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[VIDEO] Australia ancora sotto accusa per i suoi mattatoi indonesiani

Ancora violenza. Ancora abusi, crudeltà. Di nuovo animali che vengono depezzati (fatti a pezzi a colpi di mannaia) mentre ancora respirano e sono coscienti.

Sono le nuove accuse mosse ai mattatoi indonesiani di proprietà del governo australiano, che già l’anno scorso era finito nei guai dopo che alcuni infiltrati avevano rese note, con filmati agghiaccianti, le modalità di macellazione del bestiame in Oriente. 

Uno scandalo di portata mondiale, quello dell’anno scorso, che aveva costretto il governo australiano ad inviare ispettori in Indonesia e ad interrompere, per diversi mesi, l’esportazione di capi nel Paese asiatico.

A quasi un anno di distanza però nulla sembra essere cambiato: sono passati circa sei mesi dalla messa a punto di quelle che avrebbero dovuto essere le nuove regole per la “mattanza” dei bovini. Gli investigatori sotto copertura per l’associazione animalista Animals Australia sono andati a verificare e, sorpresa sorpresa, hanno documentato abusi in tutto e per tutto analoghi a quelli del 2011.

Sempre ad Animals Australia si deve, lo scorso maggio, la scoperta dei maltrattamenti: orribili, inguardabili riprese filmate presso svariati mattatoi in Indonesia.

I nuovi video sono relativi agli ultimi giorni di gennaio e si riferiscono ad almeno due macelli dislocati a e attorno Jakarta.

Il Ministro dell’Agricoltura australiano, Joe Ludwig, già criticato lo scorso anno per la gestione della faccenda, verrà messo nuovamente sotto accusa. 

Nelle nuove riprese video si vedono orrori di ogni tipo, incluso un macellaio di Temur Petir mentre accoltella sul muso una mucca mentre è ancora confinata nel suo box. L’animale, in preda al dolore e alla paura, si solleva sulle zampe anteriori e cerca di sfuggire al martirio. 

E ancora: alcuni lavoranti tengono fermo un bovino all’interno del suo box di contenzione mentre un altro addetto alla macellazione procede a spappolargli la testa con un plinto di cemento.

Il video nella sua interezza (3 ore di filmati che testimoniano l’uccisione di dieci bovini) è stato consegnato venerdì scorso al Dipartimento dell’Agricoltura assieme ad una denuncia documentata da parte della protezione animali RSPCA: sono ora in corso investigazioni. Già assodate numerose carenze in quello che avrebbe dovuto essere il rispetto delle nuove procedure:

  • fallimento nel controllo della morte effettiva dell’animale prima del suo depezzamento
  • fallimento del mantenimento dell’animale in condizione di contenzione per breve periodo
  • Inappropriato utilizzo degli idranti, utilizzati per atterrare gli animali sia prima sia dopo il taglio della gola
  • Inflizione di altre ferite potenzialmente mortali dopo il taglio della gola
  • Macellazione degli animali mentre sono in condizioni di contenzione all’interno dei box
  • Uccisione e macellazione del bestiame direttamente sui pavimenti

La prova che il bestiame sia proveniente e destinato all’Australia sarebbe data dalle targhette identificative sulle orecchie degli animali, oltre che dalla razza dei bovini, molto più grandi di quelli indonesiani.

Animals Australia si dice certa che le nuove regolamentazioni non possano e neppure vogliano garantire protezione al bestiame: “Il governo sperava che le nuove regole mettessero semplicemente a tacere l’opinione pubblica, ma la verità è il primo test indipendente è già fallito”.

Il mattatoio di Temur Petir, dove molte delle riprese sono state effettuate, dichiara che “non ci sono stati gravi incidenti di maltrattamento animale, ma ci sono atteggiamenti che necessitano di correzione”. Parole a dire poco sconcertanti, considerata la gravità del video. 

Tra le altre cose, nessuno degli animali viene stordito prima della macellazione: un processo che Animals Australia vuole rendere ora obbligatorio in qualunque mattatoio.

Il senatore Lee Rhiannon ha dichiarato due giorni fa che l’evidenza di quanto accaduto dovrebbe essere responsabilità del Governo australiano, che dovrebbe impegnarsi per monitorare e controllare i comportamenti all’interno dei mattatoio: “Invece tutto è lasciato ad attivisti per i diritti animali di Animals Australia, coraggiosi e motivati, che devono continuamente documentare la crudeltà nell’esportazione dei capi di bestiame”. Nel frattempo, l’ambasciata australiana ha comunicato il proprio malcontento alle autorità indonesiane.

Nella foto: macellai indonesiani infieriscono su un animale ancora vivo.

Di seguito: il video-trailer che mostrava le crudeltà dello scorso anno, disgustosamente analoghe a quelle di questi giorni.


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4 Commenti

  1. ormai non reggo più questi video ,mi fanno odiare gli umani,se posso essere utile per cambiare questo mondo io ci sarò,è un mondo infame

  2. il mio commento è che dopo quello che ho letto non ho avuto il coraggio nemmeno di guardare il video..

  3. Questa non mi l’ aspettavo da una nazione così…avanzata ed civile ,al meno fino oggi,ora entra nell lista nera.

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