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Simba, il cinghiale addomesticato, è il pericolo: la popolazione si mobilita

Che Simba, il cinghiale semiaddomesticato e assolutamente mansueto che vive e gravita nella zona di San Pietro, nel sanremese, sia in pericolo, sono in molti a pensarlo, anche noi.

Perché i cinghiali sono malvisti dalla nostra razza, sterminati, considerati aggressivi e feroci, mai visti di buon occhio. Perché i cinghiali sono tra le prede preferite dei cacciatori.

Questo, ovviamente, Simba non lo sa. Fino ad ora, probabilmente, ha conosciuto soltanto esseri umani buoni, che gli danno da mangiare, ridono quando lo vedono avvicinarsi, sghembo e trotterellante, con quell’andatura sbilenca tipica dei suini.

Eppure, se potessimo dire qualcosa a Simba, sarebbero le parole di Fabio, un lettore di SanremoNews che scrive al magazine proprio per rivolgere un pensiero all’animale.

Maledirai il giorno, caro Simba, che hai deciso di avvicinare l’uomo. Vedi qualcuno ti definisce già un ‘giullare’, e hanno già capito che tu non saresti più in grado di vivere allo stato brado, perchè l’uomo nella sua ignoranza ti ha allevato sfamandoti, ma tu sei selvatico e tale devi rimanere. Mi auguro tu possa rinsavire e tornare a quella natura che tanti richiami ti ha già mandato. Ora sei sordo e senti solo il richiamo del cibo, ma diventerai adulto e troverai la strada del bosco, di certo più sicura della vicinanza con il più pericoloso degli animali… l’uomo.

La gente di Sanremo a Simba si è affezionata e ora ha timore che gli possa capitare qualcosa di brutto, di irreparabile. Che Simba, per nulla timoroso dell’uomo e anzi fin troppo fiducioso e gentile, possa un giorno avvicinarsi alla mano di qualcuno che crede un amico. Una mano che invece aspetta solo di far male. 

Dell’affetto di tanti cittadini sanremesi per Simba si vede traccia su numerose webzine relative al territorio. Ma ci sono anche i detrattori, quelli che pensano che Simba sia… come l’uomo. Infido e crudele. Su SanremoNews, un lettore chiede alle autorità di intervenire per mettere al sicuro la popolazione dal cinghiale: “Vorrei sapere cosa aspettano la Provincia o la Forestale a portare via il cinghiale semiaddomesticato che si trova sulla strada per San Pietro nel fossato vicino al fabbro. Prima o poi farà male a qualcuno e allora saranno dolori. Vero che la colpa principale è di chi l’ha addomesticato in nome di uno sbagliato senso di amore verso gli animali, i cinghiali devono stare nei boschi e scappare dall’uomo non andarci incontro come cagnolini. Mi auguro che le Autorità prendano alla svelta dei provvedimenti o portino il cinghiale in un posto più adatto”.

Su Riviera24, invece qualcun altro sottolinea la pessima gestione della messa in sicurezza di Simba da parte delle autorità preposte. Un racconto che preoccupa, perché evidenzia una carenza di attenzione che potrebbe tradursi in danni irreparabili per l’animale:

“Spettabile Redazione Riviera 24,

la importuno relativamente alla vicenda di Simba, l’ormai noto cinghiale di San Pietro, frazione collinare del Comune di Sanremo.

A mio modesto parere, negli ultimi 10 giorni la simpatica bestiola è stata oggetto di “maltrattamenti sugli animali”, che qualcuno minimizzera dicendo “ma che ci importa è solo una bestia”.

Questa “bestia” ormai è diventato un veicolo di socializzazione, a giudicare dalle frequenti visite giornaliere che riceve; alcune persone portano il cibo, altre semplicemente fanno una visita e qualche foto ricordo con il simpatico ungulato, moltissimi sono i bambini, che accompagnati dai genitori, vogliono vedere il cinghiale buono.

Dopo aver divagato, torniamo ai maltrattamenti, nel giro di due settimane, anzi di neppure 10 giorni, il personale preposto alla cattura di Simba, ha sparato alcune fiale di narcotico alla bestiola, ma questo ha sortito solamente l’effetto di farlo immediatamente fuggire, per rintanarsi spaventato nei canneti e roveti adiacenti.

Dopo queste operazioni, Simba è tornato al proprio posto molte ore dopo, visibilmente stanco, infermo sulle zampe ed inappetente, soprattutto nella seconda occasione, è ricomparso solamente dopo 24 ore, non ha mangiato nulla di ciò che le era stato portato e rimane sempre sdraiato a terra reagendo pochissimo ad ogni tipo di sollecitazione. Detto questo, non vorrei che la prosima settimana (solitamente di lunedì o martedì, come le predendenti due volte), un’ulteriore iniezione di narcotico, possa essere fatale alla bestiola.

Credo che nel nostro comune e comunque la società odierna, abbia problemi ben più gravi che quello di voler scacciare a tutti i costi un cinghiale addomesticato, sicuramente addomesticato contro la propria volontà, in quanto le era stata uccisa dai soliti bracconieri, proprio nella stessa zona la madre ed un fratellino e che, alcune persone di buon cuore lo hanno accudito e rifocillato.

Oltretutto, mi chiedo il perchè di tanta cattiveria gratuita e soprattutto perchè si debba dar sempre credito a quella minoranza veramente esigua di persone che, solamente per una presa di posizione, non certamente nei confronti di Simba ma, certamente nei confronti di tutta quella gente che a Simba dimostra solidarietà ed affetto.

Chiedo perdono per essermi dilungato nel discorso ma, credo che la vostra autorità, datavi dalla profesione che svolgete, possa mettere un freno a questo stillicidio, creato ad arte dalla malvagità umana nei confronti di un qualcosa di molto bello che non può far altro che unire le persone, soprattutto in questi tempi difficili sotto molti aspetti della vita quotidiana.

Grazie.

Una famiglia di amici di Simba”.

Ci auguriamo che i cittadini della piccola frazione di San Pietro continuino a vigilare perché a questo cinghiale gentile, amico dei bambini, che prende delicatamente dalle mani pezzi di fetta biscottata, non capiti assolutamente nulla di male.

Nella foto: Simba.

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