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Terza scimmia morta in modo sospetto al reparto vivisezione di Harvard

È capitato ancora. Una terza scimmia è morta in circostanze sospette al New England Primate Research Center di Harvard. 

L’animale è stato trovato morto e completamente disidratato nei laboratori universitari lo scorso dicembre, ma la notizia è stata resa nota soltanto ora. Si tratta del terzo esemplare in diciannove mesi. Negli ultimi tre mesi, il centro era finito nell’occhio del ciclone anche per altri animali che presentavano ferite e fratture. A dichiararlo è il risultato di un’ispezione federale da parte del governo americano.

Il Dipartimento per l’Agricoltura americano ha citato Harvard nell’ambito di tre incidenti molto seri, accaduti all’interno della scuola di medicina dell’università. Harvard potrebbe ora essere pesantemente sanzionata o ricevere avvisi federali per non essersi messa in regola con le norme relative al benessere animale – sempre che, quando si tratta di vivisezione, di benessere si possa parlare.

La morte della terza scimmia dovrebbe essere relativa allo scorso 27 dicembre ed è contemporanea al ritrovamento di un’altra scimmia, fortissimamente disidratata ma ancora viva: i dipendenti si erano dimenticati di controllare il sistema idrico per abbeverare gli animali, e le creature erano rimaste praticamente prive di acqua sin dall’arrivo nella struttura, il 7 dicembre.

In gennaio, un’altra scimmia è stata ritrovata con una gamba fratturata. Motivo? Qualcuno le aveva chiuso una porta addosso. E un gruppo di macachi era riuscito a sfuggire alle gabbie in dicembre, col risultato che un esemplare aveva subito l’amputazione di un piede. 

Il Dipartimento per l’Agricoltura considera tutti questi incidenti causati dall’inadempienza. Negli USA, nel solo 2011, sono state accertate 25 inadempienze di questo genere.

Il direttore dell’Harvard Medical School ha dichiarato: “Ci sono state carenze in ciò che abbiamo fatto che hanno portato ad un numero di incidenti. Sono stati incidenti deplorevoli, direi francamente inaccettabili”. Ha parlato poi di sostituzione del personale, azioni disciplinari, nuove regole e procedure, e della formazione di un team composto da sei persone che provvederà ad una supervisione continua.

Non ci basta. Strutture come queste devono chiudere. O smettere di utilizzare gli animali come cavie. Molto semplice.

Nella foto: una delle scimmie detenute all’Harvard Medical School.

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