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Foche e leoni marini: assassinati dalla nostra immondizia

È un vero e proprio dramma, quello che sta colpendo foche e leoni marini vittime dell’inquinamento senza pari di mari e oceani. Un dramma raffigurato all’ennesima potenza dalla fotografia che mostriamo in apertura.

Gli animali vengono strangolati dai detriti vaganti e dalle reti da pesca, ingurgitano plastica (ne avevamo già parlato qui), si ritrovano immobilizzati e prigionieri di sacchetti e cavi.

È stato il Daily Mail il primo organo di informazione a vasto raggio a parlare della tragica situazione delle creature del mare dell’Alaska. 

Guardando queste fotografie, c’è comunque poco da dire.

Gli animali sono uccisi, intossicati, mutilati dall’infinità di detriti e rifiuti – tutti rigorosamente provenienti dalla nostra specie – dispersi nelle acque. Dalle lenze per la pesca alle reti, dalle bottiglie alle buste, dalle fascette di plastica ai richiami per la pesca.

Le autorità dell’Alaska – dopo aver sottovalutato per anni i tragici effetti dell’inquinamento su queste creature – cercano ora di correre ai ripari e hanno iniziato a collaborare più strettamente con l’industria ittica. L’obiettivo è salvaguardare le foche e i leoni marini – che rischiano l’estinzione, soprattutto perché molti dei morti per inquinamento sono individui giovani che dovrebbero invece servire al proseguimento della specie.

Le foto a questo link dovrebbero farci chinare la testa, e vergognare.

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