spesso veri e propri animali domestici per i loro proprietari, che io monitorizzo per accertarmi che non abbiano mai, verso di loro, comportamenti crudeli o inumani. Ho trovato un modo per far sì che queste creature non diventino cibo per gli umani: gli creo un’occupazione con la quale possano essere identificati. Un lavoro molto leggero e breve, in effetti”.

David sostiene di sapere che senza il suo santuario, la maggior parte delle mucche che ha conosciuto sarebbero ora “hamburger mezzi mangiati e gettati nel bidone dell’immondizia di un McDonald’s”. 

Nella foto: Minnie con il piccolo Max.

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3 Commenti

  1. grazie per insegnare che con affetto s’ ottiene di più!

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