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L’Italia in piazza contro la vivisezione: ecco come è andata

Ha coinvolto decine di migliaia di persone in tutto il Paese, la manifestazione nazionale tenutasi nelle principali piazze d’Italia nella giornata di sabato per dire no alla vivisezione, e alle fabbriche della tortura come Green Hill e Harlan.

La miccia è stata accesa dall’arrivo in Italia di novecento macachi rubati alle foreste, acquistati da Harlan e destinati ai tavoli degli sperimentatori, la scorsa settimana.

Tutta l’Italia si è mobilitata grazie al serrato tam-tam di internet, ed è difficile, anche a due giorni dall’evento, sapere con esattezza quante persone siano scese in piazza un po’ ovunque: era tantissime.

A Correzzana, il paese del monzese dove ha sede una delle tre filiali italiane di Harlan (e dove sono arrivate le scimmie), c’erano come minimo 700 manifestanti: tra gente comune e associazioni animaliste come LAV, ENPA, GAIA, LEAL, 100% Animalisti, il corteo ha sfilato fino a giungere proprio di fronte alla sede della multinazionale americana. Sede che, ricordiamolo, ospita centinaia di animali destinati alla scienza nera della vivisezione.

Bisogna invece ringraziare l’associazione OCCUPY GREEN HILL per aver dato vita e promosso i cortei in tutto il resto dell’Italia: cinquanta città si sono attivate e lungo tutto il Paese i banchetti contro Green Hill erano decine. 

Sono state raccolte firme contro la fabbrica di beagle di Montichiari: sabato sera se ne contavano già quindicimila, ma si trattava di un bilancio assolutamente provvisorio poiché molte città non avevano ancora terminato la raccolta. Nella serata di domenica la cifra pressoché certa si aggirava sulle cinquantamila firme. Un’enormità.

Montichiari, Trento, Termini Imerese, Napoli (che ha visto anche la firma del sindaco De Magistris, cui va il nostro plauso), Massa Marittima, Palermo, Pisa, Viareggio, Vercelli, Genova, Biella, Roma, Bari, Bolzano, Grosseto, Forlì, Firenze, Chieti, Milano, San Giuliano Milanese, Pomezia, Bolzano, Busto Arsizio, Cagliari, Chieti, Novara, Verona sono solo alcune delle città che hanno raccolto (ciascuna) centinaia (se non migliaia) di manifestanti (e altrettante firme).

Chi non avesse ancora espresso il proprio dissenso alla vivisezione attraverso la raccolta firme, può farlo scaricando un documento pdf a questo indirizzo.

Nel frattempo, domenica mattina, Michela Vittoria Brambilla era presente di fronte al Salone Internazionale della Pelliccia a Milano, il Mi-FUR, dichiarando che annuncerà la presentazione di una proposta di legge contro le pellicce. 

L’Italia si sta svegliando, a quanto pare. Ora finisca di aprire gli occhi.

Nella foto: un manifestante (foto pubblicata da Geapress).

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