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Mass media e cani cattivi: Troppo comodo prendersela coi randagi, dice l’ENPA

A seguito della pessima campagna informativa seguita ai due tragici fatti di cronaca relativi alla Lombardia e alla Toscana, in cui due persone sono state aggredite da alcuni cani, la presidente dell’ENPA, Carla Ronchi, ci tiene a chiarire alcuni punti.

“Gli animali che hanno attaccato il pensionato non sono randagi”, precisa la Ronchi, sottolineando quanto sia importante non fomentare odio e ignoranza nei confronti dei cani senza casa, sempre e comunque vittime di un abbandono e di un’incuria esclusivamente umane. Una notevole mancanza di controlli “si è verosimilmente verificata nel quartiere Baggio, dove da sempre è nota la presenza di cani che, a detta dei residenti, fanno riferimento al vicino campo nomadi”.

La presidente dell’ENPA esplicita poi in maniera netta la chiave del suo discorso: “Gli animali randagi non attaccano l’uomo, anzi lo sfuggono forse memori del pessimo trattamento ricevuto. Ma è troppo comodo prendersela con loro che non hanno voce né difesa”.

E anche sulla rete le reazioni di sdegno alla definizione qualunquistica, ignorante e approssimativa di “cani killer” sono state immediate. Sulla pagina Facebook del Corriere di Como, una lettrice di nome Luciana esprime tristezza e cordoglio per quanto accaduto, ma precisa anche la responsabilità assoluta dell’uomo in quanto accaduto.

“Quei cani non erano certamente liberi per loro scelta. Lo erano per sconsiderato abbandono da parte dei loro padroni umani. Lo erano per mancanza di stanziamenti sufficienti da parte dei Comuni che si dovrebbero fare carico di arginare il fenomeno. Gridare ‘al lupo al lupo’ serve solo a stimolare reazioni cruente da parte della gente. Vogliamo forse giungere ad imitare la Romania, dove accadono stermini allucinanti dei cani abbandonati?”.

Naturalmente, le considerazioni su quanto avvenuto non sono mancate neppure sulla nostra pagina Facebook, dove intelligentemente un medico veterinario sottolinea: “Se le forze dell’ordine agissero contro assassini e ‘cattivi’ vari nella stessa maniera vivremmo in un Paese più sicuro. Se la gente che vede testimoniasse l’Italia sarebbe migliore. Sarebbe anche meglio se i processi fossero rapidi così come rapidamente, non ho capito su quali basi, si è deciso che questi cani sono assassini. A me dispiace per l’uomo che è deceduto, ma se ci sono cani liberi e affamati, forse la colpa è di chi li ha lasciati lì… o no?”.

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