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La giraffa con la plastica in pancia viene da uno zoo dell’orrore

Ricordate il caso di Kilwon, la giraffa trovata morta per aver ingurgitato chili di plastica assieme al suo cibo? Ne avevamo parlato in questa news.

Investigazioni successive al decesso dell’animale hanno scoperto che lo zoo indonesiano di Surabaya non è un epitomo di perfezione, anzi. L’Indonesia, già nell’occhio del ciclone per il brutale e immondo trattamento degli animali da macello importati dall’Australia (ne avevamo parlato qui) è nuovamente nel mirino degli animalisti per uno zoo che sembra uscito da un film dell’orrore. 

La struttura ha infatti collezionato una serie di morti sospette nel corso degli anni, tutte da imputarsi all’inadempienza del personale. Un ambiente squallido in cui vengono detenuti oltre quattromila animali, molti dei quali in via di estinzione, lo zoo di Surabaya è famigerato per l’orribile trattamento dei suoi ospiti non umani. Secondo l’Associated Press, sono circa quindici gli animali che muoiono nel centro ogni mese: per malattia, mancanza di esercizio o sovrappopolazione. 

Il direttore dello zoo Tony Sumampauw, travolto dalle critiche, ha rilasciato un brevissimo comunicato stampa che parla di un “totale rinnovo” della struttura e ha chiesto l’aiuto delle autorità. Recenti investigazioni hanno assodato che, con il trattamento attuale, tutti gli animali saranno morti nell’arco di tre anni da ora. 

Oltre alle morti sospette, a Surabaya ci sono anche le sparizioni misteriose di animali. È il caso di tre preziosissimi draghi di Komodo, scomparsi in circostanze ben poco chiare nel 2010 e probabilmente venduti al mercato nero della fauna esotica. Un fatto nient’affatto nuovo, purtroppo, per le strutture indonesiane.

Le 16 tigri sono emaciate e i 180 pellicani stretti in un ambiente così angusto da essere impossibilitati persino ad aprire le ali. La tigre bianca, donata dal governo indiano vent’anni fa, è chiusa in gabbia e coperta di lesioni e affetta da una grave patologia alla schiena che le permette a malapena di alzarsi in piedi. Situazioni scandalose riportate in luce dalla morte del povero Kilwon, inspiegabilmente nutrito con cibo e plastica per almeno due decenni.

Dice Ian Singleton, direttore di un santuario per orangotango a Sumatra: “Tutto questo è molto tragico, ma assolutamente non dovrebbe sorprendere considerate le scandalose condizioni degli zoo indonesiani e il modo in cui sono amministrati”.

Tra gli ultimi animali deceduti, tutti precocemente, un leone africano, una tigre di Sumatra e svariati coccodrilli.

Si pensa ora alle possibili soluzioni: privatizzare la struttura o cedere gli animali a santuari in grado di trattarli con il rispetto che meritano.

Nella foto: Kilwan, poco prima di morire.

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2 Commenti

  1. Ho sempre odiato gli zoo!!! Mi ricordo che da bambina visitai uno di questi posti e non volli più andarci!!! Trovavo così crudele e stupido il fatto che tutti questi animali fossero tenuti in angusti recinti per tutto il resto della loro vita solo per fare divertire la gente!!! Incrociavo i loro tristi sguardi e mi sentivo male per loro. Avrei voluto aprire le gabbie e farli scappare via!! La razza umana è così ingiusta verso gli altri esseri viventi e crede di essere la più intelligente ma si illude. Sono mille volte meglio gli animali perché sono più puri d’animo e più rispettosi della natura!!!

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