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Sassari: spacca il cranio del cane a pietrate, incastrato dai video

Un gesto senza senso e totalmente inaspettato da parte di un dipendente comportatosi, almeno apparentemente, in maniera esemplare fino a quel momento. Questo è il riassunto che si può fare della vicenda di cui stiamo per parlarvi: un atto di inaudita ferocia da parte di un uomo nei confronti di una cagnolina incrocio Yorkshire di proprietà del suo datore di lavoro. 

Il fatto è accaduto nella zona industriale di Predda Niedda, a Sassari, e il responsabile è un 47enne padre di due figli. 

L’uomo, senza alcuna ragione comprensibile, ha quasi ammazzato di botte la cagnetta per poi finirla, il giorno dopo, con un colpo di pietra così devastante da spaccarle il cranio. 

Credeva di essere solo, il 47enne, ma le telecamere a circuito chiuso dell’azienda hanno registrato tutto. 

L’episodio risale alla settimana scorsa, ma se n’è avuta pubblica notizia soltanto nella giornata di ieri. 

L’uomo ha dapprima massacrato di calci la piccola, che trovatasi chiusa in un angolo non ha avuto scampo. Credendola morta, il 47enne è tranquillamente andato a casa. Rientrato al lavoro la mattina seguente e rendendosi conto che Ciccetta – questo era il nome della cagnolina – era invece gravemente ferita ma ancora viva, si è procurato una grossa pietra e l’ha utilizzata per spaccare in due il cranio della bestiola. 

Le telecamere a circuito chiuso dell’azienda lo hanno registrato mentre, nella calma più assoluta, puliva il disastro di sangue e materia cerebrale e infilava il corpo martoriato di Ciccetta in un sacco dell’immondizia, poi gettato poco lontano dal posto di lavoro. 

Una vera e propria storia dell’orrore, che viene difficile anche raccontare senza provare un moto di rabbia e di disgusto assoluto per questa persona.

L’assenza della cagnolina è stata subito notata dal proprietario – e titolare dell’azienda di finestre e serramenti per la quale lavorava l’aguzzino. Dirà in seguito Giuseppe Tanda a Geapress: “Eravamo stati assieme tutta la mattina, non aveva fatto trapelare niente. Una persona di fiducia da anni e poi cosa aveva fatto di male la cagnolina? Era benvoluta da tutti, non solo dai miei familiari, ma anche dai rappresentanti, dagli stessi operai. Ci stiamo tutti chiedendo il perché”.

Al primo momento Tanda non pensa che qualcosa di così terribile possa essere accaduto davvero, ma considera strano che Ciccetta sia sparita lasciando incustoditi i suoi cuccioli nati da poco. Poi gli viene in mente di visionare le registrazioni delle telecamere di sicurezza. E la verità viene a galla: i nastri mostrano tutto. Le botte della sera prima e il colpo di grazia con la grossa pietra, la mattina dopo. Mostrano i tentativi di fuga di Ciccetta, terrorizzata dall’uomo che la inseguiva e la prendeva a calci. Mostrano il cane che cerca disperatamente rifugio sotto una scrivania, ormai in un lago di sangue. Mostrano l’uomo che con guanti, stracci e detergente pulisce il sangue uscito dalla testa spaccata del cane, appena finito a pietrate. Mostrano il corpo di Ciccetta gettato in un sacco che verrà poi ritrovato in un vicino campo.

Tutte le registrazioni sono ora in mano alla Questura, e chiaramente l’operaio è stato licenziato in tronco.

“Nel filmato si vede che si avvia all’uscita con quella busta. È stato tremendo sapere che c’era Ciccetta, non so come spiegarlo”, racconta il titolare, “Poi quando è stato trovato il sacchetto non ho voluto vedere. Non ho avuto il coraggio, ho visto solo i cuccioli che si sono avvicinati, hanno annusato e sono andati via. Se la legge punisce per quello che ha fatto”, conclude Tanda, riferendosi all’aguzzino, “Deve pagare. Devolvo tutto ad una associazione che si occupa di protezione animali, ma la legge deve essere applicata”.

