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Gli attivisti fanno pressione sul Senato per chiudere Green Hill

È arrivato il momento di fare pressione sulla XIV Commissione del Senato, e per questo nasce l’operazione “Altrimenti ci arrabbiamo”.

Promossa dagli attivisti animalisti di Fermare Green Hill, l’operazione nasce per spingere il Senato ad eliminare l’emendamento, passato il primo febbraio scorso alla Camera, sulle norme che limitano la vivisezione. 

Quello di cui si discute è infatti il recepimento della Direttiva Europea 2010/63/UE sulla “protezione degli animali utilizzati a fini scientifici”.

La direttiva della vergogna, per chi la ricorda, dal momento che non muove assolutamente alcun passo avanti nel trattamento degli animali da vivisezionare per la scienza (nera), di quelli modificati geneticamente e di quelli utilizzati per la didattica. 

Animali che vengono sfruttati come oggetti non solo per scoprire terapie efficaci al fine di guarire patologie umane (ed è giusto ricordare che circa il 95% dei medicinali testati con successo sugli animali falliscono poi miseramente nella sperimentazione su soggetti umani), ma anche per testare i cosmetici, i prodotti chimici e persino quelli alimentari.

Quello della vivisezione non è un affare scientifico quanto piuttosto economico: si tratta infatti di un business globale che frutta miliardi di euro ogni anno. 

Lo scorso primo febbraio, alla Camera dei Deputati è stato votato con larga maggioranza un insieme di restrizioni alla Direttiva della vergogna. L’obiettivo degli attivisti (e dell’operazione “Altrimenti ci arrabbiamo”) è ora quello di spingere anche il Senato ad approvare le modifiche. Un’approvazione niente affatto certa, a quanto si vocifera. 

Quello che accadrebbe se il Senato optasse per non favorire il divieto di allevamento di cani, gatti e primati per la vivisezione è che una struttura come Green Hill, vera e propria fabbrica di morte per beagle, resterebbe aperta e i ben pochi miglioramenti previsti dalla Direttiva UE, di fatto, si annullerebbero completamente. 

La Commissione del Senato dovrebbe prendere la sua decisione entro il prossimo 25 marzo e gli attivisti promettono di agire prima di allora. Lo stanno già facendo inviando ai senatori coinvolti nella valutazione della direttiva il messaggio che segue: “In accordo con la sensibilità di milioni di persone in Italia chiedo espressamente di non apporre modifiche peggiorative per gli animali nell’emendamento alla Direttiva Europea 2010/63/UE sulla sperimentazione animale. […] Milioni di persone hanno e avranno gli occhi sul Vostro lavoro, speranzosi che la Vostra coscienza porti alla chiusura di questo allevamento-lager. Abbiamo fatto tutto il possibile: protestato, raccolto firme, fatto informazione, chiesto applicazione di leggi. Abbiamo in questo modo raccolto l’approvazione di milioni di persone. Adesso tocca a voi fare in modo che la richiesta e la rabbia delle persone non vengano tradite. In caso contrario la vostra sarà solo l’ennesima prova della presenza di un regime basato sul potere economico a cui delle richieste delle persone non interessa nulla, a cui ci troveremo costretti a reagire stavolta in ben altri modi per la chiusura di Green Hill.”

Se anche voi, come noi, volete supportare l’operazione, scoprite come potete fare a questo link.

Nella foto: un beagle di Green Hill.

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