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900 macachi da vivisezionare: per i NAS “tutto regolare”

Per i NAS è tutto regolare: le 900 scimmie arrivate dalla Cina nella sede monzese della multinazionale Harlan stanno bene. Ancora per poco, visto che finiranno presto nelle mani dei vivisettori.

Sono stati resi noti ieri sera i risultati delle ispezioni del Nucleo Anti Sofisticazioni in merito all’arrivo dei macachi, scaglionati in gruppi da 150 per volta e atterrati a Roma Fiumicino per poi essere trasportati a Correzzana (MB).

I NAS ora sottolineano come non ci siano irregolarità all’interno dei laboratori Harlan: per forza, la vivisezione è una tortura legalizzata, dunque l’argomento decade prima ancora di essere realmente sviscerato. Dal momento che si considera “regolare” torturare degli esseri senzienti, per le autorità non c’è nulla da discutere.

Valentina Coppola, presidente di Earth, sottolinea la contraddizione in termini di quanto definito come “regolare”: “Le normative europee del 22 settembre 2010 prevedono che gli alloggiamenti per gli animali da laboratorio siano tali da non pregiudicare il naturale comportamento etologico dell’animale, ed è semplicemente impossibile che lo stabile della Harlan sia dotato di spazi adeguati alla corretta detenzione di 900 scimmie”. Earth presenterà dunque un esposto alla Procura per Maltrattamento.

Gli animalisti sono in fermento ma poco possono fare contro una legge che di fatto autorizza lo scempio delle creature non umane ai fini di una ricerca vetusta, non etica, predittiva, che si muove per tentativi alla cieca e superata da anni. E che, di fatto, viene praticata per il grande movimento di denaro che comporta.

Nel frattempo, le più importanti associazioni per il benessere animale si coalizzano cercando di fare fronte unico in difesa delle povere scimmie. Una nota congiunta firmata da ENPA, LAV, LEIDAA, LNDC, OIPA dichiara come l’importazione dei 900 macachi strappati alle loro foreste rappresenti, di fatto, un episodio mai visto in Italia che indigna l’intero Paese.

Ma a cosa serviranno esattamente le scimmie?

In linea generale, questi primati (ma anche i Beagle di Green Hill di Montichiari, altra vergogna tricolore) vengono utilizzati massivamente nelle sperimentazioni relative al cancro, alle malattie cardiovascolari, al morbo di Parkinson e a quello dell’Alzheimer. 

Come giustamente sottolinea il Fatto Quotidiano, la vivisezione non è altro che una “fornace che macina soldi, animali e insuccesso con lo stesso ritmo e al riparo degli stessi muri di omertà e interessi”.

Quello che normalmente avviene nei laboratori di ricerca è che gli animali vengono avvelenati sistematicamente, amputati, ustionati, drogati, fatti impazzire, costretti a nuotare finché non affogano, lasciati morire di fame e sete, immobilizzati in gabbie di contenzione, sottoposti a scariche elettriche, decerebrati. 

In una parola, torturati.

I cani, utilizzati come “modelli animali” soprattutto per la ricerca sulle patologie cardiache, vengono sfruttati in studi spesso e volentieri scandalosamente sprovvisti, in termini di resoconto retrospettivo, di una pezza d’appoggio scientificamente accettabile.

Racconta Adrian Stallwood, supervisore di Medicina Clinica all’Università di Cardiff e co-autore di un dossier denominato “Vittime della Solidarietà”, che toglie il velo all’immagine scientifica e asettica della vivisezione: “Le procedure consistevano nell’aprire il torace dei cani anestetizzati, tagliare il midollo spinale, drenare e rimettere in circolo il sangue, recidere i nervi di collegamento con il cervello, l’apparato gastrointestinale ed il diaframma”.

E continua: “Una pratica veloce e sicura per distruggere sistematicamente il cuore, per periodi che durano anche mesi, consiste nell’iniettare grani di polistirene nelle arterie”.

Questa è quella che alcuni considerano una ricerca attendibile. E che invece è soltanto una vergogna nera. 

Concludiamo con un passo tratto dall’articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano e sopra linkato, con il quale ci troviamo completamente d’accordo:

“Che a Correzzana, in provincia di Monza, stiano arrivando, nottetempo e opportunamente scaglionati, 900 macachi destinati alla vivisezione, travalica ogni comprensione. E’ un evento che ferisce per diversi motivi:

perché va contro la decenza (non c’è modo di “accogliere” in modo adeguato neppure 10 animali appena strappati al loro ambiente naturale, la foresta, stremati dopo molte ore di viaggio dentro gabbie simili a pacchi postali come segnala questo video-shock della Buav inglese);

perché va contro la morale (non sono merce come intendono i protagonisti di questo lucrativo traffico ma creature senzienti, come recita l’articolo 13 del Trattato dell’Ue);

perché va contro la buona scienza e la buona medicina (lo dice l’appello sempre più stringente di ricercatori che si oppongono alla vivisezione sulla base di argomentazioni scientifiche);

perché va contro le leggi della natura (che non conoscono il gratuito spreco della bellezza e della vita per ragioni di tornaconto personale, privilegi di casta, bilanci aziendali e carriera individuale).

E anche perché – purtroppo – non va contro le leggi dell’Unione europea. Che, anzi, regolamentano e proteggono operazioni come quella di Correzzana.”

Nella foto: scimmie nei laboratori di vivisezione.


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7 Commenti

  1. possiamo immaginarla, purtroppo… comunque siamo qui. 🙂

  2. Vi faccio sapere la loro risposta… se rispondono…

  3. Io lavoro davanti al San Raffaele. Una sera tornando a casa sul pulmann due “simpatici” studentelli dell’Università “vita e salute” (si chiama così…) del San Raffaele, parlavano tranquillamente del fatto che studiavano la gestione degli animali da laboratorio… se ne fregano… pensano di essere nel giusto. Questo è il modo in cui tiriamo su la prossima generazione di medici… ci chiediamo perchè siamo ancora qui a parlare di vivisezione???

  4. sarebbe fantastico, peccato che i vivisettori non abbiano interesse a far conoscere le loro generalità… chissà perché, vero?

  5. verissimo.

  6. Sono sostenitrice di Greenpeace. Ho appena scritto per chiedere spiegazioni sul perchè Greenpeace non abbia fatto sentire la propria voce contro questo scempio, unendosi alle altre associazioni. Voglio proprio vedere cosa mi dicono… se la risposta non mi piace i miei soldi andranno a qualcun altro!!!
    Tutti i sostenitori dovrebbero farlo e di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste.

  7. luana giacchetto

    Propongo di stillare una lista con nome e cognome (magari foto?) dei “medici” che lavorano nei laboratori di vivisezione! Voglio vedere con che coraggio possono andare in giro, sapendo che la gente li riconosce per quello che fanno!! Invio questo appello: a quelle persone che riescono a fotografare gli animali nei laboratori, inquadrate anche il viso di queste persone! Sapete che il vostro vicino di casa fa questo lavoro? Postate anonimamente il loro nome! Lo so, non è legale, ma per un pedofilo non lo fareste?

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