È toccato alle Guardie Zoofile della LIDA recuperare quel che rimaneva della cagnolina.

Interpellato in merito all’accaduto, il 47enne si è riferito a quanto fatto come ad “una stupidaggine”. Una scelta di vocaboli che la dice molto lunga sulla statura morale di quest’uomo. 

Una considerazione: la legge sulla privacy non andrebbe applicata in casi come questo. La nostra è solamente un’opinione e come tale va considerata. Ma riteniamo che sia ora che personaggi come quest’uomo, che si macchiano di scempi come quello appena descritto, non solo vengano punite severamente con pene detentive, ma che subiscano anche una pubblica umiliazione. Riteniamo che le generalità di persone come queste dovrebbero essere rese note, così come la loro fotografia. Nessuna persona perbene vorrebbe dare un lavoro a un elemento del genere. Nessuna persona perbene vorrebbe averci nulla a che fare. Vorrebbe, al contrario, tenerlo lontano da sé e dai propri cari, umani o animali, e per questo dovrebbe avere il diritto di sapere chi è.

Nella foto: Ciccetta.

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12 Commenti

  1. Cristina Carrano

    agghiacciante. Leggevo le fasi dell’assassinio e avevo le lacrime agli occhi.
    Anche io voglio sapere nome e cognome e faccia di merda di questo psicopatico!
    Ma come si fa, come è possibile? E se i colleghi hanno visto segnali prima, sono colpevoli di non aver parlato.

  2. E’ ora di finirla di proteggere questi assassini…accidenti a lui e a quelli che con il loro silenzio hanno permesso che Ciccetta facesse questa fine…non è possibile che questa gente poi alla fine non paghi niente perche finirà tutto in una bolla di sapone e non è giusto …bisogna farli pagare, dare segnali forti , ma la giustizia non è certo dalla parte degli animali…figuriamoci adesso mandano a casa chi ha commesso stupri di gruppo…

  3. magari. magari non fosse mai nato questo maledetto.

  4. Renderlo invisibile a tutto il mondo. Ignorarlo. Non è mai nato e non esiste nemmeno per la natura.

  5. questo è un tipo assolutamente peroccoloso ,quello che ha fatto è da punire!!!

  6. questo psicopatico merita di essere punito e curato!
    diamo il buon esempio una volta per tutte per far capire a chi come lui che questi gesti hanno delle conseguenze gravi!!
    non si puo lasciare che un pazzo del genere si aggiri tranquillo per strada minacciando la sicurezza di creature innocenti!

  7. in un mondo che protegge i prepotenti e non tutela i più deboli tra i deboli 🙁

  8. ti assicuro che se ero io la padrona avevi già fatto una brutta fine

  9. luana giacchetto

    anche io voglio che legge sulla privacy non vada rispettata in casi come questo! voglio nome, cognome e foto a caratteri cubitali di tutte le persone che usano violenza con gli animali,con i bambini e che fanno vivisezione! voglio una black list di tutte le persone incriminate di atti sessuali con bambini ed animali! voglio che chi non può difendersi da solo, abbia giustizia! ma in che razza di mondo viviamo?

  10. ora è venuto fuori che non era la prima volta che era stato violento nei confronti della cagnolina… complimenti ai colleghi che hanno visto e NON hanno detto niente fino ad ora!

  11. Povera piccola…chissà quale paura ha provato … perchè tanto orrore???
    Sono d’accordo: perchè non indire una petizione per sollecitare un’anagrafe di questi assassini? Penso che sia giusto… altro che privacy! Oltretutto questi sono personaggi pericolosi anche per gli umani… chi è capace di ammazzare una creatura indifesa non arretra davanti a nulla… altro che stupidaggine! Mi piacerebbe sapere cosa direbbe se fosse sottoposto alla stesso trattamento… Addio piccola Ciccetta…

  12. Come si può commentare a tanto orrore?addio Ciccetta

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